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Mascherina interna | I consulenti di Argimon propongono che cessi di essere obbligatorio

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Sebbene la decisione dipenda dal Ministero della Salute, il “consigliere” della Salute della Catalogna, Giuseppe Maria Argimon, sostiene la revoca dell’uso obbligatorio di mascherine per interni una volta che si sono ritirati dal aule delle scuole superiori, come ha appreso EL PERIÓDICO. Il presidente del governo, Pedro Sanchez, detto ieri che il mascherina cesserà di essere obbligatorio al chiuso “prossimamente”. Argimone Si è difeso settimane fa rimuovendo le mascherine dalle aule in maniera scaglionata, partendo dai più piccoli (primaria) prima della primavera e finendo con il liceo a maggio. È una misura che non è ancora iniziata, ma è attesa a breve. Così, quando l’obbligo di indossare la mascherina scompare del tutto nelle scuole e negli istituti, il ‘ministro’ vede bene che scompare anche per gli adulti in altri spazi chiusi.

Inoltre, il comitato consultivo scientifico covid-19 del dipartimento, in linea con l’Esecutivo centrale, propone che la mascherina nei luoghi chiusi sia consigliata (non più obbligatoria) per “gruppi ad alto rischio” se c’è una “alta concentrazione di persone”. Lo afferma l’ultimo rapporto di questo gruppo di esperti, “Proposta per rispondere in modo proattivo a potenziali scenari futuri di covid-19 in Catalogna”, datato 23 febbraio.

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Finora il ‘consigliere’ Giuseppe Maria Argimon aveva solo annunciato che la mascherina verrà gradualmente ritirata nelle aule, a cominciare dagli studenti più piccoli. Ma nulla è stato ancora detto sul resto degli spazi.

Il rapporto degli scienziati Salut propone di mantenere la raccomandazione per l’uso di maschere facciali all’interno del Stesse condizioni attualmente consigliate all’aperto: quando ci sono molte persone non è possibile mantenere la distanza di sicurezza e soprattutto nelle persone a rischio. Inoltre, chiedono anche gli esperti di Salut registrare le maschere FFP2 come “prodotto sanitario” e che sono finanziati per le persone vulnerabili.

Oltre a questa misura, i consiglieri propongono anche “ottimizzare” la ventilazione degli spazi interni, continuare a promuovere il vaccinazione contro il covid-19 (e soprattutto promuovendo le terze dosi), facilitandone l’accesso test diagnostici e facilitare l’accesso a farmaci anti covid per le persone ad “alto rischio” di malattie gravi.

Il rapporto prevede che, “secondo l’evoluzione del SARS-CoV-2”, sarebbe necessario considerare “altre misure” che possono ridurre il “rischio di trasmissione”, come la promozione del telelavoro, il limitazione della capacità, il limitare il numero di persone alle riunioni o l’uso di certificato covid.

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Possibili scenari

I consulenti sanitari lavorano con tre scenari. In Primo, il coronavirus (con la variante omicron o simile) è ancora molto contagioso ma provoca lievi malattie perché gran parte della popolazione è già immunizzata. In secondo, covid-19 si presenta come epidemie ricorrenti, simili all’influenza stagionale. In questo scenario, si verificano gravi forme di malattia nelle persone vulnerabili e quindi la vaccinazione sarà importante. In terza fase, emerge una variante che sfugge all’immunità acquisita e provoca nuovamente gravi malattie e morte in modo simile a quanto accaduto nel 2020.

Per questi esperti, lo scenario più probabile, “nelle prossime settimane o mesi del 2022 in Catalogna”, si tratta di B, ed è su di esso che si concentrano le suddette misure. “Altre misure più restrittive come la coprifuoco e il confinamento, probabilmente non dovrebbero essere introdotti nello scenario B”, raccoglie la relazione degli esperti Salut.

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