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L’Italia bandisce Nutriscore 2.0 nonostante le concessioni

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Una nuova versione del Nutriscore dovrebbe essere pronta per l’implementazione entro la fine di quest’anno. L’etichetta degli alimenti sarà più rigorosa, soprattutto per zucchero, sale e carne. L’Italia sta già vietando l’etichetta, anche se la riforma incontra una delle sue principali critiche.

Tutto un punto più severo

Il Nutriscore è attualmente in fase di revisione da parte di un comitato scientifico. Entro la fine di quest’anno dovrebbe essere pronta una nuova versione più in linea con le linee guida dietetiche generali. L’etichetta, che assegna ai prodotti alimentari un codice colore e lettera basato sulla salute, è stata criticata per aver ottenuto un punteggio dell’olio d’oliva – relativamente – scarso, pur essendo troppo mite per la carne rossa.

In generale, un minor numero di prodotti otterrà il miglior punteggio A, perché i punteggi richiesti per le categorie A e B vengono aumentati di un punto. D’ora in poi i prodotti integrali, come pane e riso, avranno un punteggio migliore, mentre il calcolo terrà conto anche della differenza tra latticini zuccherati e non zuccherati.

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L’algoritmo sarà più severo per zuccheri e sale, ma più mite per pesci grassi come il salmone. Un’altra novità è la distinzione tra pollame e carne rossa, il che significherebbe che il pollame più impreparato e non stagionato finirebbe nella categoria A e meno carne rossa.

La concessione del petrolio potrebbe non aiutare

La consulenza scientifica per la categoria bevande è ancora in fase di elaborazione, ma è già chiaro che noci e semi nella nuova versione sono stati spostati dalla categoria “frutta e verdura” a “grassi e oli”. Ciò consentirà agli oli vegetali come l’olio d’oliva e l’olio di noci di ricevere una lettera B invece dell’attuale C. All’industria alimentare verrà concesso un periodo di transizione dopo il lancio per adeguare loghi e imballaggi.

È la prima revisione importante dal suo lancio nel 2017. I sette paesi che hanno introdotto il sistema a livello nazionale, inclusi Benelux e Francia, hanno già dato la loro benedizione ai cambiamenti, riporta il quotidiano belga De Standaard. Reazioni molto diverse emergono dall’Italia, dove l’Autorità garante della concorrenza ha di fatto vietato l’uso del nutriscore. L’autorità di mercato definisce l’etichetta fuorviante perché “arbitraria” e “di parte”. Le catene che utilizzano il punteggio nutrizionale, come Carrefour, devono rimuovere i punteggi dalle confezioni in Italia.

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