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L’inflazione non si ferma negli Stati Uniti e sale all’8,6% a maggio, il livello più alto dal 1981

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L’inflazione non si ferma negli Stati Uniti. Il L’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato più del previsto a maggio ed è stato localizzato in 8,6% in tasso interannuale, davanti L’8,3% si è registrato ad aprile, secondo i dati pubblicati dall’US Bureau of Labor Statistics. I dati, inoltre, lo sono leggermente al di sopra dell’8,3% previsto dal consensoe presuppone il il più grande aumento dal dicembre 1981.

Per quanto riguarda la tariffa mensile, il i prezzi sono aumentati dell’1%al di sopra dell’atteso 0,7% e del dato di aprile, quando l’aumento mensile è stato di 0,3 punti percentuali.

Il rapporto lo evidenzia gli aumenti dei prezzi delle abitazioni, della benzina e dei generi alimentari hanno contribuito maggiormente all’aumento destagionalizzato per tutti gli articoli. In particolare, a maggio il prezzo del cibo è aumentato dell’1,2% e il prezzo del cibo a domicilio è cresciuto dell’1,4%.

Dopo essere sceso del 6,1% ad aprile, i prezzi della benzina sono aumentati ancora del 4,1%. Ciò ha causato il i prezzi dell’energia sono aumentati del 3,9% durante il mese di maggio.

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Il l’indice energetico è aumentato del 34,6% nell’ultimo anno, il più grande aumento in 12 mesi dal periodo terminato a settembre 2005. Inoltre, il indice che misura il prezzo della benzina è salito alle stelle del 106,7%, il suo più grande aumento nella storia della serie, risalente al 1935.

E il indice alimentare aumentato del 10,1% nell’ultimo anno, il primo aumento di oltre il 10% dal marzo 1981, secondo l’Ufficio di Statistica.

Anche il indice abitativo, che rappresenta circa un terzo del peso dell’IPC, è aumentato dello 0,6%, leggermente al di sopra dell’aumento di aprile (0,5%) ed è aumentato del 5,2% in termini annuali. Il indice alimentare e domestico aumentato dell’11,9% negli ultimi 12 mesi, il suo aumento più alto dall’aprile 1979.

Riferendosi a tasso sottostanteche esclude l’energia e gli alimenti grezzi, aumentati a tariffa mensile 0,6%, leggermente al di sopra delle aspettative di consenso (0,5%). Così, il il tasso su base annua si è attestato al 6%leggermente al di sopra del 5,9% stimato dal mercato, ma 0,2 punti percentuali al di sotto del dato di aprile (6,2%).

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VALUTAZIONE DELL’ESPERTO

Gli analisti di Pantheon Macroeconomia sottolineare che “questo rapporto uccide ogni traccia di speranza che la Fed possa tornare a 25 punti base a luglio, ma rimaniamo fiduciosi per settembre, sulla base del fatto che i prossimi due numeri CPI core saranno inferiori a maggio; Tutti e tre i rapporti sui lavori mostreranno che gli aumenti salariali continuano a moderarsi; e perché al momento della riunione di settembre, il crollo immobiliare avrà l’attenzione di tutti e salire di 50 punti base in più sembrerà gratuito”.

Per la sua parte, Rupert Thompson, stratega degli investimenti presso Kingswoodche osserva che “i dati hanno infranto le speranze che l’inflazione abbia raggiunto il picco e significa che un aumento dello 0,5% dei tassi da parte della Fed la prossima settimana è quasi garantito. Significa anche che è più probabile che le indicazioni della Fed su ulteriori aumenti dei tassi siano aggressive.

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