Home Salute L’assistenza sanitaria privata è fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario

L’assistenza sanitaria privata è fondamentale per la sostenibilità del sistema sanitario

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Il 21 aprile la Fondazione IDIS ha presentato il Rapporto “Salute privata: valore aggiunto 2022” che aggiorna i dati del settore privato e si concentra sul suo contributo al sistema sanitario nazionale, oltre a confermare che la collaborazione tra i settori facilita la fattibilità del sistema. Questo aspetto, quello della cooperazione tra i settori, era già uno di quelli inclusi nel manifesto per una migliore assistenza sanitaria in cui la Fondazione IDIS ha inserito 10 principi che permetterebbero di accedere alla migliore assistenza sanitaria che la società si aspetta.

“Il rapporto aggiorna l’impatto dell’assistenza sanitaria privata nell’ambiente produttivo spagnolo, il suo contributo in termini di liberazione delle risorse sanitarie pubbliche e il suo miglioramento degli indicatori dell’accessibilità della popolazione all’assistenza sanitaria”. Ángel de Benito, segretario generale della Fondazione IDIS.

Aggiornamento dati 2022

L’analisi globale del contributo dei dati 2022 mostra che il settore sanitario privato è fondamentale per la vitalità del sistema sanitario.

Il settore privato libera risorse sanitarie pubbliche grazie agli oltre 9,8 milioni di assicurati. Si stima che il risparmio generato dall’assicurazione privata sarebbe compreso tra 5.679 milioni di euro e 15.628 milioni di euro (a seconda che il cittadino coperto dalla polizza privata svolga un uso misto o esclusivamente privato).

Sul piano dell’attività assistenziale, il settore sanitario privato assume un ruolo molto rilevante: “esegue il 30,8% degli interventi chirurgici, registra il 23,1% delle dimissioni e cura il 24,2% delle emergenze”. Attualmente, l’assistenza sanitaria privata conta 431 ospedali privati ​​(56% dei centri ospedalieri), che corrispondono a una fornitura di 49.748 posti letto (32% dei posti letto totali in Spagna).

Elevata complessità e trasformazione digitale

Come affermato nel rapporto 2022, il settore sanitario privato svolge attività ad alta complessità attraverso le più avanzate tecnologie, come dimostra il fatto di essere in possesso del 53% di risonanze magnetiche, del 45% di PET e del 34% di TAC ubicati in il nostro Paese. Allo stesso modo, ha un ruolo importante nella ricerca: i centri privati ​​hanno partecipato a 672 studi clinici dal 2016, che rappresentano quasi il 52% del totale. Inoltre, 147 enti pubblici e privati ​​hanno il QH Recognition promosso dalla Fondazione IDIS.

Ma l’impegno del settore per la trasformazione digitale va oltre la disponibilità di apparecchiature. Ed è che la collaborazione tra tecnologia e digitalizzazione dei servizi (care and non care) è diventata uno dei principali alleati delle organizzazioni sanitarie per realizzare sistemi sanitari più efficienti e sostenibili.

Occupazione e responsabilità sociale (SDG)

Il settore privato è anche generatore di occupazione e agente responsabile in termini sociali e ambientali: “Nel nostro Paese impiega circa 286.719 professionisti, di cui il 38% svolge la propria attività in ambito intraospedaliero, mentre il restante 62% lo fa così negli ospedali, l’ambiente ambulatoriale. Il 23% dei posti di lavoro generati corrisponde a medici, il 25% a infermieri, e il restante 52% ad altri professionisti sanitari e non che svolgono la loro attività professionale nel settore sanitario privato”, spiega il direttore generale della Fondazione IDIS. Inoltre, sostiene la formazione e dispone di 254 posti per la formazione sanitaria specialistica nel 2022.

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