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La guerra e l’inflazione costano caro ad Auchan

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Rivenditore francese Auchan sta vedendo aumentare le sue vendite ovunque, tranne che sul mercato interno e in Ucraina. Il gruppo di vendita al dettaglio sta investendo milioni nella lotta contro l’inflazione, sperando di attirare più clienti nei suoi negozi.

Più clienti nei negozi

Nella prima metà di quest’anno, Auchan Retail ha visto i suoi ricavi aumentare del 6,2% a 15,4 miliardi di euro. Le vendite comparabili in negozio sono aumentate dello 0,6%, mentre le vendite di carburante sono aumentate del 51%. Le vendite sono aumentate in quasi tutti i paesi, ma il mercato interno francese resta difficile: le vendite comparabili sono diminuite del 2%.

Con un nuovo team di gestione in atto dall’inizio di quest’anno, Auchan sta lavorando simultaneamente su diversi fronti per dare una svolta all’azienda. Spiccano gli sforzi sul potere d’acquisto: il rivenditore ha investito 121 milioni di euro per contenere gli aumenti di prezzo. Di conseguenza, l’EBITDA è diminuito del 74%, un risultato che il rivenditore afferma di “accettare”. Nella seconda metà dell’anno, Auchan continuerà a investire nel contenimento dei prezzi. L’azienda vede i primi segnali di miglioramento: torna a crescere il numero dei clienti e migliora anche l’NPS (net promoter score).

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Grande impatto della guerra

In Portogallo e in Spagna (dove il gruppo ha recentemente acquisito 235 diam supermercati), il gruppo se la cava bene. Lo stesso vale per i paesi dell’Europa centro-orientale – Ungheria, Polonia e Romania, anche se il governo di Budapest ha introdotto limiti di prezzo per i prodotti essenziali e aumentato l’imposta al dettaglio per i grandi gruppi di distribuzione.

Anche l’impatto della guerra in Ucraina è considerevole: il rivenditore tiene aperti 39 dei suoi 42 negozi in Ucraina per soddisfare le esigenze della popolazione locale, ma le vendite sono diminuite del 50% nei primi mesi del conflitto. Essendo una delle uniche società occidentali, il gruppo retail resta attivo anche in Russia, “con la massima autonomia e nel rigoroso rispetto dell’embargo europeo”.

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