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Il rimbalzo dei mercati azionari è finito? Ibex, Dax e l’S&P 500 sotto la lente d’ingrandimento delle classifiche

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Finora quest’anno, l’Ibex 35 scende di poco più dell’1%, il Dax e l’Euro Stoxx 50 sono in calo del 10% e dall’altra parte dell’Atlantico l’S&P 500 è in calo del 6%, il Dow Jones è in calo del 5%. e la tecnologia corregge circa il 12%. Senza essere un precedente, il nostro team sta andando molto meglio della media.

Analisi tecnica
NESSUN SEGNALE
NESSUN SEGNALE

Nonostante il significativo rimbalzo dai minimi di febbraio/marzo, a seconda dell’indice che guardiamo, le spade sono ancora alte. Abbiamo assistito ad una forte correzione e ad un successivo rimbalzo (fase di reazione) che in molti casi è andato oltre quanto immaginato. Ma non abbiamo una cifra di ritorno, né è prevista (così presto).

L’unica cosa che sappiamo, anche se sembra ovvia, è quella i supporti chiave sono ai minimi di marzo. Nel caso del Dow Jones e dell’S&P 500 ai minimi di febbraio. Inoltre, l’esperienza ce lo ha dimostrato In molte occasioni i prezzi scendono al minimo Ed è lì che sta la chiave di tutto. Se resistono, lasceremo la porta aperta alla possibilità che stiano cercando di costruire una base di mercato. Ma se sono perforati, è normale per noi assistere a un nuovo colpo di frusta al ribasso di qualche considerazione. Ed è che, tranne che nelle curve a “V”, che non è un modello che si verifica frequentemente, i prezzi scendono al minimo o mostrano un movimento laterale lungo e irregolare.

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Successivamente, li analizziamo dal punto di vista grafico:

IBEX 35

Il nostro selettivo si è spostato lateralmente per una settimana e mezza, all’interno di una fascia di prezzo ristretta compresa tra 8.400 punti sotto e 8.640 punti sopra. Le divergenze ribassiste tra il prezzo e lo stocastico si accumulano e quindi è difficile risalire le posizioni. Oltretutto, abbiamo una zona di resistenza molto importante nell’intervallo 8.750-8.800 punti.

Di recente abbiamo spiegato che a 8.800 punti si sarebbe sbarazzato la madre di tutte le battaglie ed è quella in quel luogo la linea guida ribassista che unisce i massimi decrescenti dai massimi di novembre e il gap ribassista della seduta del 14 febbraio (che è stato interamente colmato nei giorni successivi) a 8.798 punti. Parliamo quindi di 8.800 punti come cifra tonda, come il livello di resistenza più importante al momento. Sotto, sul lato del supporto, abbiamo i gap rialzisti di 8.236 e 7.783 punti.

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Sopra gli 8.800 punti, le seguenti resistenze si trovano a 8.910 punti (massimi di febbraio) e i massimi di novembre a 9.200 punti.

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Grafico giornaliero Ibex 35

DAX

Quello che abbiamo davanti a noi è un ‘tiro indietro’ di un libro, di un manuale nell’indice della ‘locomotiva europea’. In numeri tondi possiamo dirlo il livello di supporto di 14.850 punti si è trasformato in resistenza ora ed è quello che chiamiamo un “tirare indietro”. A brevissimo termine ha supporto in il divario al rialzo di 13.917 punti e sotto ha altri gap a 13.628 e 12.830 punti.

Sopra, sul lato della resistenza, abbiamo la linea guida ribassista a breve termine, ora a 14.600 punti e sopra 14.925 punti e l’ultimo massimo in calo. Ma sì, il rimbalzo dai minimi di un mese fa (+20%) si inserisce oggi in quello che è un semplice ‘tira indietro’ e poco più.

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Grafico giornaliero Dax

S&P 500

Nel breve termine, il principale indice mondiale sta drenando/aggiustando proporzionalmente i forti rialzi accumulati dai minimi di febbraio e, per il momento, poco altro. La verità è che se ci allontaniamo dal grafico ci rendiamo conto che questo si muove lateralmente da un anno. Laterale con supporto a 4.060-4.110 punti e resistenza a 4.820 punti.

Detto questo, tutto può ancora succedere. Il mercato e gli investitori scontano una recessione dell’economia statunitense basata soprattutto sulla all’inversione della curva. Ma no, il mercato non è così semplice. Vorrei che fosse. Nessuno sa se ci sarà una recessione o meno. Se c’è, quanto durerà? Il mercato si riprenderà rapidamente? La Fed prenderà il toro per le corna (come fa sempre) salvando i mercati? Troppe incognite che nessuno riesce a capire.

Il punto è che dal punto di vista grafico abbiamo l’S&P 500 più vicino ai massimi storici (4.818) che ai minimi di febbraio (4.114) e questo nonostante i tamburi della recessione, la guerra russo-ucraina, l’inflazione esorbitante, ecc. Il principale indice mondiale si sta comportando troppo bene. Diciamo che finché non verranno superati i minimi annuali, ormai lontani, non vedremo più grandi segnali di debolezza. Tutto prosegue all’interno di un ampio e irregolare laterale.

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Grafico giornaliero E-Mini S&P Continuous (ES).
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