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Il covid persistente è stanchezza cronica, secondo un esperto

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Il caposezione di Dipartimento di Medicina Interna dell’Ospedale Dexeus di Barcellona, Giorgio Roberto, sottolinea che il covid persistente non è una nuova malattia ma potrebbe effettivamente essere scatenata la sindrome da stanchezza cronica dal virus SARS-CoV-2.

Robert, specialista in stanchezza cronica, ha pubblicato un editoriale sull’ultimo numero della rivista ‘Clinical Medicine’ in cui ripensa lo stato del cosiddetto covid persistente e domanda se si tratta di una nuova malattia.

“Finora, e non con assoluto consenso, si sono identificati tre situazioni cliniche legate all’infezione da covidsecondo Roberto.

“La prima sarebbe le manifestazioni cliniche a seguito del danno ai diversi organi causato dall’infezione; la seconda, le manifestazioni secondarie dovute al ricovero in ospedale/ICU o nel trattamento dell’infezione; e la terza, quello che genera più incertezza e i dubbi è il cosiddetto covid lungo o covid persistente”, spiega il medico.

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I medici definiscono il covid persistente come una serie di sintomi che persistere per 4-12 settimane dopo l’infezioneanche in forme lievi e asintomatiche, che non possono essere spiegate da a diagnosi alternativa.

Questi sintomi sono: affaticamento, difficoltà di pensiero o concentrazione, ortostatismo, palpitazioni e dolori muscolari e articolari, che peggiorano dopo lo sforzo.

gli stessi sintomi

Secondo Roberto, il encefalite mialgicameglio nota come sindrome da stanchezza cronica, presenta anche questi sintomi che, in entrambi i casi, impediscono loro di svolgere le attività quotidiane e peggiorano la qualità della vita dei pazienti.

“Sospettiamo, ma non siamo ancora stati in grado di dimostrare, che alcune infezioni virali siano associate all’insorgenza della sindrome da stanchezza cronica”, afferma Robert.

“Tutto questo ci porta a chiederci se ci sia qualche differenza tra quei pazienti con diagnosi di covid persistente rispetto ai pazienti con diagnosi di sindrome da stanchezza cronica”, riflette lo specialista.

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Secondo Robert, “se accettiamo che il covid persistente sia la stanchezza cronica innescata dall’infezione da coronavirus, dovremmo trattare il covid persistente come una malattia cronica. E nel senso opposto, bisognerebbe verificare che il trattamenti che funzionano in covid persistente sono ugualmente utili nei pazienti con diagnosi di sindrome da stanchezza cronica”.

Robert conclude l’editoriale affermando che, a suo avviso, il cambio persistente del nome covid e suggerisce che forse la pandemia di covid “ci sta portando a un’altra pandemia, questa volta di una malattia nota come sindrome da stanchezza cronica”.

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