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I mercati sono rotti: cosa ci dicono le candele settimanali di Ibex, Dax e S&P 500?

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Molti si chiederanno se abbiamo già visto i minimi dell’attuale forte fase correttiva o è solo un semplice rimbalzo, ma non fate errori, nessuno lo sa. C’è ancora molto tessuto da tagliare.

Analisi tecnica
NESSUN SEGNALE
NESSUN SEGNALE

In poco meno di un mese, misurato dai massimi di inizio febbraio, abbiamo assistito a cali significativi in ​​tutti i mercati azionari mondiali. Diminuzioni che nel caso del Dax tedesco sono state leggermente superiori al 20%, del 18% nel caso del nostro selettivo e del 10% nel caso del principale indice mondiale, l’S&P 500. La stragrande maggioranza dei mercati azionari mondiali si è svegliato lunedì scorso lasciando ampi gap ribassisti che sono stati chiusi (o cosa è lo stesso annullato) nel successivo rimbalzo.

Un forte rimbalzo che si è verificato dai minimi della sessione di panic selling di lunedì (il nostro indice selettivo è sceso del 5,60%) e che produce un saldo vincente (dai minimi annuali) dell’11% sull’Ibex 35 e del 10% sull’Ibex 35 Dax. Diverso è il caso dell’S&P 500, poiché nella correzione di questo lunedì il prezzo non ha raggiunto un nuovo minimo inferiore. In questo caso il supporto è ai minimi di febbraio: 4.114 punti. Infatti Wall Street, come sempre, quando le cose vanno male, sopporta molto meglio il ragazzo rispetto agli indici del resto del mondo. Dobbiamo sapere che nelle grandi crisi Wall Street funziona come il reddito variabile rifugio sicuro (cade meno), così come il ‘biglietto verde‘ lo fa anche all’interno delle valute.

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Detto tutto quanto sopra, il comportamento dei mercati negli ultimi giorni è assolutamente normale. Le forti cadute ei violenti rimbalzi accadono ancora e ancora. E non devi voler giustificare ogni mossa perché non c’è una spiegazione (fondamentale) per questo. È nelle grandi correzioni che i rimbalzi sono più violenti. Tra l’altro perché per chiudere gli short (posizioni ribassiste) e le coperture bisogna comprare, andare long. Ogni volta che c’è una grande crisi come quella che stiamo affrontando, i prezzi agiscono allo stesso modo. Cadono con grande forza per diversi giorni di seguito, quasi senza rimbalzi, finché un giorno non ci assistiamo una sessione di panico di vendita estrema (capitolo) come quella di lunedì scorso per chiudere in prossimità dei massimi della seduta (l’Ibex ha chiuso con un ribasso dello 0,99% dopo essere sceso del 5,6%) e lì arriva il turno. Ecco che arriva il rimbalzo.

Non abbiamo una cifra di ritorno, non illudiamoci. Né è previsto a breve termine. Inoltre, non possiamo lanciare le campane così presto perché l’esperienza me lo ha dimostrato in molte occasioni i prezzi scendono verso i minimi e all’origine dell’ultimo rimbalzo. Ed è lì che sta la chiave di tutto. A seconda che questi ultimi o meno, valuteremo la possibilità che si stia costruendo un market floor o, al contrario, l’attuale fase correttiva prosegua e acceleri ancora di più. Ecco perché dico che c’è ancora molto tessuto da tagliare.

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Successivamente, analizziamo dal punto di vista dei grafici i seguenti indici di borsa:

IBEX 35

Lo stambecco ci ha segnato questa settimana supporto importante a 7.287 puntisoddisfacendo il nostro obiettivo di rilascio (minimo teorico) che avevamo in mente. i 7.200 punti. Dilatazioni specifiche a parte, sembrerebbe che questa abbia cercato di rimbalzare dal supporto rettilineo che si unisce ai minimi crescenti di marzo e ottobre 2020. Correzione/aggiustamento proporzionale dell’intero rialzo dai minimi del momento peggiore della pandemia.

Da cui ne consegue che è fondamentale che i minimi di questo lunedì siano rispettati sempre a prezzi di chiusura. Se non lo facesse, continuerebbe ancora una volta l’impeccabile successione di massimi e minimi decrescenti dai massimi di giugno, e potrebbe addirittura sottrarre la totalità dell’ultimo grande slancio al rialzo: 5.814 punti. Nel breve termine furioso, il nostro selettivo ha supporto il gap rialzista di 7.783 punti e la resistenza a 8.375 punti (massimo questo venerdì).

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Grafico settimanale Ibex 35

DAX

Tre quarti dello stesso che abbiamo commentato sullo stambecco. Qui il supporto da rispettare si trova a livello di 12.438 punti. Sul medio e lungo termine tutto fa pensare che stia correggendo/aggiustando l’intero rialzo dai minimi di marzo 2020. Infatti I minimi di lunedì si stanno avvicinando al livello di ritracciamento/aggiustamento del 50%. di Fibonacci (12.270). Al di sotto del prossimo grande supporto corrisponde un’impostazione del 61,8% negli 11.330 punti.

O in altre parole, un calo a 11.300 punti rientrerebbe nei parametri normali se riteniamo che l’indice ‘European locomotive’ stia aggiustando proporzionalmente l’intera corsa rialzista precedente, che è stata un aumento di quasi il 100%. A brevissimo termine, questo ha supporto nel gap rialzista di 12.830 punti e resistenza nel gap ribassista di 14.630 punti.

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Grafico settimanale Dax

S&P 500

Il caso del principale indice mondiale è diverso nel senso che ha il supporto più importante al momento ai minimi di febbraio (4.114). Non solo questo indice è sceso molto meno del mercato azionario nel suo insieme, è anche che il “biglietto verde” è aumentato di circa il 3% rispetto all’euro durante l’anno. Quindi tutti coloro che sono investiti e diversificati dall’altra parte dell’Atlantico non solo hanno sofferto meno nelle flessioni, ma la forza del dollaro ti fa perdere ancora meno.

Sopra, lato resistenza, abbiamo quello più immediato all’ultimo massimo in calo (4.417) e sopra il massimo di febbraio a 4.595 punti.

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Grafico settimanale E-Mini S&P Continuous (ES).
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