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Giornata internazionale delle password: come creare una password a prova di hacker?

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Anche se anni fa esperti in sicurezza informatica prediceva un mondo futuro senza password, oggi i più prevedono una lunga vita per la password, considerandola molto sicura se si segue la massima di crearla combinando simboli, numeri e lettere di lunghezza sufficiente. E questo Il 2 maggio è la Giornata internazionale delle password. come tributo a un elemento trascendentale per la sicurezza globale nel cyberspazio.

La password è, senza dubbio, la più diffusa e utilizzata tra le tre metodi di identificazione che oggi servono per porre fine ai tentativi di ‘hacker’ di impossessarsi dei nostri dati. Come spiega Jordi Serra, docente di Informatica, Multimedialità e Studi delle Telecomunicazioni presso il UOCsono riassunti in tre aspetti: “Uno di essi è ciò che sappiamo (Le password), un altro è quello che siamo (biometria, impronta digitale…), e il terzo, quello che abbiamo (un dispositivo unico a cui inviare un codice)”.

Cosa dovrebbe avere una password a prova di hacker?

Queste sono le tre chiavi per essere sufficientemente protetti con una password complessa senza dover avere una grande memoria per ricordarla:

Una password di, minimo 12 caratteri (e, se possibile, più ampio)

usa una combinazione di maiuscolo, minuscolo, numeri e simboli.

che questa combinazione evitare le sequenze più frequenti digitare “12345” o “qwerty”.

Perché un minimo di 12 caratteri?

Secondo un recente studio della società di sicurezza informatica Hive Systems, password con meno di dodici caratteri può essere hackerato all’istante se contengono solo numeri. E qualcosa di simile accade nel caso in cui siano composti solo da lettere minuscole.

Perché includere maiuscole, minuscole, numeri e simboli?

Perché aggiunge un plus di difficoltà agli “hacker” rendendo molto più complicato per loro risolverlo. Anche se si è ancora privi di protezione se si opta per una password breve, lunga circa otto caratteri, il fatto di includere simboli e numeri e combinare lettere maiuscole e minuscole costringerebbe l’hacker a impiegare in media 39 minuti per trovarla. Ma se è usato una combinazione di 12 caratteri con maiuscolo, minuscolo, numeri e simboli, gli hacker impiegherebbero non meno di 3.000 anni per capirlo.

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Qual è quindi l’estensione e la combinazione consigliate?

“Se sono presenti numeri, lettere e simboli speciali come +, -, (, $, @, €… , da dieci caratteri si considera già che, con i computer attuali, il tempo necessario per trovare la password, in caso contrario è una parola conosciuta, basta non perdere tempo a provarla”, che aggiunge che tutto dipende da come è costruita quella password.

“Se proviene da parole che sono nel dizionario, la lunghezza non è molto rilevante. Esistono strumenti che testano combinazioni di parole conosciute, aggiungendo anche date. Per il resto, quello che si fa è creare combinazioni di lettere e numeri, e provaci. Più lettere hai, più combinazioni possibili devi provare finché non trovi quella giusta.”

Perché è importante evitare le sequenze più note?

In Spagna, al primo posto nella classifica delle password più utilizzate nel 2021 c’è la combinazione dei numeri 12345, seguita da 123456 e 123456789, secondo lo studio annuale NordPass, che offre anche altri dati curiosi. Ad esempio, quello in posizione 10 è “Barcellona“; alle 12, “Spagna“; alle 16, “Alessandro“, e il 18, “Ti voglio bene“.

O che, come in Spagna, anche nei paesi dell’America Latina il nome della squadra di calcio preferita non è una buona opzione, dato che in alcune regioni compare in quinta posizione. E se cerchiamo le password più utilizzate al mondo, oltre alle combinazioni numeriche che compaiono anche nelle prime posizioni in Spagna, la prima fila di lettere sulla tastiera del computer è la preferita: la combinazione “QWERTY” è al quarto posto. Il prossimo posto nell’elenco è “parola d’ordine“.

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Combina i metodi di identificazione per dare maggiore sicurezza

La buona notizia è che, poiché esistono diversi metodi possibili di identificazione, password, dati biometrici e impronte digitali e l’unico dispositivo a cui inviare un codice (autenticazione in due passaggi), possiamo proteggere meglio il nostro accesso. La raccomandazione è di usarli in combinazione.

Secondo Jordi Serra, se vogliamo mettere in difficoltà chiunque tenti di hackerare i nostri accessi, la cosa migliore da fare è “attivare, se possibile, il secondo fattore di autenticazione, ovvero utilizzare due dei tre sistemi di identificazione. Il più comune è il password e il codice univoco al cellulare contemporaneamente“, ma finché dedichiamo un po’ di tempo alla creazione di una password “difficile” che contenga più di dieci caratteri con lettere, numeri e caratteri speciali.

“Possiamo ricordare una frase di un libro o di un proverbio, e mettere le prime lettere di ogni parola, oltre a includere anche qualche numero e carattere aggiuntivo per arrivare ad avere una password di più di dieci posizioni senza che abbia alcun senso una volta letta” . Un esempio? “‘EuldlMdcN3+’ potrebbe essere per la frase ‘In un posto nella contaminazione del cui nome’ e mettere 3+ alla fine. Ora! non usiamo tutti questa password per tutto!” avverte.

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