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Fundación Mutua sosterrà l’avvio di 21 nuovi progetti di ricerca medica in Spagna con due milioni

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Il Fondazione Mutua Madrileña ha consegnato i suoi XIX Grants for Health Research, dotati di due milioni di euro, a 21 studi clinici che saranno condotti negli ospedali di tutta la Spagna e che si occuperanno di trapianti, malattie rare dell’infanzia, traumatologia, cancro ai polmoni e Covid19.

La cerimonia di premiazione è stata presieduta dal Ministro della Salute della Comunità di Madrid, Enrique Ruiz Escudero, il presidente del Grupo Mutua e la sua fondazione, Ignazio Garralda, e il presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Mutua Madrileña, il dott. Rafael Matesanz.

In totale, tenendo conto di tutti gli ospedali che parteciperanno ai progetti di collaborazione, la Mutual Foundation sosterrà il lavoro dei gruppi di ricerca di 19 ospedali in nove comunità autonome.

I progetti di ricerca sono stati selezionati dal comitato scientifico della fondazione e saranno realizzati nels aree di miglioramento donazione di organi per trapianto (3 studi)traumatologia e le sue conseguenze (3 studi), malattie rare manifestarsi nell’infanzia (6 studi), oncologia focalizzata sul cancro del polmone (3 studi) e Covid-19 (3 studi). Saranno inoltre finanziati altri tre studi guidati da specialisti dello staff medico di Adeslas, compagnia assicurativa leader nel settore dell’assicurazione sanitaria e appartenente al Gruppo Mutua Madrileña.

Progetti selezionati

Nello specifico, tre dei progetti selezionati saranno realizzati in collaborazione tra diversi ospedali spagnoli provenienti da diverse comunità autonome, due nel campo delle malattie rare e una nel cancro del polmone.

Tra questi, quello che sarà coordinato dal Valdecilla University Hospital di Santander per testare il fattibilità di un eventuale trattamento, alternativa agli antibiotici, per le infezioni resistenti nei pazienti con fibrosi cistica.

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Nello sviluppo di questa terapia, basata su batteriofagi (che sono virus che uccidono i batteri) incapsulati con tecniche di nanomedicina per rilasciarli nel momento e nel luogo esatti nel corpo, i team del Ospedali Vall d’Hebron, a Barcellona; Reina Sofia a Cordova; Hospital La Paz e Fundación Jiménez Díaz, entrambi a Madrid.

Nel campo del miglioramento donazione di organi per trapiantomolti degli studi si concentreranno sulla convalida delle tecniche per garantire che l’organo, qualunque esso sia, una volta estratto possa essere conservato per un tempo più lungo prima del trapianto.

Vincere questa voltae l’organo può essere studiato meglio per dimostrarne la vitalità e per poter pianificare l’intervento chirurgico, senza la necessità di farlo immediatamente e urgentemente come finora. Uno degli studi, condotto dall’Hospital Clinic-Idibaps di Barcellona in collaborazione con tutte le équipe della Catalogna, testerà la conservazione del fegato una volta rimosso dal donatore con una tecnica chiamata perfusione normotermica.

Questa procedura non solo prolunga il tempo in cui l’organo è utilizzabile per il trapiantodando il tempo di programmare l’intervento e analizzare in modo approfondito l’organo, permette piuttosto il recupero di fegati a prima vista usa e getta (per esempio perché sono fegati grassi), aumentando il numero degli organi disponibili.

con questo metodo è già stato possibile mantenere un fegato per tre giorniripararlo e trapiantarlo con successo in un paziente dell’ospedale universitario di Zurigo, in Svizzera, che è ancora vivo un anno dopo ed è stato descritto nella rivista ‘Nature Biotechnology’.

Lo studio Clinic-Idibaps è la seconda di questa linea della tecnica di perfusione normotermica per la quale il Comitato Scientifico della Mutua Fondazione scommette che nel bando precedente Ha già finanziato uno di simili caratteristiche presso l’Ospedale Gregorio Marañón per tutte le équipe della Comunità di Madrid, che è attualmente in corso.

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In un’altra linea di lavoro nell’ambito dei trapianti, dal gruppo di trapianto di polmone presso l’Ospedale Universitario Puerta de Hierro, sVerrà condotto uno studio clinico con l’obiettivo di prolungare il tempo dell’ischemia da freddo di innesti polmonari conservandoli ad una temperatura di 10 gradi.

Questa nuova modalità è già stata dimostrata in una sperimentazione clinica multicentrica internazionalea cui partecipa anche questo ospedale, che è possibile aumentare in sicurezza l’ischemia da freddo degli organi, consentendo di migliorare la logistica dei trapianti di polmone e convertire una procedura d’urgenza in un’attività semi-programmata, che può avere implicazioni positive sia sugli esiti e sulla sicurezza del paziente.

Nell’area dell’oncologia, che quest’anno si è concentrata sul cancro ai polmoni, uno degli studi da finanziare presso l’Ospedale 12 de Octubre di Madrid, sviluppare e validare algoritmi digitali intelligenti perper l’identificazione di bersagli terapeutici in pazienti con cancro del polmone.

Nel settore delle malattie rare, uno degli studi, coordinato dal Complesso Ospedaliero Universitario di Santiago de Compostela-IDIS, utilizzerà la stampa 3D migliorare la formulazione dei medicinali e facilitarne l’assunzione da parte dei bambini affetti da malattie metaboliche rare.

In traumatologia, e dall’Ospedale Generale di Alicante-Isabial, I biomarcatori associati al dolore cronico persistente dopo l’artroplastica totale del ginocchio saranno ricercati e identificati per aiutare a identificare i pazienti che svilupperanno questo dolore. dopo l’intervento chirurgico al ginocchio e stabilire protocolli di trattamento che riducano l’aspetto del problema.

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