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Funcas alza le sue previsioni per il CPI al 5,6% dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina

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La Fondazione casse di risparmio (Funcas) ha avvertito che il conflitto in Ucraina complica lo scenario di recupero che è stato sollevato all’inizio dell’anno. La Fondazione ha alzato le previsioni per Inflazione media spagnola fino al 5,6% e ha avvertito che se i prezzi correnti continuano, el CPI raggiungerebbe il 6,5%quasi due punti in più rispetto alla stima pre-conflitto.

Secondo Funcas, la minaccia di un’interruzione delle esportazioni energetiche russe ha lasciato il segno sui mercati: i mercati azionari ora risentono di un aumento significativo del prezzo del petrolio, con un barile di greggio scambiato intorno ai 100 dollari. “Prima dello scoppio della guerra, si prevedeva una minore tensione sui mercati del gas”, ricordano dalla Fondazione e sottolineano che la situazione prebellica anticipata a rallentamento del prezzo dell’energia elettrica a partire da aprile. “Per quanto riguarda il petrolio, la previsione era di rimanere intorno agli 80 dollari al barile di Brent per il resto dell’anno”, aggiungono.

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Infine, il think tank sottolinea che, se si certificasse questo aumento dell’inflazione, verrebbe eroso il potere d’acquisto delle famiglie e, quindi, la ripresa dei consumi e, a sua volta, della crescita. «Influirebbe anche sulle esportazioni verso Paesi come la Germania, ancora più esposti del nostro ai tagli del gas russo», spiegano, «il tutto senza contare il prevedibile deterioramento della fiducia o l’impatto sui tassi di interesse e sui premi di rischio».

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