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Cybercriminali o Robin Hood? Un “ransomware” ti costringe a fare buone azioni per recuperare i tuoi file

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Il ‘ransomware‘ continua ad essere una grave minaccia e gli ultimi dati indicano che vicino a due terzi delle aziende sono stati occasionalmente vittime di un attacco. Consiste in un attacco informatico che crittografa i file e i sistemi informatici delle aziende e delle organizzazioni che attacca.

Successivamente, contattano la loro vittima per chiedere un riscatto, di solito finanziario, in cambio del ritorno alla normalit√†. I sondaggi indicano che se un’organizzazione √® stata vittima di ransomware in passato, √® pi√Ļ probabile che paghi un riscatto in caso di un nuovo attacco.

Buona volontà

Nonostante sia una pratica abbastanza comune, il ‘ransomware’ rilevato lo scorso marzo in India √® molto diverso. Per cominciare, si chiama “Goodwill” (che in inglese significa “buona volont√†”) e il suo modus operandi quando infetta un’azienda non √® quello abituale.

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Gli esperti di cybersecurity di un’azienda indiana CloudSEKche sono quelli che lo hanno scoperto, sottolineano che i cyberattaccanti non chiedono soldi in cambio di riportare alla normalit√† file e sistemi informatici, ma chiedono invece alle vittime di donare vestiti nuovi ai senzatetto, acquistare menu per bambini senza risorse o pagare cure mediche e sanitarie a persone che non possono permetterselo.

solo soddisfacendo questi tre buone azioni, le vittime dell’attacco di Goodwill potranno tornare alla normalit√†. Inoltre, devono pubblicare la prova delle loro buone azioni sui social network e che sono “persone migliori“grazie per aver subito quell’attacco.

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