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Chiedono 32 anni di carcere a un uomo per aver abusato e violentato una donna ottuagenario a L’Hospitalet

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La Procura chiede 32 anni di reclusione per un uomo che presumibilmente due volte ha aggredito e violentato sessualmente una donna di 80 anni nell’aprile 2020 a L’Hospitalet de Llobregat (Barcelonès), fatti che si sarebbero verificati per tre giorni consecutivi nell’auto in cui abitava la vittima.

Il processo del caso è iniziato lunedì presso il tribunale di Barcellona, ​​in cui il ministero pubblico rivendica anche per l’imputato a ordine restrittivo di almeno 1.000 metri per 18 anni, sette anni di libertà vigilata una volta completata la pena detentiva e un risarcimento di oltre 20.000 euro. La vittima ha spiegato nel processo che gli eventi più violenti si sono verificati il ​​terzo giorno, nelle prime ore del 23 aprile 2020, sebbene nei due giorni precedenti l’imputata avrebbe anche abusato sessualmente di lei.

L’ottantenne ha precisato che nel 2020 ha sofferto di dolori alle gambe e alla schiena e che il giovane, avvicinandosi per la prima volta al suo veicolo, gli offrì dei massaggi per far fronte a quei disagi. La vittima ha ribadito di averlo sempre messo in chiaro Non avevo bisogno dell’aiuto del giovane, ma che l’uomo ha insistito per salire in macchina e poco a poco ha iniziato con tocchi sessuali fino a raggiungere la penetrazione, anche se lei gli ha chiesto di fermarsi.

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Il terzo giorno, dopo la vittima, verso le quattro del mattino, sarebbe l’imputato è entrato in modo aggressivo nell’auto, ed è allora che l’ha violentata e violentata morsi e lividi più forti.

Violazione

La donna ha chiarito che fino al terzo giorno non ha denunciato i fatti perché li aveva paura nel caso in cui i loro figli potessero essere imbarazzati, ma che, con le violenze subite, dopo essere riuscita a scendere dall’auto per urinare, ha chiamato i carabinieri e l’ha allertata sui fatti. Gli agenti sono giunti sulla scena pochi istanti dopo, secondo quanto hanno narrato nel processo due Mossos d’Esquadra, e sono riusciti ad arrestare il presunto stupratore e ad aiutare la vittima.

Dal canto suo, l’imputato a sua volta ha negato di aver abusato e violentato la donna denunciante, e ha ribadito che il primo giorno c’è stato solo un rapporto sessuale, con il consenso di entrambe le parti. La Procura ha rimarcato che, a suo avviso, gli accertamenti medico-legali, nonché i referti psicologici, “non lasciare dubbi” sulla veridicità del racconto della vittima e, pertanto, chiede di condannare l’imputato per due reati di abuso sessuale e uno di stupro.

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La Procura privata, invece, ha chiesto di aggravare le pene per tre reati di stupro perché ritiene che, sebbene nei primi due giorni non vi fosse il livello di violenza del terzo, in ogni momento vi fossero violenze e intimidazioni sufficienti per classificare entrambi i reati di abuso sessuale come violazione.

La vittima, ha espresso l’accusa, non era in condizioni fisiche sufficienti per far fronte alla forza del presunto stupratore, ma, prosegue l’accusa, ciò non elimina l’inganno e la forza che l’uomo avrebbe usato per eliminare la volontà della vittima.

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