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“Abbiamo verità, ci mancano giustizia e riparazione”

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polio ha segnato la vita di circa 50.000 spagnoli che, in uno degli episodi più oscuro della salute di Franco, non hanno ricevuto un vaccino che avrebbe cambiato le loro vite. Si sono sempre lamentati di essere caduti nell’oblio. Oggi gli interessati applaudono al fatto che il disegno di legge sulla memoria democratica contenga un “riconoscimento istituzionale e morale” della “richiesta di verità” che il ricercato. Cosa provano quei bambini in questi giorni? Ho “una sensazione agrodolce”dicono dal Piattaforma commemorativa per le vittime della poliomielite. “Da un lato, molto positivo per il riconoscimento come vittime della dittatura, che era giunto il momento, ma sebbene abbiamo già raggiunto la verità, ci manca giustizia e riparazione“, sottolineano.

Le associazioni che riuniscono i malati di poliomielite e sindrome post-polio Da anni denunciano che la dittatura franchista ha nascosto la malattia e così messo a tacere le migliaia di contagi che sarebbero stati evitati se fossero stati vaccinati. Una generazione che ha contratto il virus tra il 1950 e il 1964 è conosciuta come “i bambini della poliomielite”. Bambini morti o lasciati con disabilità molto gravi.

All’inizio ci sembra a posto riconoscere la negligenza che hanno commesso durante il regime franchista. Ora, speriamo che non finisca nell’acqua di borragine perché Siamo gli eterni dimenticati. Almeno parla di noi”punti da Malaga Grazia Acedopresidente dell’Associazione delle persone colpite di Malaga Polio e Postpolio (AMAPyP). Il progetto normativo raccoglie il riconoscimento di ciò che il gruppo ha vissuto per prestare attenzione alla “sofferenza subita dalle persone che sono state colpite” da questa malattia “durante la pandemia che ha devastato la Spagna dagli anni Cinquanta del 20° secolo“.

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Da “colpiti” a “vittime”

Dal Piattaforma commemorativa per le vittime della poliomielite -creato per cercare di cambiare il concetto di “colpito” con quello di “vittime”- il suo portavoce, Gesù Martin Paredes, plaude al fatto che la relazione della Conferenza sul disegno di legge sulla Memoria Democratica promossa dal Governo incorpori una disposizione aggiuntiva relativa alla poliomielite. “Alcuni anni fa, questo passo che è stato fatto era impensabile“, ammette.

Il numero dei colpiti è sconosciuto perché non c’è nessun record, una delle affermazioni delle associazioni.

Le persone colpite – come è stato detto circa 50.000, anche se la cifra esatta non è nota perché non c’è nessun record, una delle pretese delle associazioni- da anni chiedono alle amministrazioni, senza successo, di non essere avvolte nel silenzio e di occuparsi delle loro pretese. Acedo sottolinea l’enorme lavoro svolto da colleghi di enti come Associats de Pòlio e Postpòlio de Catalunya o quello dell’associazione Euskadi. Alle spalle di entità provenienti da tutta la Spagna, anni di battaglia prima di quelle amministrazioni da raggiungere migliore cura per le persone colpite e per garantire che siano riconosciute come vittime.

avvolto nell’oblio

Il gruppo parla delle conseguenze che compaiono nei sopravvissuti al virus anni dopo aver superato la malattia. I sintomi sono molteplici e possono manifestarsi dopo una caduta, un periodo di riposo, un piccolo incidente o con la comparsa di altri problemi medici. Dolori muscolari, dolori articolari, perdita di equilibriocadute frequenti, stanchezza e affaticamento anormali, sono alcuni di questi sintomi.

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Lo scorso marzo il Commissione Sanitaria del Senato approvato all’unanimità una mozione socialista finalizzato a rafforzare l’identificazione, diagnosi e trattamento delle persone che hanno avuto la malattia. Infatti, sottolinea il gruppo di Malagache riunisce più di 2.000 colpitiè sempre stato “dare priorità all’assistenza sociale e sanitaria”.

“Vogliamo che questi effetti tardivi siano considerati una condizione patologica e invalidante e, soprattutto, che i medici di base siano formati”, sottolineano da Malaga.

Il testo legislativo prevede che il Governo promuova indagini e studi che contribuiscano a chiarire la verità su quanto accaduto a partire dagli anni Cinquanta, nonché misure sanitarie e sociali per coloro che sono sopravvissuti alla poliomielite, ai suoi effetti tardivi e post-polio. “Vogliamo che quegli effetti tardivi siano visti come a condizione patologica e invalidante e, soprattutto, che i medici siano formati Assistenza sanitaria di basedice Acedo.

L’impulso di queste associazioni riuscito a mettere a fuoco nella cura delle persone colpite, oltre a creare protocolli per la formazione dei medici di famiglia. Inoltre, in Catalogna, ci sono cinque ospedali di riferimento per la cura delle persone colpite, tra cui il Vall d’Hebron o il Bellvitgea Barcellona.

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