Nella giornata di sabato, prima di disputare le due manches di apertura della stagione del WTCC, abbiamo incontrato a Monza Eric Nevé, responsabile di Chevrolet Motorsport Europe. Il manager franco-belga, ai microfoni di Stop&Go, ha parlato delle ambizioni fissate dalla casa americana per questa stagione, della politica di gestione dei propri piloti e della Cruze, considerata ancora all’unanimità come la macchina da battere sullo schieramento.

Le sue parole si sono quasi rivelate “profetiche”, visto l’andamento di Gara 1 e Gara 2, in cui le vetture della Chevrolet hanno messo in mostra una enorme superiorità sulla concorrenza nonostante la rivalità fra Yvan Muller (vincitore di entrambe le corse), Alain Menu e Rob Huff richieda già la massima attenzione…

Quali sono le vostre aspettative per il 2012?
“Ovviamente il nostro obiettivo è ancora quello di confermare il titolo, prima di tutto per la Chevrolet, dando ai nostri piloti le stesse chances come fatto lo scorso anno. Abbiamo dato loro il via libera per battagliare, a patto ovviamente di non buttarsi fuori pista. Siamo ansiosi quindi di ripeterci e di misurare il nostro livello di forza rispetto alla concorrenza”.

Cosa significa gestire tre compagni di squadra così agguerriti?
“Fa venire i capelli bianchi (ride, ndr)! Lo scorso anno abbiamo permesso loro di poter correre uno contro l’altro, ma come detto non devono arrivare al punto di toccarsi. In un campionato così combattuto non ci si può permettere di perdere punti a causa di rivalità interne. Sono professionisti e sanno come comportarsi”.

Possiamo ancora considerare la Cruze come la miglior macchina della griglia?
“Dovrei dire che non lo so, più che altro a causa della zavorra aggiuntiva. Ciò che mi ha impressionato già della giornata di test, comunque, è la facilità con cui questa vettura consente ai piloti di arrivare subito alla massima prestazione. Ciò da modo loro di spingersi a vicenda e di abbassare più volte il limite”.

Un commento sul team clienti Bamboo Engineeering?
“Hanno a disposizione le vetture 2011, ma dotate degli ultimi aggiornamenti al propulsore e alle sospensioni anteriori. Sono stato molto contento di vedere Alex MacDowall arrivare nel Mondiale e di destreggiarsi bene con le nuove gomme e un nuovo tracciato”.

Come giudica in generale la situazione del WTCC e la sua crescita?
“Molto positivamente. Siamo entusiasti di poter andare a correre negli Stati Uniti, come ovvio che sia visto che stiamo parlando della Chevrolet, così come di avere sullo schieramento la Ford. Il loro ingresso ha avuto una grossa risonanza a Detroit. Nel complesso ci sono parecchi segnali positivi sulla salute della categoria”.

La Chevrolet resta quindi pienamente impegnata nel Mondiale?
“Senza dubbio. Siamo gli unici a essere presenti qui in forma diretta sin dall’inizio, e continueremo a mettercela tutta affrontando questo progetto con la massima serietà”.

Jacopo Rubino


Stop&Go Communcation

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