Non accennano a placarsi le polemiche sul diesel. Come già scritto su queste pagine nei giorni scorsi, il pilota della Seat Tiago Monteiro è stato squalificato a seguito del reclamo presentato dalla BMW con il suo team nazionale tedesco sulla pressione del turbo. A pochi giorni di distanza dalla decisione ufficiale emergono dei retroscena imbarazzanti per la FIA.

Come già detto, la vettura di Monteiro è risultata non conforme, per aver superato i limiti consentiti dal regolamento per due volte nel corso di Gara 2. Ciò che è emerso nelle ultime ore da fonti interne alla BMW è che la Federazione ha tenuto conto di un valore di tolleranza di 0,4 bar, a fronte di una pressione permessa di 2,5: si tratta del 16% del valore totale consentito, un'enormità!

Sempre secondo fonti interne al paddock non vi è nessuna traccia di questa tolleranza consentita nella misurazione della pressione del turbo, il che ha sorpreso molti, specialmente a Monaco, sede della BMW Motorsport. In questo senso la documentazione pubblica è carente, visto che il sito ufficiale del Wtcc riporta i regolamenti approvati a dicembre, mentre il testo dell'annuncio relativo alla decisione del Bureau per le Vetture Turismo circa questo importante particolare delle Leòn non è riportato integralmente. Il pubblico di appassionati che tiene in vita la serie non può venire a conoscenza del regolamento tecnico per intero! Questo reclamo, volto a chiarire dei punti oscuri del regolamento, ha invece ingarbugliato ancor di più questa situazione che va avanti ormai da due anni.

Jorg Muller ci aveva già detto in questa intervista rilasciataci in esclusiva che, secondo la sua esperienza, l'introduzione di un motore turbo ha sempre portato problemi nei campionati in cui ha corso durante la propria carriera, proprio per la difficoltà nel controllare in maniera appropriata la conformità delle macchine ai regolamenti. Il tedesco aveva proprio ragione, e temiamo che gli avvenimenti delle ultime settimane preludano a dei terremoti clamorosi nel Wtcc.

Le certezze sono poche: la prima è che per moltissimi altri particolari tecnici, come il peso, l'altezza da terra o le dimensioni dei cilindri le tolleranze non sono contemplate, nemmeno nel caso in cui la non conformità derivi dall'eccessiva usura dei pezzi; la seconda è che una tolleranza del 16% sui 2,5 bar concessi dal regolamento permette di fatto alle Seat di raggiungere costantemente pressioni del turbo più elevate di quanto prescriva il regolamento; la terza è che chi ci sta rimettendo di più è il campionato, con il serio rischio di uccidere una creatura nata dopo anni di lavoro di Costruttori, team e top managers, anche contro la riluttanza di alcuni soggetti. Lasciare il mondo del touring senza una serie che rappresenti il top di questo sport sarebbe un errore imperdonabile. Il Wtcc non può e non deve morire nè per interessi di parte nè per la disastrosa gestione di situazioni difficili, come sta accandendo in queste ore.

Se si vuole davvero salvare il 'pinnacle of the sport', la massima espressione del mondo del touring, bisogna rimboccarsi le maniche e rispettare gli appassionati, delusi da un campionato deciso più in sede di redazione del regolamento e di verifica che in pista.

Nella foto, la Leòn 'incriminata' di Tiago Monteiro

Pietro Casillo


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2011/12/wtccmonteiro1.jpg Clamorosi retroscena sull’esclusione di Monteiro!