Si è conclusa col botto nella Final Cup la stagione 2014 della WSK. Botto per diversi motivi, per lo spettacolo, in primis, ma anche perchè il karting ha trovato probabilmente nell’Adria Karting Raceway un nuovo tempio.

Marco Ardigò (Tony Kart/Vortex) in KZ2, Karol Basz (Tony Kart/Vortex) in KF, Presley Martono (Tony Kart/Vortex) in KFJ e Dmitrii Bogdanov (Tony Kart/LKE) in 60 Mini sono stati i vincitori nelle 4 categorie impegnate, tutti accomunati da un fattore: il telaio made by Tony Kart, che con questo poker chiude al top una stagione dominata su tutti i fronti, nella quale soltanto la vittoria dell’ex Rick Dreezen (Zanardi/Parilla) nell’europeo ha evitato la sconfitta totale al gruppo CRG.

UP

Adria Karting Raceway. Lo stile di pochi, va detto. Un tracciato che ha lasciato tutti i piloti a bocca aperta, con curve da pelo e molteplici punti di sorpasso. Ogni categoria è stata caratterizzata da un gran numero di sorpassi e di ruotate che hanno infiammato il numeroso pubblico accorso per il “battesimo” della pista. Le strutture curate nel minimo dettaglio e il moderno impianto di illuminazione sono la cornice perfetta per quello che la stampa specializzata già annovera tra i “ tempi delle quattro ruotine”.

Marco Ardigò. Quale modo migliore di chiudere una stagione da incorniciare se non con una vittoria? Col trionfo di Adria il bresciano porta a due (su tre) i centri nelle WSK Series 2014, che si aggiungono al titolo iridato, il primo, in KZ. Se qualcuno ancora aspettava l’anno della consacrazione di Ardigò, è stato accontentato.

Max Fewtrell. Tutto il paddock ha sempre riconosciuto al britannico grandi doti, eppure quest’anno ci si aspettava qualcosa in più da lui nell’europeo e nel mondiale, dove ha subito l’exploit di Enaam Ahmed. Con la prestazione nella Final Cup, però, ha fatto ricredere coloro che avevano storto la bocca. Nonostante fosse all’esordio in KF, Fewtrell non ha mai perso di vista la top5, vincendo addirittura la prefinale e giocandosi il successo in finale con Basz fino all’ultimo. Sotto alla bandiera a scacchi il polacco l’ha spuntata grazie all’esperienza, ma una cosa è certa: per il 2015 abbiamo già un nome caldo.

DOWN

Giuseppe Fusco. Per “Chicco” la 10a piazza della Final Cup è probabilmente il risultato peggiore della stagione. Il napoletano, campione italiano in carica, ha sofferto eccessivamente le tante toccate con gli avversari, non riuscendo ad essere aggressivo come suo solito.

Jordon Lennox-Lamb. L’ufficiale CRG sembrava l’unico in grado di rendere la vita difficile al dominatore Ardigò, ma in finale si è totalmente eclissato subendo anche il ritorno del duo Praga (Patrik Hajek e Jonathan Thonon) che gli ha soffiato il podio.

Andrea Giustini


Stop&Go Communcation

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