A Lonato vincono Camponeschi, Nielsen, Lundgaard e Coluccio, ma perde il karting, che col nuovo sistema di spoiler vede seriamente minata la propria credibilità.

L’idea. Il sistema è nato lo scorso anno con lo scopo di evitare le famose “bussate”, tuttavia già all’esordio in pista (di cui parlammo qui) in molti manifestavano il proprio scetticismo circa il reale funzionamento. Insomma, già alla nascita la trovata era sembrata una bomba ad orologeria.

La bomba è scoppiata a Lonato dove, a causa della pioggia e della carreggiata stretta del South Garda Karting, gli spoiler (e le penalità) sono venuti giù con (quasi) più facilità della pioggia, tanto da costringere i piloti a cambiare in corsa il proprio stile di guida.

“Chi va piano, va sano e va lontano”. A pagare nella Winter Cup, infatti, non è stata la consueta guida al limite di certi piloti, quanto piuttosto la capacità di tenersi lontani da contatti (inevitabili in uno sport così dinamico) e dai… cordoli. Anche un passaggio troppo brusco sopra di essi ha causato in più di un’occasione lo sgancio del muso.

I “furbetti” una volta acceleravano, oggi frenano. Se fino allo scorso anno i kartisti si servivano della “bussata” anche per sbilanciare l’avversario e fargli perdere il punto di corda, oggi al contrario chi precede frena prima in modo da rendere inevitabile il contatto con chi segue, la cui rottura del “nose” e la penalità sono inevitabili. Se da una parte il problema disciplinare è stato arginato, dall’altra ne ha creato uno etico. L’ha fatto apposta o no a frenare così bruscamente?

Il putiferio in sede di verifica, con piloti che si vedono togliere la propria posizione per una regolarità (spesso solo tendenziale) nel posizionamento dei musi causata nella maggior parte delle occasioni dalle vibrazione prodotte dal movimento del mezzo in pista.

Tony Kart irregolare? Molti infatti hanno notato come gli spoiler dei “verdoni” siano fuorilegge in quanto meno fragili degli altri. Sauro Cesetti (con cui abbiamo parlato in esclusiva per voi), uno che conosce il karting da quando i bumper anteriori non esistevano, non è d’accordo e scagiona il team di Robazzi: “La loro colpa sarebbe quella di saper interpretare i regolamenti? Lavorano come un team di F1, nel dettaglio, e ora più che mai è evidente”.

“Fanno veramente… (a buon intenditor poche parole, ndr)” prosegue Cesetti. “Non so chi ha pensato di risolvere il problema della correttezza in questo modo. Un bravo giudice dovrebbe saper stabilire l’entità di un contatto e se siamo arrivati a questo punto, eventualmente non lo sono. I piloti corrono col blocco psicologico della perdita del pezzo, il cui distacco diventa anche pericoloso in quanto rischia di infilarsi sotto al telaio, impedendo la sterzata.

Sulla stessa lunghezza d’onda gli altri piloti, Foré, Zanchetta e Puhakka sono solo alcuni esempi, che in queste ore stanno esprimendo tutto il proprio dissenso nei confronti di questa trovata sui social network. Addirittura Bas Lammers (fortemente penalizzato a Lonato), portavoce della protesta, ha scritto una lettera aperta che trovate qui sotto in doppia lingua.

Clicca qui per leggere la lettera di Lammers in italiano e inglese

Un’altra brutta pagina, dunque, che rischia di minare la credibilità del karting, vessato negli ultimi anni da regolamenti dalla dubbia efficacia. Cosa ne pensano i fans? Ditecelo attraverso le nostre Fan Pages e cercheremo di darvi voce.

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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/02/KF_Nickals_Nielsen_FMP_4046-1024x683.jpg [ITA/ENG] L’inchiesta – A brutto muso, i kartisti contro il nuovo spoiler anteriore: è polemica!