Tanto gli outsider della KZ non hanno brillato, quanto al contrario hanno stupito in KZ2, dove il podio é stato monopolizzato dalle “sorprese” del weekend. Lo spettacolo ci ha sicuramente guadagnato.

Ryan Van Der Burgt ha regalato la coppa al team di Danilo Rossi, dopo una prestazione solida che lo ha visto prima bruciare allo start il poleman Menno Paauwe e poi condurre autorevolmente la gara.

A pagare é stata su tutto la freddezza con cui Van Der Burgt ha neutralizzato le speranze di gloria di Lorenzo Camplese, per troppi giri alle prese con Paauwe stesso; eclissiatosi nel momento decisivo.

Francesco Celenta si è guadagnato gli onori della cronaca con una rimonta fantastica, che a suon di giri veloci dalla18° piazza lo ha portato fino in 5°. Non è la prima volta nel corso di questa stagione che il driver del team LG Motorsport regala uno spettacolo simile, già era accaduto infatti nel round di Siena del campionato italiano.

Piangono le teste di serie, su tutte Andrea Dalè, addirittura ritirato in finale.

UP

Ryan Van Der Burgt (DR/TM) – La faccia incredula con cui ci ha raccontato la gara dice tutto. Dopo il problema elettrico di sabato, mai avrebbe pensato di guadagnarsi una 2° piazza in prefinale e addirittura il gradino più alto del podio nella finale stessa. Il sogno si è concretizzato subito dopo il sorpasso su Paauwe, il quale di colpo ha perso competitività. Da quel momento é stata quasi, vista la marcatura di Camplese, una cavalcata verso la bandiera a scacchi. Contiamo di vederlo protagonista anche il prossimo anno.

Francesco Celenta (Energy/TM) – Difficile pensare di poter arrivare tra i primi 5, quando si parte dalla 18° piazza. Non è dello stesso avviso Francesco Celenta, che grazie ad una pregevole rimonta non solo giunge 5°, ma addirittura riesce a mantenere il distacco al disotto del secondo rispetto al vincitore. Il best lap in finale è la ciliegina sulla torta. Cosa sarebbe accaduto, qualora il campano fosse scattato più avanti?

DOWN

Andrea Dalè (CRG/Maxter) – Per Dalé il mondiale, o International Super Cup che dir si voglia, é stata una delusione. Cocente se si pensa a come é maturata: con un ritiro. Il ritmo c’era, il feeling col mezzo pure, a mancare é stata solo la fortuna.

Sidney Gomez (CRG/Maxter) – A Sarno Gomez ha perso la faccia. Un comportamento del genere in una kermesse così di spessore è in accettabile, sarebbe stato squalificato anche se l’avesse fatto alla Play Station. Il fattaccio accade in prefinale: nel corso della gara viene a contatto con Massimo Mazzali, i due continuano la gara normalmente. Bandiera a scacchi, giro di rientro, Gomez intenzionalmente non frena sul lungo rettilineo del secondo settore, centrando Mazzali che ruzzola per la via di fuga, terminando a pochi metri dalle barriere. Un volo motociclistico. Cinque mesi di gesso, due settimane di riabilitazione e probabile operazione per driver di Este, poco e niente rispetto al crash. La colpa però sta a metà, tanto al venezuelano, quanto a chi permette ad un ragazzino di correre su mezzi così potenti. La classe e il talento non contano, a mancare qui è stato il rispetto per la vita altrui.

Andrea Giustini


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