Quattro volte Jonathan Thonon, due Bas Lammers, una Max Verstappen. Negli ultimi sette anni, nessun italiano era riuscito a vincere il titolo più importante nel karting, quello della KZ. Poi è arrivato il mondiale di Sarno, dove Marco Ardigò ha rotto quello che rischiava di diventare un incantesimo per l’Italia, culla delle quattro ruotine

Il bresciano su Tony Kart, insieme al compagno Flavio Camponeschi che col 2° posto ha messo i “puntini sulle i” al successo tricolore, ha gettato i presupposti per la vittoria già al giovedì, confermandosi sin dalle prove come candidato numero 1 all’alloro. Niente caso, né ritiri; un dominio schiacciante, che non da adito a repliche.

Non è tutto, però, perchè a Napoli non ha vinto soltanto Ardigò o il dottor Robazzi, ma tutta l’Italia, visto che ben quattro dei primi cinque classificati provengono dal Bel paese. Ed ecco allora che il terzo posto assume per Rick Dreezen quasi il sapore della vittoria, solo lui infatti è stato in grado di impedire il poker tricolore.

UP

Marco Ardigò – C’è poco da dire. Ardigò è stato imbattibile a Sarno. Veloce sin dalle libere, ha aspettato la finale per mostrare tutte le proprie carte. Dopo aver spento il fuoco di De Conto, ha salutato la compagnia girando costantemente più veloce di tutti. Col giro veloce cancella qualsiasi dubbio (come se ce ne fosse ancora bisogno) su chi fosse il migliore.

Flavio Camponeschi – Bentornato Flavio. Dopo un 2014 fatto di pochi alti e molti bassi, il romano ritrova se stesso a Sarno. Già dal giovedì bracca il team-mate, superandolo in qualifica dove fa anche segnare il best lap dell’evento. Mantiene la top3 dopo le manches e guadagna la prima fila per la finale, dove contiene fino all’ultimo un Dreezen fattosi molto pericoloso soprattutto nella seconda parte di gara. Il suo 2° posto è la ciliegina sulla torta del mondiale della Tony Kart.

Mirko Torsellini – Esordiva in Birel proprio a Sarno. Trova immediatamente feeling col telaio nuovo e non sembra subire la pressione psicologica dell’avere un compagno di box del calibro di Paolo De Conto. Il 5° posto finale fa pensare che se avesse cambiato casacca ad inizio anno, il 2014 gli avrebbe regalato ben altre soddisfazioni. Purtroppo però il motorsport non è fatto di “se” e “ma”…

DOWN

Jonathan Thonon – Era il pilota più atteso a Sarno. Quattro degli ultimi sette mondiali a casa li ha portati a casa lui e questo fa della punta di diamante del team Praga uno dei piloti più proficui nella storia del karting. La debacle all’europeo, inoltre, aggiungeva altra carne al fuoco, profilando una sfida con Dreezen e Ardigò, rivali durante tutto il 2014, dai toni apocalittici. I suoi sogni di gloria però si scontrano con un telaio affatto a proprio agio tra le curve della pista napoletane, dove addirittura non bastano i proverbiali “3 decimi del fuori classe”. Il 9° posto pone fine in maniera forse troppo ingloriosa alla sua stagione.

Ben Hanley – Alla fine della gara l’inglese avrà tirato un sospiro di sollievo, pensando che finalmente è finito il suo 2014 in pista. Una stagione nera per il portacolori dell’ART Grand Prix, dove non è mai riuscito ad incidere veramente. Il suo volto dopo la prefinale, terminata con uno spettacolare fuori pista a poche decine di metri dalla linea dello start, è il ritratto crudele ma perfetto della sua annata no. Riuscirà a rifarsi nel 2015?

Andrea Giustini


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