Ad Essay Lando Norris (FA/Vortex) ha riscritto la storia, diventando a 14 anni il più giovane campione del mondo del karting a presa diretta.

Un nuovo baby (baby)Verstappen? Probabilmente si; gli addetti ai lavori, nonostante la sua tenerissima età, già riconoscono in lui le doti del fenomeno. D’altronde non è da tutti segnare una pole a 9 anni in un campionato nazionale, figuriamoci salire sul tetto del mondo a 14. Il suo cammino porta alla memoria quello di un altro prodigio giovanissimo: Max Verstappen in odore Toro Rosso per il prossimo anno.

Proviene dal vivaio del Ricky Flynn Motorsport, compagine britannica che ora come ora nel panorama delle quattro ruotine possiede i piloti di più belle speranze: Enaam Ahmed, Logan Sargeant, Max Fewtrell e Jehan Daruvala, oltre a Norris.

Tony Kart limita i danni con Nikita Mazepin, 2°, che nel 2014 della squadra del dottor Robazzi è stato probabilmente la nota più positiva: il suo percorso di crescita culmina con la piazza d’onore mondiale, guadagnata con i denti ai danni di Daruvala. Nel frattempo i compagni di squadra stanno a guardare.

Steccano Nicklas Nielsen e Tom Joyner, mentre Callum Ilott butta tutto in prefinale. Al termine delle giornate di prove erano loro, mattatori nell’europeo, gli indiziati maggiori per il titolo, Nielsen soprattutto, in quanto vincitore di tutte le manches a cui ha preso parte. Si sa però, le gare nel kart non si vincono in qualifica ed ecco che il danese si gira in prefinale, vanificano gli sforzi di tutta la settimana e probabilmente di tutto l’anno. Ilott invece compie una rimonta incredibile, sorpassando oltre venti piloti in tre giri. Il messaggio è chiaro: se avesse chiuso la prefinale, probabilmente staremmo celebrando l’alfiere dello Zanardi-Strakka. Discorso diverso per Joyner, i cui sogni di bissare l’iride terminano a meta corsa, momento in cui subisce un calo vertiginoso di prestazioni.

UP

Lando Norris – Vince e convince, ribadendo– come se ce ne fosse bisogno – che le gare si vincono sotto alla bandiera a scacchi e non con il ranking delle manches. Sorpassa il compagno Daruvala e mette tra se ed l’indiano 2”, giusto per eliminare qualsiasi dubbio su chi fosse il più veloce. Con la vittoria dell’iride, corona una stagione ampiamente al disopra delle aspettative; se ne saranno accorti anche alla Force India di F1, storico partner del Ricky Flynn Motorsport?

Ricky Flynn Motorsport – Norris, ma anche Ahmed, devono molto al proprio team, che in tre competizioni CIK FIA su quattro ha regolato le ambizioni di tutti i teams ufficiali. Scuola di talenti inglesi, nel tempo ha catturato l’attenzione dei teams di F.1, tanto che nel 2011 la Force India l’ha scelta come appoggio per i propri giovani.

Kevin Rossel – Gli ha fatto senz’altro bene il cambiamento, l’ennesimo, di casacca. Dopo un inizio di stagione molto tribolato col Forza Racing, Rossel aveva bisogno di una sterzata, così passa in KSB, abbandonando non solo la squadra inglese, ma anche i telai Tony Kart. Presentatosi ai nastri di partenza con un Kosmic motorizzato TM, ottiene una 6° piazza che fa ben sperare per il futuro. Che Kevin abbia finalmente trovato l’equilibrio?

DOWN

Nicklas Nielsen – La sindrome “Will Power”, quattro volte vicino al titolo sfuggito poi all’ultima gara, miete un’altra vittima. Sfiora prima il successo nell’europeo, ma lo perde all’ultimo respiro contro Ilott, poi vede scapparsi di mano anche il mondiale. Giovedì partiva favorito e a dire il vero lo è stato fino alla prima curva della prefinale, quando la sorte gli ha giocato un brutto tiro, negandogli la gioia iridata in maniera crudele con un testacoda.

Gabriel Aubry – I suoi sogni di gloria svaniscono domenica come il sole ad Essay; veloce durante i turni di libere e di qualifica, si complica le cose con la 23° piazza in prefinale e addirittura la 30° in finale.

Meteo – Regala tre giorni di sole splendente ai piloti, consentendogli di esprimersi al meglio. Domenica mattina decide di diventare giudice sovrumano della causa mondiale; bagna la pista con un acquazzone e mescola le carte. Alla fine, però, non regala più di tante sorprese, sia in KF che in KFJ vincono i più forti.

Andrea Giustini


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