L’aria gelida e frizzante della Svezia certo è stata di grosso aiuto, ai protagonisti del mondiale, per avere un pronto risveglio dal torpore causato dal lungo break post-campionato. E coloro che ancora non fossero riusciti ad immergersi a pieno nell’atmosfera della nuova stagione del Mondiale Rally, certamente avranno modo di sbloccarsi in maniera definitiva con la tappa programmata nel weekend imminente: quella sugli sterrati del Messico.

Una trasferta transoceanica quella che il carrozzone del WRC ha dovuto affrontare in questi giorni, per una gara decisamente agli Antipodi nei confronti del round d’apertura del 2010. Dal freddo e dalle nevi scandinave, si balzerà direttamente e senza stazioni intermedie al sole cocente dell’America centrale, sugli sterrati polverosi incastonati nella Sierra de Lobos ed in quella di Guanajuato; si tratta dell’unica scappata che il Mondiale effettuerà nel continente americano in quest’annata, elemento che potrebbe convogliare ulteriormente l’attenzione dei fan – locali e non – su tale evento. Ed a favorirne il successo in termini di interesse generale, certo contribuirà anche la collocazione nel calendario in concomitanza con due importanti anniversari: il centenario della Rivoluzione Messicana, ed il bicentenario della sua indipendenza.

Il rally in sé, invece, non avrà alcun particolare traguardo da celebrare, essendo un evento sostanzialmente acerbo nell’ambito della massima serie. Ma anche se il suo ingresso nel World Rally Championship risale solamente al 2004, il paese dei Sombreros e delle Tortillas ha saputo in breve tempo ritagliarsi un posticino di rilievo, poco invidiando a gare tradizionali e più blasonate. Lo scorso anno, in funzione del sistema di rotazione imposto dalla Federazione, ha dovuto farsi da parte; sarà quindi un ritorno gradito, quello del Rally del Messico, che nei prossimi giorni portà tornare a far parlare di sé offrendo un programma di gara non molto differente da quello della sua ultima apparizione.

Itinerari ovviamente impegnativi, quelli racchiusi nel triangolo delle città di Guanajuato, Silao e Leòn, tra i guadi e la vegetazione del luogo – in gran parte composta dai tipici cactus. E dei quali risalta in particolar modo la grande varietà: fondi di terra compatta e ruvida, alternati a sezioni sabbiose e dallo scarso grip, nonché percorsi a tratti lenti e tortuosi, ed in altre occasioni più uniformi ed estremamente veloci. La gara messicana, inoltre, si distingue dalle altre per un singolare primato: le sue speciali sono le più “alte” del Mondiale, grazie ai quasi 3000 metri di altitudine sfiorati nelle prove inerpicate sulle montagne.

Un fattore, quest’ultimo, che sottopone ad uno stress non indifferente la potenza dei propulsori – penalizzati dall’aria molto rarefatta -, e che si va ad aggiungere al caldo a volte asfissiante che stringe le sierre come in una bollente morsa. Molto esigente, quindi, con la meccanica delle vetture, il weekend messicano… Ma è risaputo che, se un rally risulta impegnativo per le auto, non di meno lo sarà per gli uomini che devono domarle! Infatti, oltre ad una sapiente ed abile gestione del mezzo – dal controllo dell’usura degli pneumatici, a quello del surriscaldamento dei motori – ai piloti è richiesta grande resistenza in condizioni climatiche così estreme, nonché grande precisione nelle traiettorie in quelle prove in cui le vetture “arrancano”. E mantenere costantemente la concentrazione necessaria non è semplice, soprattutto in test massacranti come i quasi 30 km della Ibarrilla

Il Rally del Messico sarà il primo di una lunga serie di gare su terra previste dal calendario mondiale; dunque, potenzialmente una preziosa fonte di informazioni in relazione ai valori in campo che verranno, di volta in volta, messi a confronto. Una superficie che in passato ha visto brillare maggiormente la Focus, ponendo, dunque, il favore dei pronostici dalla parte di Hirvonen – tra l’altro, attraversante un periodo di grande forma. Ma l’albo d’oro vede ben tre sigilli da parte di Loeb, ottenuti in fila dal 2006 al 2008; e non sarà l’alsaziano a spazzare gli sterrati facendo da apripista, “onore” che spetterà, invece, al rivale del team Ford…

Al termine di una pomposa cerimonia organizzata in una città piena di storia come Guanajuato, gli equipaggi si trasferiranno a Leòn, base del rally posta a circa 400 km più a nord della capitale messicana. 354.6, i chilometri da percorrere nell’arco delle tre tradizionali giornate di gara, comprendenti anche alcune inedite super-speciali: giusto per concedere agli appassionati un surplus di spettacolo.

Il programma del Rally del Messico:

Venerdì 5 Marzo

SS 1 Alfaro (22.96 km)

SS 2 Ortega (23.83 km)

SS 3 El Cubilete (18.87 km)

SS 4 Coca-Cola Street Stage (1.5 km)

SS 5 Alfaro (22.96 km)

SS 6 Ortega (23.83 km)

SS 7 El Cubilete (18.87 km)

SS 8 Super Special (2.21 km)

SS 9 Super Special (2.21 km)

Sabato 6 Marzo

SS 10 Ibarrilla (29.9 km)

SS 11 Duarte (23.27 km)

SS 12 Derramadero (23.28 km)

SS 13 Coca-Cola Street Stage (1.5 km)

SS 14 Ibarrilla (29.9 km)

SS 15 Duarte (23.27 km)

SS 16 Derramadero (23.28 km)

SS 17 Super Special (2.21 km)

SS 18 Super Special (2.21 km)

Domenica 7 Marzo

SS 19 Guanajuatito (29.13 km)

SS 20 Sauz Seco (7.05 km)

SS 21 Comanjilla (17.94 km)

SS 22 Super Special (4.42 km)

Marco Picerno


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