Dalle vertiginose vette raggiunte sui percorsi messicani, alle altitudini sottostanti il livello del Mar Morto, il passo non sarebbe breve… Lo è, invece, per il World Rally Championship. Compiuta di recente la trasferta transoceanica nella terra dei Sombreros, il Mondiale Rally è già pronto a sobbarcarsi altre migliaia di chilometri per regalare agli appassionati ulteriori emozioni: stavolta si fa tappa nel Medioriente, tra gli aspri e suggestivi sfondi della Rift Valley, e gli sterminati deserti di sabbia e roccia del Wadi Rum. Si corre in Giordania.

A lungo tempo tappa fissa del campionato asiatico, sull’onda del generale interesse dimostrato verso il Motorsport da paesi non molto distanti – Barhain per la F1, tanto per citarne uno -, il round giordano si è da subito posto come il maggiore pretendente a fare il grande salto nella serie rallystica più ambita. Ed infatti, dopo un paio di anni di “apprendistato”, nel 2008 è entrato a far parte del calendario WRC meritandosi immediatamente il plauso di molti, dai piloti agli addetti ai lavori. Adesso, pazientato per un anno in rispetto del sistema di rotazione degli eventi, potrà tornare a far parlar di sé in un weekend che si preannuncia davvero molto caldo… Sotto ogni punto di vista!

Il clima tipicamente mediterraneo di questi territori fa sì che a baciare gli sterrati della gara siano temperature anche intorno ai 40°, che si raffigurano come una canicola opprimente ed assai stressante nei confronti della meccanica – e degli uomini, of course. Attenzione minima andrà riservata alla gestione delle coperture, senza tralasciare un occhio di riguardo ad altre componenti come freni e propulsori che, sottoposti all’inevitabile surriscaldamento, possono far cedere di schianto ogni sogno di gloria…

Gli spettacolari ma atipici – almeno, in relazione agli altri eventi del calendario – scenari in cui si immergono le prove giordane impongono agli equipaggi, oltre che grande resistenza per le condizioni climatiche estreme, anche un’estrema concentrazione. Nulla va lasciato al caso sin dalle ricognizioni, in cui una certosina raccolta delle note può rivelarsi di grande supporto dovendo, poi, affrontare percorsi quasi totalmente privi di punti di riferimento. A maggior ragione su vere e proprie maratone come la Jordan River, con i suoi 40 e passa chilometri limitrofi al confine con la Palestina.

Il caso ha voluto che il meteo, solitamente avaro di pioggia, andasse a bagnare in tempi recenti gli itinerari allestiti dagli organizzatori: in alcuni casi in maniera anche incessante, richiedendo addirittura l’intervento dell’esercito per permettere il ripristino dei percorsi danneggiati e scongiurare guai seri all’evento supportato dal Principe Faysal al-Husayn. Sarà da vedere, dunque, la condizione degli sterrati, solitamente caratterizzati da un fondo compatto quasi fosse bitume e ricco di grip – in particolare nelle ripetizioni delle prove.

Prove dalle medie di velocità molto altalenanti, con sezioni da guida ‘flat-out’ improvvisamente interrotte da lunghe serie di tornanti e curve strette, nonchè grossi e minacciosi massi a delinearne i bordi; il tutto su itinerari talvolta collinari, ma per la maggior parte al di sotto del livello del mare e costeggianti il salatissimo Mar Morto… Ovvero, il punto più basso della Terra! Una base davvero inusuale, quindi, quella di questo rally, comunque posto a non grande distanza dalla capitale Amman.

Fu Hirvonen a primeggiare nella prima edizione a livello internazionale del Rally di Giordania, sfruttando il bizzarro incidente in cui incappò Loeb. E se non bastasse questo a far pendere dalla sua parte il favore dei pronostici, basti pensare alla voglia di riscatto che certo lo infiammerà dopo la deludente performance messicana. Ma l’alsaziano starà a guardare? E le seconde guide Latvala e Sordo, unite agli “outsider” Solberg ed Ogier, anche? Improbabile.

Il programma del Rally di Giordania:

Giovedì 1 Aprile

SS 1 Rumman Forest (15.34 km)

SS 2 Wadi Shueib (8.65 km)

SS 3 Mahes (20.44 km)

SS 4 Mount Nebo (11.09 km)

SS 5 Wadi Shueib (8.65 km)

SS 6 Mahes (20.44 km)

SS 7 Mount Nebo (11.09 km)

Venerdì 2 Aprile

SS 8 Suwayma (10.49 km)

SS 9 Kafrain (17.20 km)

SS 10 Jordan River (41.45 km)

SS 11 Suwayma (10.49 km)

SS 12 Kafrain (17.20 km)

SS 13 Jordan River (41.45 km)

Sabato 3 Aprile

SS 14 Yakrut (14.16 km)

SS 15 Bahath (12.53 km)

SS 16 Shuna (15.23 km)

SS 17 Baptism Site (10.83 km)

SS 18 Yakrut (14.16 km)

SS 19 Bahath (12.53 km)

SS 20 Shuna (15.23 km)

SS 21 Baptism Site (10.83 km)

Marco Picerno


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Dalle vertiginose vette raggiunte sui percorsi messicani, alle altitudini sottostanti il livello del Mar Morto, il passo non sarebbe breve… […]

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