Logico che un esordiente, pur dichiarandosi intenzionato ad imparare, insitamente covi il desiderio di spingere sull’acceleratore, dimostrando a tutti quanto possa andare veloce. È risaputo, è umano, tanto più considerando il sicuro e duraturo appoggio su cui può e potrà contare nell’ambito del Mondiale, che lo mette al riparo da spiacevoli sorprese…

Ma siccome a tutto c’è un limite, Kimi Raikkonen dovrà vedere alla svelta di trovare un ragionevole compromesso tra velocità e regolarità; per la propria autostima, per percorrere più chilometri possibile e fare esperienza – target venuto meno sulle prove messicane a causa dello spettacolare botto rimediato nel finale della prima tappa, che non gli ha permesso poi di ripartire col SuperRally – e per la pressione di fan e di media che non ci metterebbero molto a dubitare delle sue reali potenzialità.

“Siamo stati sfortunati: in un tratto scivoloso al termine della prova, abbiamo frenato e la vettura si è allargata un po’ troppo, cozzando con le rocce e facendoci cappottare” ha spiegato, sconsolato, il finnico, “Riponevo buone speranze nella trasferta messicana, ma si trattava solamente della mia settima gara, e devo ancora imparare. Ed è normale che, durante un processo di apprendistato, ci si possa far cogliere di sorpresa da qualcosa di inaspettato: questo è ciò che mi è successo. Mi è dispiaciuto soprattutto di non poter proseguire la corsa, per aver modo di acquisire ancora maggior feeling con la vettura; nelle prove svolte sentivo di poter andare ad un buon ritmo, ed avrei voluto dimostrare di cosa son capace.”

“Sono sicuro che torneremo nel prossimo evento ancora più forti di prima. Ed anche se questa gara è stata deludente, questa stagione con Red Bull nel mondiale Rally mi sta appassionando!”

“L’errore commesso in quel tratto dallo scarso grip avrebbe potuto commetterlo chiunque altro, ed è stato davvero un peccato terminare il rally in questo modo” ha raccontato il copilota Lindstrom, il cui compagno aveva fatto segnare un considerevole tempo sulla terza speciale, “Soprattutto considerando i progressi messi in mostra da Kimi, sia con la guida che con la gestione delle note… Ma son fiducioso che dal prossimo appuntamento potremo tornare a dire la nostra. Fa tutto parte del gioco”.

Marco Picerno


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