E’ il Portogallo ad accogliere il quarto round del World Rally Championship, in un evento che ha scritto pagine decisamente importanti del passato di questa disciplina. Un elemento che sempre ha caratterizzato questa corsa sono le enormi folle di appassionati che ogni anno si accalcavano a bordo pista facendo sentire tutto il loro calore… Ma con esiti a volte tragici: come dimenticare l’edizione ’86, nella quale l’uscita di pista del pilota di casa Santos causò la morte di tre spettatori, divenendo uno degli episodi chiave dell’abolizione delle ‘Gruppo B’ attuata al termine di quella stagione. Nonostante ciò, la passione per i rally non è mai calata, ed è questa la ragione che ha spinto gli organizzatori della gara portoghese a tentare di rientrare negli standard imposti dal WRC – dopo che la categoria aveva deciso di eliminarla dal calendario dal 2002 in poi; riproposta la candidatura nel 2006, nell’annata successiva il Rally del Portogallo è tornato nel massimo campionato, venendo inaugurato da un trionfo del solito Sebastien Loeb.

Creato nel 1967, ed entrato a far parte del WRC nel 1973, ha visto lo svolgimento di 29 edizioni nelle quali il record di vittorie appartiene al grande finlandese Markku Alen, mattatore di questa corsa per ben 5 volte. Considerato uno degli eventi rallystici più difficili, l’edizione “moderna” del Rally del Portogallo ha comunque subìto varie trasformazioni, sia dal punto di vista delle caratteristiche di base dei percorsi cronometrati, che delle differenti location ed ambientazioni. La tre-giorni rallystica attuale prevede lo svolgimento di prove interamente sterrate, al contrario del mix di asfalto/terra offerto dalle edizioni del passato; prove composte da un’alternanza di sezioni veloci ed altre prettamente tecniche, su un fondo talvolta roccioso e molto abrasivo in caso di alte temperature. Organizzato un tempo nella regione occidentale della penisola iberica, il fulcro dell’evento sarà stavolta rappresentato dalla cittadina di Vilamoura, situata nel Portogallo meridionale nella regione dell’Algarve; la maggior parte dei percorsi si snoderà nella zona collinare della Serra do Caldeirao, anche se son previste due prove superspeciali organizzate nello spettacolare ‘Estadio Algarve’.

Saranno anche stavolta le ‘Pirelli Scorpion’ le coperture che ogni equipaggio dovrà adottare, come nel recente Rally di Cipro; con la differenza, però, che stavolta verranno usate ovviamente per l’intero weekend. E se in questa corsa gli pneumatici potrebbero quindi non essere determinanti sul risultato finale, un gioco fondamentale lo ricopriranno invece le strategie: sarà l’alsaziano della Citroen, in funzione della sua posizione di leader del campionato, a fare da apripista, con conseguente svantaggio in termini di prestazioni complessive; ma se i piloti Ford dovessero, per questo motivo, trovarsi davanti a fine tappa, nella giornata seguente tali posizioni si invertirebbero.

La situazione di classifica potrebbe portare Loeb a non prendere troppi rischi, ma l’alfiere del team Citroen ha affermato chiaramente che il record recentemente ottenuto, di 50 vittorie, non lo ha certo saziato, e punta a conquistare presto la 51esima; dal fronte Ford, forti anche di una Focus che sembra piuttosto competitiva su terra, si vedrà un Hirvonen deciso ad un’affermazione perentoria con cui interrompere la striscia positiva del suo avversario, ed un Latvala obbligato a dimostrare che il suo talento è quello di un potenziale campione del mondo. Ed attenti a Solberg: l’handicap di una vettura privata, nonché un po’ vecchiotta, non sembra penalizzarlo più di tanto… Sarà lo stesso per il redivivo Gronholm, a bordo di una Impreza ’08, vettura a lui poco nota? Solo una cosa è sicura, in questo Rally del Portogallo: che non c’è nulla di certo.

Marco Picerno


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