Se nell’ambiente del team ufficiale non si rallegrano più di tanto per il risultato ottenuto, quello della squadra satellite è invece permeato da una certa soddisfazione. In un teatro rallystico così ostico come quello svedese, i giovanotti del Citroen Junior Team hanno sfoderato prestazioni davvero sopra le righe, in barba alla scarsa esperienza con cui vi si erano presentati ai nastri di partenza.

Sebastien Ogier ha definitivamente sottolineato come il suo nome vada annoverato tra quello dei “Big” del Mondiale – se non adesso, certamente in un futuro non troppo distante. La condotta di gara del francesino, lungo l’intero arco del weekend, si è rivelata ineccepibile sotto tutti gli aspetti: preciso e regolare – senza quegli errori che lo scorso anno lo avevano più volte costretto allo stop -, mantenendo sempre un ritmo di gara invidiabile con cui ha fatto sua un’ottima quinta piazza. Meritandosi il plauso di piloti teoricamente favoriti, ma in termini concreti costretti a chinarsi al suo cospetto.

“E’ una gran cosa iniziare la stagione con questo risultato, e devo ringraziare il team per l’eccellente lavoro svolto. La gara ha avuto un inizio perfetto: siamo riusciti immediatamente a correre con un buon ritmo e nelle ultime due tappe ci siamo preoccupati, sostanzialmente, di portare a termine la gara mantenendo la posizione guadagnata. Considerando che l’obiettivo prefissatoci alla vigilia era quello di arrivare al traguardo, accumulando più esperienza possibile in un rally per noi inedito, l’esser giunti addirittura quinti ci dà grande fiducia per il prosieguo della stagione. Ora vogliamo continuare a migliorare, a partire dalla prossima trasferta, in Messico”.

Uno dei protagonisti più attesi alla vigilia dagli appasionati – non solo della disciplina dei traversi – era certo Kimi Raikkonen. La 30esima posizione finale certo avrà, sul momento, deluso le aspettative di molti; ma la prestazione dell’ex campione del mondo di F1 va analizzata sotto una luce diversa, che non badi alla graduatoria, ma che si soffermi sul ritmo gradualmente sempre più convincente impresso dal finnico alla propria gara. Un progresso che dovrà attuarsi nel corso dell’intera stagione, ed il quale, se accompagnato anche da un minor numero di errori, potrà davvero dare ottimi frutti.

“Penso che la nostra gara sia stata un crescendo, ed è stato importante portare a termine la corsa al debutto nel mondiale. Abbiamo perso molto tempo a causa dell’errore commesso nella prima tappa, ma siamo stati in grado di ripartire e percorrere tutte le altre prove, acquisendo esperienza; d’altronde, sapevamo dall’inizio che l’ostico rally svedese non sarebbe stato l’evento ideale con cui iniziare la stagione."

“Ora ci prepareremo per la gara in Messico: non ho mai gareggiato su sterrato con la C4, ma spero che riusciremo a sfoderare una performance più consistente. Ho ancora molto da imparare, ma pian piano sto guadagnando maggior confidenza sia con la vettura, che con le note”

Che il finnico avesse dalla sua tutte le scusanti possibili, lo ha prontamente ricordato anche Olivier Quesnel, boss della Citroen Racing: “Ora come ora, non possiamo pretendere troppo da Kimi. In Svezia non è andato male. Si è trattato di un evento difficilissimo, ed alla vigilia tutti gli occhi e le attese erano per lui; ma penso non potesse, francamente, dare più di ciò che ha dato. Mi ha confessato di aver commesso molti errori, ma è una cosa ovvia: sta imparando! Dobbiamo avere tutti pazienza e dargli tempo, i media compresi. Perché possa diventare competitivo la strada è ancora lunga, ma ho fiducia nella sua determinazione e nella sua voglia di vincere”

Marco Picerno


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