Se fino a poco tempo fa il debito di fiducia contratto con Malcolm Wilson sembrava alquanto sostanzioso, è anche vero che Jari-Matti Latvala sta adesso provvedendo a restituire il dovuto – e con gli interessi. Lasciata strada sugli sterrati messicani, da fedele scudiero, al compagno in difficoltà, il venticinquenne di Toysa ha sfoderato un’altra performance coi fiocchi in quel di Giordania: seconda piazza finale per lui, che funge da consolazione per gli uomini del suo team vista l’uscita di strada che ha distolto dai giochi la prima guida Hirvonen.

Apparso in grande spolvero nella tappa d’apertura, Latvala ha chiuso la giornata in vetta alla graduatoria; vetta che ha mantenuto per buona parte della tappa seguente, salvo poi farsi scavalcare da un arrembante Loeb a causa anche della sfavorevole posizione di apripista. C’erano tutti gli ingredienti, in ogni caso, perché il pilota Ford potesse a sua volta farsi sotto sull’alsaziano nelle prove finali: ma le grottesche tattiche operate prima da Citroen, e poi dal team stesso di boss Wilson, hanno rappresentato un brutto colpo per i suoi sogni di gloria.

“La seconda posizione finale è un gran risultato, anche se un po’ mi è dispiaciuto, all’inizio dell’ultima tappa, constatare come non sarei stato in grado di lottare per la vittoria. Le tattiche hanno giocato un ruolo chiave: la differenza tra l’apripista ed il secondo in griglia, infatti, è molto più rilevante tra il secondo ed il terzo, o il terzo ed il quarto… In ogni caso ho continuato a spingere, sperando che Seb commettesse un errore, ma non potevo neanche permettermi di prendere rischi eccessivi. È il terzo risultato utile per me in questa stagione, e ciò ci rende più che fiduciosi per i prossimi eventi”

Partito più voglioso che mai di risollevarsi dalla debacle messicana, i progetti di Mikko Hirvonen sono andati ad infrangersi rovinosamente sugli sterrati d’apertura della seconda tappa. La quinta piazza a non grande gap dall’acerrimo rivale Loeb, che equivaleva anche ad una posizione di partenza alquanto arretrata, sembrava porlo in una situazione più che promettente in vista delle ultime due giornate di gara: ma ci ha pensato una piccola disattenzione a tradirlo. Robe che, al finlandese, capitano una volta ogni due anni…

“Ho tagliato troppo una curva ed ho colpito un banco di terra che ci ha gettato fuori strada. Siamo stati fortunati a non cappottare, ma nell’atterraggio abbiamo rotto la sospensione. Ho commesso un errore banale… Vorrei tanto che tornasse il Mikko di un tempo! Il team ha fatto un buon lavoro, riparando la vettura e permettendomi di ripartire nella tappa finale; ma nelle ultime prove non ho tirato più di tanto, anche perché correre in una situazione come questa è ben diverso rispetto a quando lotti per la vittoria. È stato un weekend deludente”

Marco Picerno


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