Nel penultimo atto del Campionato Italiano Turismo Endurance si divide la massima posta tra i due contendenti al titolo tricolore, Busnelli e Walter Meloni. Tra le Super 2000 le vittorie sono per le Renault Clio Autostar di Roberto Libè ed Istvan Minach, leader di Divisione. Il sesto e penultimo round stagionale del Campionato Italiano Turismo Endurance, corsosi nell’autodromo di Misano “Marco Simoncelli”, proietta la serie tricolore verso un rush finale ancora emozionante.

Con le vittorie equamente divise tra la BMW M3 di Matteo Ferraresi e Walter Meloni in gara 1 e la replica di Giacomo Barri e Giancarlo Busnelli (Seat Leon Cupra LR – DTM) in gara 2, dopo il terzo posto di gara 1, l’ultimo atto della serie tricolore in programma il 6 ottobre a Monza vedrà ancora aperta una spettacolare lotta al vertice. Busnelli, che con l’assenza del compagno abituale, Luigi Moccia, è ora solo al comando, potrà gestire 35 punti di vantaggio su Walter Meloni.

Il sammarinese della W&D, che incamera un solo punto in gara 2 dopo lo sfortunato ritiro a due giri dalla fine, in vista di Monza deve ora puntare al suo massimo risultato ed invece sperare al minimo risultato per l’avversario. Sul podio delle due gare sono saliti anche Paolo Meloni ed Alessandro Bernasconi (BMW M3 W&D), due volte secondi e D’Amico-Tresoldi (Seat Leon LR PAI) in gara 2. Tra le Peugeot RCZ Cup, bis di Gianluca Carboni, mentre nella Divisione Super 2000 le vittorie si dividono tra le Clio tricolori Autostar di Roberto Libè in gara 1 e Istvan Minach in gara 2, leader di categoria con 15 di vantaggio su Filippo e Massimo Zanin (BMW 320 Promotorsport) due volte secondi ed in piena corsa al titolo.

Al pronti-via di gara 1, Barri conserva senza difficoltà il primato su Ferraresi, D’Amico, Meloni, Gozzi e Filippo Zanin, primo di Super 2000 e Carboni, primo tra le RCZ. La Leon della DTM è subito sola al comando, mentre alle sue spalle la prima BMW della W&D deve controllare in scia gli attacchi della Leon di casa PAI. Intanto dalla retrovie si fa largo Matteo Zangari, partito dal fondo per i problemi nel primo turno di qualifica ed al quinto giro è già nono dopo i sorpassi ai danni della BMW di Bellin e della Honda di Piccin, secondo e terzo di Super 2000 prima del ritiro della Honda del trevigiano. La rincorsa è inarrestabile ed all’ottavo passaggio è settimo dopo aver avuto ragione delle due prime Peugeot in gara con Carboni e Coldani.

A rimontare è intanto anche Minach che con la sua Clio tricolore è 11esimo assoluto e soprattutto terzo di Super 2000 al nono passaggio. Al 12esimo giro, quando Barri vanta circa 12 secondi di vantaggio su Ferraresi, iniziano le soste obbligatorie e soprattutto gli handicap tempo che vedono le BMW di Ferraresi e Walter Meloni e di Paolo Meloni e Bernasconi scontare rispettivamente 30 e 20 secondi in meno rispetto alla Leon di Barri-Busnelli. Stesso discorso per la Leon di D’Amico e Tresoldi che sostano per 15 secondi in meno rispetto ai leader. Una volta completata la fase di neutralizzazione, la gara prende perciò un nuovo volto nelle posizioni di testa. Al comando si portano perciò Walter Meloni davanti a Tresoldi, Bernasconi e Busnelli che così è quarto davanti a Federico Zangari, Carboni e Scotto, subentrato a Gozzi.

Gli handicap sconvolgono anche la classifica di Super 2000 dove in testa si porta la Clio di Libè, settimo assoluto. A seguito di un contatto al 19esimo giro escono di scena la Leon di Tresoldi e la BMW di Bellin, e la Top-10 vede così Meloni con 15 secondi su Bernasconi ed a seguire più staccato Busnelli, Zangari, Carboni, Libè, Caprotti, subentrato a Coldani, Malatesta, subentrato a Montalbano e secondo di Super 2000, Bertozzi sulla terza RCZ impiegata da Pegoraro nel primo stint ed infine Minach, decimo assoluto e terzo di Super 2000. Proprio la lotta tra i primi della Divisione fino a 2 litri, vede Massimo Zanin rimontare nono assoluto e liberarsi senza difficoltà di Malatesta poi costretto a cedere anche a Minach. Zanin e Minach sono scatenati e si lanciano all’attacco di Bertozzi fino al tamponamento rifilato dalla RCZ di Danetti alla Clio del leader di Divisione che va in testacoda perdendo posizioni. Zanin invece riesce a portarsi in ottava posizione, seconda di Super 2000 dove comanda Libè, sesto assoluto. Il finale è una sfilata BMW con Meloni che vince davanti alla gemella di Bernasconi ed a seguire Busnelli, Zangari, Carboni, primo di RCZ, Libè, vincitore di Super 2000, Caprotti (RCZ), Zanin, Bertozzi e Danetti.

Allo start di gara 2, è un gruppo indiavolato a lanciarsi verso la prima staccata con la BMW di Bernasconi davanti a Busnelli, Walter Meloni, Tresoldi, Massimo Zanin, primo di Super 2000, Federico Zangari e Carboni, primo tra le RCZ. Alle prime battute, Zangari supera Zanin e Meloni cede a Tresoldi per la terza posizione. Tra i più scatenati è anche Minach che si porta al secondo posto di Super 2000 ed ottavo assoluto alle spalle di Carboni e davanti alle RCZ di Panzavuota e Facchinetti. Proprio il pilota-giornalista non ci sta e attacca la Clio tricolore del pilota aostano che cede al sesto passaggio. A centro gruppo sono intanto scintille con le RCZ di Panzavuota, Caprotti e Bertozzi alle prese con la Leon di Scotto per la decima posizione. A spuntarla è Bertozzi che guadagna la Top-10 davanti a Panzavuota e Scotto.

Le soste obbligatorie con il maggior handicap tempo scontato da Busnelli-Barri, rispetto alle coppie BMW di Bernasconi e Paolo Meloni e Walter Meloni e Ferraresi, sembrano ricollocare la gara secondo lo stesso epilogo del mattino. Dopo l’incursione iniziale di Matteo Zangari, dopo essere subentrato al fratello Federico, si porta in testa grazie all’assenza di penalità in tempo, Al 17esimo giro Paolo Meloni riporta la BMW n.32 davanti a tutti. La soddisfazione, però, dura poco, perché alle sue spalle rinviene uno scatenato Barri. Dopo aver avuto ragione della Leon Supercopa della Tjemme, il pilota della DTM non si accontenta ed alla 19esima tornata sorpassa di slancio il rivale della W&D costretto ad accodarsi in seconda posizione.

Al terzo posto risale D’Amico, subentrato a Tresoldi, ma al 23esimo giro deve cedere a Ferraresi che guadagna così il terzo gradino del podio. Alle spalle delle RCZ Cup di Carboni, Pegoraro e Panzavuota, Minach è invece nono assoluto e primo di Super 2000 grazie al maggior handicap scontato da Zanin, poi penalizzato per un soprasso a bandiere gialle. Nel finale Ferraresi è costretto a rallentare e perdere posizioni e così sul podio sale D’Amico. Zangari chiude quarto davanti a Carboni e Pegoraro sulle prime RCZ, mentre Minach è settimo assoluto e primo di S2000.


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