Una Qualifying Race davvero fantastica ha animato il circuito di Le Castellet, fra duelli all’ultimo sangue e contatti di vario genere. La vittoria è andata alla Maserati MC12 #1 di Bertolini-Bartels, animatori di una corsa consistente. Superba la contesa che ha anteposto Christopher Haase a Michael Bartels, nelle fasi iniziali della competizione. Alle stelle il morale di Reiter Engineering, che ha chiuso in seconda posizione proprio con la Murcielago affidata a Haase-Kox.

Maserati MC12 #1 –  Vitaphone Racing Team  – 1° posto

Michael Bartels: “C’è sicuramente stato un problema alla partenza: il semaforo cambiava colore dal rosso al verde. E’ stata una partenza diversa da quella che mi aspettavo. Credo che Cristopher Haase possa confermare. Tuttavia, questa indecisione ha influenzato positivamente la corsa, dato che ho ingaggiato una bella battaglia proprio con Christopher. Dopo pochi giri, ho deciso di aspettare chance migliori, perché ho notato che le sue gomme si deterioravano più velocemente delle mie. Inoltre, il team ha attuato un buon pit-stop. Il mio compagno Andrea Bertolini ha svolto un buon lavoro, portando al traguardo la vettura”.

Andrea Bertolini: “E’ stato un bel sabato, e non vediamo l’ora di disputare la Championship Race. Michael ha svolto un ottimo stint, perché non è facile superare la Lamborghini Murcielago in fase di frenata. Il team ha compiuto un pit-stop incredibile, contribuendo al raggiungimento della vittoria”.

Lamborghini Murcielago #24 – Reiter Engineering – 2° posto

Christopher Haase: “Le luci del semaforo d’avvio, nel corso della partenza, si sono comportate in modo strano, facendomi ritrovare in prima posizione. Sono riuscito a mantenere la testa della competizione per qualche giro, ma è stato davvero difficile salvaguardare le gomme tenendo quel ritmo. Forse ho spinto sull’acceleratore un po’ troppo, perdendo un paio di posizioni prima di cedere il volante al mio compagno. Reiter Engineering ha fatto un lavoro veramente di notevole grandezza”.

Peter Kox: “Christopher ha svolto il suo compito in modo magnifico, durante il suo turno di guida. Adesso, abbiamo percorso un lungo cammino. Siamo migliorati in qualsiasi campo, sono quindi felice per la squadra”.

Nissan GT-R #22 – Sumo Power GT – 3° posto

Jamie Campbell-Walter: “Alla prima curva mi sono trovato in quinta posizione, dopodiché ho passato il mio compagno di squadra Peter Dumbreck, dato che esso ha iniziato la corsa con gomme già usate. Quando sono riuscito a superare Peter, ero già troppo lontano dai primi e dalla Corvette #11. Tuttavia, sono riuscito a recuperare terreno. Applausi a Nissan Motorsport, che è riuscita nel contenere il tempo per il pit-stop in 30 secondi. Warren ha fatto il resto: vale a dire svolgere un lavoro fantastico per recuperare la Corvette #11 e superarla all’esterno di Signes, con una manovra bellissima. Un altro podio per noi, una buona posizione di partenza domani”.

Warren Hughes: “La vettura, sulla quale abbiamo lavorato molto, s’è comportata molto bene. Questo fine settimana si sta basando sulla gestione delle gomme, visto il forte caldo. Più trascorreva il tempo, più mi avvicinavo alla concorrenza davanti a me. Questo ci rende fiduciosi per la corsa di domani. Jamie ha svolto un ottimo lavoro. Non sono sicuro di quanto tempo prezioso ho perso al pit-stop, quando mi si è spenta la vettura. Penso che il secondo posto sarebbe stato alla portata; i membri del team hanno svolto una sosta perfetta, quindi devo chiedere scusa ad essi. Per domani ci troviamo in una posizione fantastica, forti di un ritmo notevole”.  

Ford GT #6 – Matech Competition – 18° posto

Olivier Panis: “La gara è stata molto dura. Penso che Natacha Gachnang, con la quale condivido l’automobile, abbia avuto un contatto con un concorrente, scivolando quindi in ultima posizione. Inoltre, sono dovuto rientrare una seconda volta ai box, costretto dalla perdita di una parte di vettura”.

Nissan GT-R #3 – Swiss Racing Team – 21° posto

Karl Wendlinger: “Una Lamborghini mi ha passato e, frenando, ci siamo toccati. Il contatto mi ha provocato una foratura, costringendomi a svolgere un ulteriore pit-stop. Inoltre, gli organizzatori mi hanno comminato uno stop&go per aver causato una collisione, anche se penso che la responsabilità sia divisibile al 50%, fra me e l’avversario. E’ stato un vero peccato, perché Henri Moser, durante il suo turno di guida, ha compiuto un buon lavoro”.

Gabriele Sbrana


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