Christian Lavieille sta procedendo senza intoppi nella preparazione che lo porterà alla partenza del Silk Way Rally, che prenderà il via da San Pietroburgo e terminerà a Sochi. Il pilota francese, che l’anno scorso conobbe il ritiro per problemi al cambio, piloterà la fidata Proto Dessoude 03 e sarà assistito dal connazionale Jean-Michel Polato. Lavieille ha un solo obiettivo in mente: avvicinarsi il più possibile alle più attrezzate vetture ufficiali e giungere al traguardo in prima posizione fra i piloti privati.
“Bisogna essere realisti: se Volkswagen dovesse realmente schierare quattro Touareg, sarebbe impossibile vincere”, ha dichiarato il driver originario di Villefranche-sur-Saône. “Anche con prestazioni eque e condizioni uguali, una compagine privata non è capace di competere con una squadra ufficiale, perché, dopo una speciale condotta al massimo, il pilota privato non può cambiare tutte le parti della propria vettura, come fanno gli squadroni ufficiali. Sarà importante giungere subito dietro di loro, approfittando magari di alcuni problemi. Ho intenzione di concentrarmi sulla mia corsa, guidare pulito senza errori e concludere la corsa in prima posizione fra i piloti privati”.
Il Silk Way Rally fungerà anche da appuntamento preparatorio in previsione della Dakar 2011, come esplicita Lavieille: “In ogni caso, il Silk Way Rally sarà un’ottima preparazione in vista della Dakar. Non correremo con il Proto Dessoude 05, ma con lo 03. Quest’ultima vettura l’ho provata solo per un’ora dallo scorso luglio. Le differenze fra lo 05 e lo 03 sono rilevanti: quest’ultimo è ancora dotato di un assale rigido posteriore. Il risultato è una guida più difficile su terreni accidentati e strade strette. Ciò significa che ci vorrà del tempo per adattarsi, ma in seguito andremo all’attacco per osservare dove saremo rispetto alla concorrenza. Anche se il terreno sarà certamente diverso dall’edizione 2009, mi aspetterò un percorso molto vario, con una buona dose di guida stile WRC, probabilmente senza troppa sabbia. La navigazione si rivelerà fondamentale, poiché ci saranno molti incroci fra le tracce; sarà importante ascoltare il navigatore e non farsi prendere dall’ansia, altrimenti gli errori potrebbero essere molto costosi. Ad ogni tappa, non sai quello che ti aspetta. Questo è l’aspetto che amo di più!”
Gabriele Sbrana