Convincente e determinato. Lucio Da Zanche si è presentato alla quarta edizione del Rally 1000 Miglia Storico con la ferma intenzione di riprendersi la leadership di campionato. E dal traguardo di Piazza Vittoria, il valtellinese ne è uscito da vincitore e con l’obiettivo centrato. “Una vittoria importante, non c’è dubbio, ma il campionato è sempre aperto e bellissimo. Savioli va forte e avrebbe potuto dimostrarlo anche su queste strade e mi dispiace che sia uscito, sarebbe stata una bella sfida, come sempre”.

In parte dovuto anche dal ritiro patito da Marco Savioli, il rivale, il solo che può fermarlo nei suoi propositi. Questa volta il siciliano dell’Aspas non è stato perfetto. No, questa volta non è riuscito a fermare l’incedere del lombardo, anzi lo ha facilitato sbagliando una curva uscendo di strada nei primi chilometri di gara, quando già rincorre. Ed ha pagato pesantemente, ritirandosi dalla gara, perdendo la prima posizione di campionato, restituendo il favore che lo stesso Da Zanche gli aveva fatto un mese fa al Mugello. “Ho sbagliato, mi ha tratto in inganno la curva precedente al tornante dove siamo arrivati lunghi e ci siamo fermati sul ciglio della strada. Peccato ma anche in questo caso lo accetto, fa parte del gioco, questa volta è toccato a me”. Ma ci sta quando si viaggia forte, quando il duello è alle stelle ed il ritmo alto che nessuno altro riesce a tenere. Ci sarà la rivincita alla prossima tappa friulana di settembre.

Intanto il campionato Italiano Rally Auto Storiche a Brescia saluta il ritorno sul podio di Alberto Salvini e la conferma delle qualità di Marco Domenicali che centra il terzo risultato positivo nelle tre ultime gare disputate.

“Stavo attaccando, ho preso un bello spavento ma non mi sono fatto condizionare ed infatti nel passaggio successivo sulla stessa prova che più piace penso di essere andato ancor più forte”. Il senese del Rally Club Sandro Munari è stato il terzo pilota a giocarsi chance di affermazione. Poteva vincere, queste strade sono nelle sue corde. Nei primi chilometri di gara è stato velocissimo con la Porsche 911 RSR dei Balletti, insidiando e tenendo sotto pressione Da Zanche a soli otto secondi ma anche sfortunato protagonista di un testacoda in velocità per il bloccaggio a pianale del pedale dell’acceleratore. Ma questa volta ha tenuto duro, superato il difficile momento con una leggera toccata al posteriore ed ha ripreso a martellare riportandosi al secondo posto ma con l’alto ritardo di una quarantina di secondi che neppure il miglior tempo nelle ultime frazioni non gli ha permesso di rimontare. Ha chiuso secondo, davanti a un Domenicali che ha rimediato alla lenta partenza serale infilando una serie di temponi che gli hanno permesso di arrivare al quarto posto nella penultima piesse, a pochissimo da Fassina, superandolo di slancio nell’ultima frazione, aggiudicandosi il 3° Raggruppamento con la Porsche 911 SC.

A metà gara Tony Fassina e Marco Verdelli hanno occupato la seconda piazza, ereditata dall’inconveniente subito da Salvini, poi a bordo di una Lancia Stratos che nella parte centrale della competizione ha costretto i tecnici della Ksport ad un intervento agli iniettori del sei cilindri Ferrari, causa del rallentamento che gli ha impedito di rispondere all’attacco di Domenicali, chiudendo al quarto posto. Quinti assoluti si piazzano Roberto Montini e Giovanni Mattanza, primo equipaggio bresciano all’arrivo, secondi del 3° Raggruppamento con la Porsche 911 SC.

Nel 1° Raggruppamento vittoria ma doccia fredda finale, per esclusione dalla classifica dopo l’arrivo, su Cortimiglia e Foletto. I piacentini tagliano per primi il traguardo a Brescia su Lotus Elan, dopo essere partiti forte nelle prime due prove notturne e subire parzialmente la rimonta di Capsoni e Marisoli che, con la Alpine Renault A110 in debito di potenza sono risaliti sin alla seconda piazza assoluta, ma che hanno dovuto abbandonare ritirandosi nel corso dell’ultima prova speciale per problemi alla coppa dell’olio. La vittoria in gara è assegnata ai bresciani Zampaglione e Filippini su Porsche 911 S, secondi sono i siciliani De Luca e Ravetto su Porche 911 S Aspas, terzi sono Morando e Corollo su Porsche 911 S.

Luisa Zumelli, in coppia con la bellunese Paola Valmassoi ha centrato un buona prestazione al volante di una Porsche 911 S che all’arrivo non ne aveva più da spendere “Non siamo arrivate con le gomme sulle tele mica per niente, anch’io sono esausta e se non fosse stato per la grande carica che mi da Paola non penso che avrei terminato la gara”. La lombarda ha centrato il miglior risultato tra le colleghe. La Meggiarini è andata bene tra le A 112 Abarth, ma poco poteva fare contro anche la Porsche di Nicoletta De Dominici, felice di vedere il traguardo di una gara dura, mentre la Isabella Bignardi ha lamentato di alcuni problemi tecnici alla sua Opel Kadett GTE che l’hanno rallentata oltre misura.

Franco Beccherle vince la gara del Trofeo A112 Abarth, passando al comando della serie monomarca, precedendo al secondo posto Massimiliano Biagi ed al terzo Giorgio Sisani.

Classifica

01. Da Zanche /Belfiore (Porsche 911 RSR) in 1h02’15″8
02. Salvini/Salerno (Porsche 911 RSR) a 52″6
03. Domenicali/Mancuso (Porsche 911 SC) a 1’02″5
04. Fassina/Verdelli (Lancia Stratos HF) a 1’06″4
05. Montini/Mattanza (Porsche 911 SC) a 1’15″5
06. Zucchi/ Zucchi (Porsche 911 SC) a 2’04”
07. Rossi/Beltrame (Renault 5 Turbo) a 2’08″8
08. Ambrosoli/Corbellini (Porsche 911 SC) a 2’09″9
09. Andreis/Farina (Porsche 911 Carrera RS) a 2’33″6
10. Guerrato/Baggi (Porsche 911 RS) a 3’26″4


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