Un mese indimenticabile per la Speed Motor di Gubbio. Dal trofeo “Luigi Fagioli” a Pedavena, passando per il Terminillo, si sono consumate tre “storiche” prime volte per il sodalizio di Tiziano Brunetti lungo le salite più famose d’Italia scelte come tappe delle finali del campionato di velocità in montagna 2014.

Dapprima la coppa per scuderie alla Gubbio-Madonna della Cima, impresa mai riuscita a un team umbro nella gara di casa; poi la consacrazione a Rieti di Adolfo Bottura, primo portacolori della Speed Motor ad aggiudicarsi un titolo italiano e per giunta nella prestigiosa categoria delle “formula”, la E2M, su Lola B99/50. Infine, il sigillo di Paride Macario alla Pedavena-Croce d’Aune, primo pilota della Speed Motor a realizzare un assoluto e sempre in un appuntamento di valenza tricolore.

Il bresciano di Piancamuno (25 anni compiuti lo scorso 10 agosto) ha centrato il risultato più importante all’ottava salita della sua carriera; poco più di tre mesi fa, allo Spino, Macario si presentò da esordiente con la Lobart La 01/03 e il suo 11esimo piazzamento assoluto fece subito capire che la “stoffa” c’era, eccome! Un altro 11esimo posto alla Trento-Bondone, poi (stessa vettura) i settimi piazzamenti al Nevegal con l’assoluto nella Cn e a Popoli con il secondo posto di gruppo. A Gubbio, Macario esce allo scoperto con la Lola B99/50: terzo assoluto dietro Simone Faggioli e Christian Merli e “re” della E2M.

Adesso, il trionfo di Pedavena al volante di quella Lola Evo con motore Judd con la quale aveva sbattuto nella prima manche di prove ufficiali nella crono più sentita, il Trofeo Vallecamonica, cioè la corsa sulle strade di casa. Appena un chilometro dal via e la possibilità concreta di conquistare lì la prima vittoria assoluta era sfumata praticamente sul nascere, forse per quella che in gergo è chiamata eccessiva foga agonistica.

Due settimane per risistemare il bolide ed ecco il capolavoro di Pedavena, a dimostrazione anche del carattere che non fa certo difetto al ragazzo: i 7785 metri del tracciato sono stati coperti da Macario in 3’45″64 per ciò che riguarda gara 1, con l’Osella Pa 21/S Evo di Omar Magliona seconda a 3″73 e in 3’50″96 nella successiva gara 2. Tempo complessivo: 7’36″60 e 13″73 di margine lasciati a Enrico Zandonà su Reynard 883.

Inutile stare a rimarcarlo: Paride Macario è la grande rivelazione della stagione in questa specialità. “Una gradita sorpresa, questo risultato – ha commentato Macario – anche perché l’auto era stata appena sistemata. Debbo per la verità conoscerla ancora meglio e soprattutto capire dove stanno i limiti miei e quelli della vettura, ma mi trovo veramente bene”. È quella con la quale il feeling è maggiore? “Diciamo che ho guidato tre macchine eccezionali, ma è questa che voglio sviluppare!”.

Dallo Spino a oggi, Macario si è fatto un nome. Appuntamento allora per un 2015 da protagonista? “Lo spero! Intanto, potrei chiudere l’annata partecipando alla salita di Cividale, poi vedremo: è una sommatoria di componenti quella che ti permette di esprimerti al meglio. Certamente, da ultimo arrivato della situazione, credo di aver esibito un buon biglietto da visita”.

A Pedavena, per la Speed Motor c’era anche l’eugubino Paolo Biccheri su Renault New Clio, che ha ottenuto un sesto posto nella selettiva classe 2000 della E1 Italia.


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/09/Macario_SpeedMotor_Pedavena.jpg A Pedavena l’acuto di Macario vale il primo successo assoluto nelle competizioni in salita per la Speed Motor!