Tutto come da copione per la Toyota alla 6 Ore di Spa-Francorchamps, primo atto della “Super season” 2018/2019 del World Endurance Championship.

Il compitino, nonostante il puerile imprevisto del flussometro che ha privato la macchina in pole della partenza davanti a tutti, è stato svolto senza particolati patemi dal costruttore giapponese, che ha dimostrato, anche grazie alle ultime modifiche all’EoT (Equivalence of Technology), di non temere nessuno né sul giro veloce, né sul passo gara.

Tutti aspettavano, memori dei tanti errori passati, l’errore di una o di entrambe le TS050 Hybrid così da permettere un podio meno scontato. E infatti Kazuki Nakajima ci ha provato a metterci del suo a due terzi di gara, ma era tale e tanto il vantaggio accumulato, che il pericolo di non portare a termine la missione odierna non si è mai realmente materializzato e quindi Fernando Alonso può giustamente festeggiare, insieme ai compagni Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi. La sua prima vittoria in endurance davanti alla macchina gemella.

Le Rebellion, attese alla vigilia soprattutto dopo i risultati del Prologo, hanno terminato a 2 giri, dopo le peripezie sul transponder della R13 #1, ma peggio è andata alle BR, che dopo il big crash in qualifica della entry del DragonSpeed col povero Pietro Fittipaldi, ha perso anche una delle due SMP, fuori con Matevos Isaakyan all’esterno del Raidillon ad un’ora dalla fine, allorquando stava lottando per il terzo posto, forse per un‘incomprensione con una GT.

La classifica delle LM P1 prosegue con la ENSO CLM del Team By Kolles e la seconda BR dell’SMP Racing, entrambe a cinque giri.

L’ultima safety car della giornata ha rischiato soprattutto di modificare i valori in campo tra le LM P2, ma Andre Pizzitola con l’Oreca del G-Drive condivisa con Roman Rusinov e Jean-Eric Vergne ha ricostruito il vantaggio sull’altra Oreca del Jackie Chan di Gabriel Aubry e sull’Alpine di André Negrao, che termineranno nello stesso giro, rispettivamente a 21” e 34”.

Finale invece deciso nelle fasi finali in GTE-Pro, con la Porsche comodamente al comando di Gianmaria Bruni e Richard Lietz che nell’ultima ora deve cedere terreno, terminando addirittura fuori dal podio grazie alla strategia di AF Corse, che agguanta un insperato terzo posto con Davide Rigon e Sam Bird, che lo scorso anno peraltro qui vinsero alla grande.

Allori quindi per la Ford GT #66 di Billy Johnson, Stefan Mucke ed Olivier Pla davanti alla 911 RSR di Michael Christensen e Kevin Estre. Le BMW e le Aston Martin? Semplicemente non pervenute. Forse oltre alla dovizia di safety car e neutralizzazioni varie bisogna prendere esempio dagli States anche nell’applicazione delle equivalenze in GT.

A riprova di ciò, le due Aston Martin versione ormai 2015 che sbaragliano il campo in GTE-Am, con i campioni in carica Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul dalla Lana che resistono nel finale all’assalto dell’altra Vantage del TF Sport di Salih Yoluc, Euan Hankey e Charlie Eastwood.

Ferrari a podio anche in questa categoria grazie al Clearwater Racing con Keita Sawa, Matt Griffin e Weng Sun Mok, mentre le favoritissime Porsche 911 RSR, decimate dai contatti – non ultimo quello in corsia box con la Ferrari di Alessandro Pier Guidi, alla fine sanzionato al Project1 – si devono accontentare della quarta piazza con la #88 di Christian Reid, Julien Andlauer e Matt Campbell.

Menzione negativa infine per la procedura del podio, inopinatamente cambiata rispetto al pregresso. Gli occhi dell’endurance mondiale ora sono tutti rivolti alla 86ma edizione della 24 Ore di Le Mans, la prima di questa stagione a cavallo di due anni solari, che verrà preceduta come di consueto dalla Journée Test, domenica 3 giugno.

Speriamo che questa volta i responsi del test possano aiutarci a capire i valori reali in campo sul tracciato della Sarthe, che ricordiamo prevede specifici EoT e BoP. Da verificare anche la consistenza del parco macchine LM P1, con la vicenda economica che avvolge le due Ginetta ed una ulteriore potenziale Oreca LM P2 per DragonSpeed in sostituzione della BR incidentata.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Spa-Francorchamps


Stop&Go Communcation

La Ford nel finale agguanta le Porsche in GTE-Pro. Ferrari a podio in entrambe le categorie GT

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/05/PL57940-1024x682.jpg WEC – Spa, Finale: Toyota, missione compiuta con doppietta