Nuova doppietta Toyota alla 6 Ore di Shanghai, quinto appuntamento della “Super Season” 2018/2019 del World Endurance Championship. La gara è stata pesantemente condizionata dalle condizioni meteo, con una pioggia persistente, seppur a vari livelli, per tutta la sua durata, che ha generato ben sette uscite della vettura di servizio e due lunghe interruzioni.

Di fatto si è trattato di una tre ore e mezza, che ha preso vita solo dopo che la pioggia, che ha formato veri e propri fiumi lungo il tracciato, è calata leggermente di intensità. Le due Toyota, che fino a quel momento conducevano senza particolari problemi, hanno affrontato la prima sosta generando il primo gap per il cambio del cofano posteriore della #7.

Gloria momentanea quindi per Stèphane Sarrazin e la BR dell’SMP Racing sul compagno di squadra Jenson Button e sul terzo telaio Dallara a motore Gibson del DragonSpeed condotta da Renger van der Zande.

Il veterano francese manterrà il comando sino allo scadere della terza ora, fino a quel momento senza necessità di rifornire, grazie ai più parchi consumi del motore AER, per cedere la leadership alla TS050-Hybrid di Fernando Alonso, con la Porsche di Kevin Estre ad occupare temporaneamente la seconda piazza assoluta.

Una nuova safety car, necessaria per sgombrare la Enso CLM del ByKolles – il cui posteriore a dispetto del clima prendeva fuoco lungo il rettilineo – nonché per recuperare la BR del DragonSpeed terminata nella sabbia, modificava nuovamente l’ordine in gara dei due prototipi nipponici, con Kamui Kobayashi a precedere un rimontante asturiano; nel mezzo la BR #11, ora con “Mad russian” Mikhail Aleshin al volante. L’altro prototipo battente bandiera russa era frattanto rimasto indietro per una lunga sosta, cui è seguita anche una penalità, assegnata con colpevole ritardo, per una infrazione al pit.

Nel frattempo la pioggia era finalmente calata di intensità e Ho-Pin Tung aveva ripreso le redini della LM P2, mentre in GTE-Pro si mettevano in evidenza le due Aston Martin di Nicki Thiim ed Alex Lynn, così come anche Matt Griffin, a proprio agio nelle condizioni intermedie con la Ferrari del Clearwater Racing in GTE-Am.

Davanti invece si ricostituiva l’accoppiata Toyota grazie a comodi sorpassi, così come si consolidava quella Aston Martin in GTE-Pro, ma mentre la leadership delle TS050-Hybrid si dimostrava solida, le due GT inglesi si vedevano minacciate dalle Porsche di Michael Christensen e soprattutto di Richard Lietz, avvantaggiate dalle condizioni meteo del momento.

Il driver austriaco si lanciava in un furioso inseguimento che lo portava alle spalle di Thiim, ora in settima e ottava posizione assoluta; anche Kazuki Nakajima, incaricato dell’ultimo stint sulla Toyota #8, si avvicinava al battistrada Mike Conway ma l’ennesima safety car, deployata in pista per lo schianto, l’ennesimo in questo campionato, di una BR, nella fattispecie con Egor Orudzhev, a mezz’ora dalla fine, raggruppava di nuovo tutto il parco partenti.

Erano però pochi i 5’ di corsa libera tra la pioggia, nuovamente aumentata di livello, il buio e la nebbia per modificare l’ordine d’arrivo, così la Toyota #7 di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Josè Maria Lopez poteva conquistare il secondo successo consecutivo davanti ai compagni di squadra Alonso, Boemi e Nakajima. Completa il podio la BR di Jenson Button, Mikhail Aleshin e Vitaly Petrov, ad un giro, che nonostante un drive-through assegnato nel finale, riesce a mantenere la posizione sulla Rebellion di Bruno Senna, Neel Jani e Andrè Lotterer .

Anche in GTE-Pro le prime due posizioni rimangono congelate, con la prima vittoria della nuova Aston Martin a motore turbo con Marco Sorensen e Nicki Thiim a terminare davanti alle due Porsche, grazie al sorpasso nel finale da parte di Michael Christensen sull’altra Aston di Alex Lynn.

Gabriel Aubry dal canto suo riesce, nonostante un testacoda innescato dalla Rebellion di Gustavo Menezes, a conquistare in LM P2 la prima vittoria in casa per il Jackie Chan DC Racing davanti all’altra Oreca del DragonSpeed di Anthony Davidson, Pastor Maldonado e Gustavo Gonzalez, con l’Alpine ad ereditare la terza piazza di categoria grazie al ritiro dell’esemplare del TDS nelle ultime fasi di gara.

In GTE-Am infine, bella dimostrazione da parte del Dempsey-Proton, che dopo la pesante squalifica sfiora addirittura la doppietta con Julien Andlauer, Matt Campbell e Christian Ried nuovamente sul gradino alto del podio. Joerg Bergmeister regala il secondo posto e consolida la leadership in classifica per il team Project1 davanti all’altra 911 RSR di Matteo Cairoli, Riccardo Pera e Khaled al Qubaisi. Giancarlo Fisichella conduce infine la Ferrari di Spirit of Race al quarto posto di categoria con Francesco Castellacci e Thomas Flohr.

In classifica generale, ora l’equipaggio della Toyota #8 conduce di soli 5 punti sui compagni di squadra, 102 punti contro 97, mentre il quinto posto finale della Rebellion #3 vale comunque il terzo posto ma a -29.

Anche in GTE-Pro Kevin Estre e Michael Christensen mantengono agilmente la leadership in classifica con 111 punti; in attesa di un passo falso dei trionfatori di Le Mans dietro però è bagarre con un agguerritissimo trio composto dai compagni di squadra Bruni e Lietz, dai campioni uscenti Alessandro Pier Guidi e James Calado e dagli alfieri Ford Stefan Mucke ed Olivier Pla rispettivamente a quota 68, 65,5 e 64.

Per la Ferrari ancora una volta una gara da dimenticare sul circuito cinese, che in questi anni non ha mai visto una vittoria della squadra gestita da AF Corse. Il Cavallino deve inseguire a distanza anche tra i costruttori, dove la casa di Stoccarda conduce con 181 punti contro i 105 di Ford, i 98 della Ferrari e i 94 dell’Aston Martin.

Sorpasso infine fra le LM P2 da parte dei vincitori odierni del Jackie Chan DC Racing nei confronti dell’Alpine Signatech, che ora insegue a 10 punti di distacco, inseguita a sua volta a 4 lunghezze dall’altra vettura del team cinese.

E’ tutto per quest’anno per il World Endurance Championship, che ritornerà il 15 marzo 2019 con la 1.000 Miglia di Sebring per la seconda parte di questa “Super-Season” che si chiuderà a Le Mans. Shanghai sarà invece nuovamente protagonista già il prossimo weekend per il season opener della nuova stagione dell’Asian Le Mans Series.

UPDATE: Il post-gara ha visto sanzioni per la Ford di Harry Tincknell ed Andy Priaulx e la BMW M8 di Martin Tomczyk e Nicky Catsburg. Alla GT #67 sono stati comminati 53″ extra per aver rifornito durante la presenza della safety car; Tincknell è stato poi colpito all’ultimo giro dalla M8 #81, perdendo  tre posizioni in pista, dalla sesta alla nona in GTE-Pro.

Gli ulteriori 23″ assegnati alla BMW promuovono la Ferrari di Sam Bird e Davide Rigon, l’altra Ford di Olivier Pla e Stefan Mucke e la Corvette di Tommy Milner ed Oliver Gavin – protagonista quest’ultima di una gara a dir poco impalpabile in questo “one-shot” – dalla sesta all’ottava posizione in GTE-Pro.

Di conseguenza, dietro ai leader della classifica piloti, l’equipaggio della Ford #66 affianca in classifica generale Bruni e Lietz con 68 punti, mentre tra i costruttori la Ferarri, pur mantenendo la terza piazza, avanza a 102 punti. 

Penalità anche per la Ligier LM P2 del Larbre Competition per il minor tempo di guida compiuto da Romano Ricci, che però non modifica il suo status di ultima classificata.  

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore di Shanghai


Stop&Go Communcation

DC Racing, primo successo casalingo in LM P2. La prima dell’Aston Martin in GTE-Pro. Il Dempsey-Proton riparte da qui

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/11/Toy7rain.jpg WEC – Shanghai, Finale: E’ sempre doppietta Toyota, seconda vittoria per la #7