Il moderno motorsport è una cosa complicata e la 24 Ore di Le Mans, apice dell’endurance mondiale, non fa eccezione. Il regolamento sportivo della classica della Sarthe, in gran parte mutuato dal World Endurance Championship è sì complicato, ma alcune regole sono piuttosto evidenti e tra queste quella che riguarda il tempo minimo di guida.

Ben quattro equipaggi si sono fatti “beccare” infatti in infrazioni riguardanti il tempo minimo (assoluto o consecutivo) di guida di un pilota. Due casi riguardano le Ford, con Tony Kanaan, quarto al traguardo insieme ad Harry Tincknell e Andy Priaulx, al di sotto di ben 44 minuti del tempo minimo richiesto di 6 ore, infrazione riscontrata anche nei confronti di Scott Dixon, sulla GT #69.

Mentre nel caso dell’attuale leader dell’IndyCar Series, la penalizzazione inflitta è stata solamente di due giri + 1’42”, anche a causa del lungo tempo trascorso ai box dalla GT dell’ovale proprio durante uno stint del neozelandese, che non modifica il piazzamento finale. Per l’altra vettura del Team Ganassi invece, la penalità è stata calcolata convertendo i giri mancati dal brasiliano. Sono così stati tolti ben 11 giri che lasciano la vettura al 12mo posto di categoria, promuovendo in quarta posizione al suo posto la Corvette di Jan Magnussen, Antonio Garcia e Mike Rockenfeller.

Infrazione simile anche per Leo Roussel, alfiere della Ginetta #5, cui sono stati deletati solamente 6 giri + 2’45 al tempo totale. Anche in questo caso il piazzamento finale non cambia ed il prototipo è stato regolarmente classificato.

Francois Perrodo ha invece superato di 4’ il tempo massimo di guida consecutiva fissato in 4 ore e per questo all’Oreca #28 del TDS è stato tolto un giro + 1’18” che non modificherebbe il quarto posto finale ottenuto insieme a Loic Duval e Mathieu Vaxivière.

Purtroppo però oltre ad un regolamento sportivo ne esiste anche uno tecnico, e sia la vettura di Perrodo ma anche e soprattutto la dominatrice della classe LM P2, sempre gestita dal TDS ma brandizzata G-Drive di Roman Rusinov, Andrea Pizzitola e Jean-Eric Vergne sono risultate non conformi nelle verifiche post-gara e quindi squalificate.

Per la precisione nel mirino degli scrutatori dell’ACO è finito il meccanismo di rifornimento, che sarebbe stato modificato con l’aggiunta di un componente addizionale allo scopo di velocizzare le soste. I proprietari del team, Xavier Combat e Jacques Morello, hanno però specificato che il regolamento non proibisce l’aggiunta di altre parti al sistema e che quindi intenteranno reclamo entro i tempi previsti (96 ore).

Alla luce di ciò, la classifica di Le Mans rimane congelata; qualora le decisioni della commissione tecnica venissero confermate, sarebbe l’Alpine Signatech a conquistare la 24 Ore per la seconda volta in tre anni (la terza in quattro anni per Nicolas Lapierre), mentre sul gradino basso del podio, dietro l’Oreca del Graff-SO24, salirebbe la Ligier #32 dello United Autosports di Juan Pablo Montoya, Will Owen e Hugo de Sadeleer.

Ricordiamo che Rusinov venne già squalificato nel 2013 dall’ordine di arrivo di Le Mans, allorquando si classificò al terzo posto sempre in LM P2, per eccessiva capacità del serbatoio della sua Oreca allora condivisa con John Martin e Mike Conway.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo – ancora provvisorio – delle 24 Ore di Le Mans


Stop&Go Communcation

Esclusa la vincitrice LM P2 del G-Drive e retrocessa la Ford al quarto posto in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/06/PL59838-1024x682.jpg WEC – Pioggia di penalità e squalifiche nel post gara di Le Mans