E’ un sole cocente ad accogliere il pubblico e i partecipanti alla 85ma edizione della 24 Ore di Le Mans. Dopo le consuete formalità di rito, la partenza vede la Toyota in pole, guidata da Mike Conway, mantenere il comando sulla Porsche di Neel Jani, che approfitta momentaneamente dell’altra TS050-Hybrid di Sebastien Buemi, che a sua volta tiene dietro l’altra Porche di Timo Bernhard e la terza Toyota di Nicolas Lapierre.

Subito problemi per la Enso CLM del ByKolles con Oliver Webb presto a ruote fumanti a causa di un contatto che andava a rovinare l’anteriore del prototipo, forse eredità di un contatto con la Toyota #9, e poi costretto ad una seconda sosta per un problema di raffreddamento che tiene l’unica LM P1 privata iscritta all’interno del box austriaco.

Tra le LM P2, è Vitaly Petrov con l’Oreca del Manor CEFC a pravalere sulla entry del Jackie Chan DC Racing di Oliver Jarvis e sull’altra Oreca in pole del G-Drive di Roman Rusinov.

Anche tra le GTE-Pro, Alessandro Pier Guidi e la Ferrari sono lesti ad approfittare dell’Aston di Darren Turner in pole, mentre Nicki Thiim mantiene la terza piazza sulla seconda Ferrari di AF Corse di Sam Bird. Purtroppo dopo un paio di giri le 488 debbono cedere alle due GT inglesi, con il campione in carica WEC che prende la leadership della categoria.

In GTE-Am, la Corvette art-car del Larbre Competition invece scatta alla grande e si tiene dietro l’Aston Martin di Pedro Lamy e la Ferrari di Townsend Bell.

Una prima yellow zone viene scatenata dopo circa 20’ dall’Alpine di Gustavo Menezes, insabbiatosi a Mulsanne. Le posizioni non mutano più di tanto nonostante le categoria si raggruppino ma dopo il primo giro di pit, rientrati in regime di corsa libera, le due Toyota di punta si trovano al comando a ranghi invertiti.

La prima sosta è anche favorevole a Bruno Senna, che prende il comando tra le LM P2 con la Vaillante Rebellion sulle due entry del Manor e sulla seconda P2 svizzera, costretta ad inizio gara ad una sosta anticipata.

In GTE-Pro, emerge come terza forza la Porsche di Kevin Estre, che guadagna la quarta piazza sulla Ferrari #71, che cede anche alla Ford di Stefan Mucke.

Tra le Am infine, sono i due Bell, Townsend e Rob a menare ora le danze, a causa di una sosta leggermente più lunga del previsto della Corvette Larbre, che dopo 60’ di gara viaggia in P3 dietro la Ferrari di Scuderia Corsa e l’Aston del TF Sport.

Entrando nella seconda ora, le due Toyota di testa si scambiano nuovamente le posizioni ma è il contatto fra la Porsche di Khaled al Qubaisi e l’Oreca LM P2 del G-Drive di Roman Rusinov l’evento principale. Purtroppo la Porsche #88 è la prima vettura a doversi ritirare ufficialmente.

Dopo le necessarie riparazioni alle barriere, Conway continua a condurre con distacco minimo su Buemi, mentre le due 919 Hybrid iniziano a perdere terreno, rispettivamente a 24” e 35”. In LM P2, le due Vaillante Rebellion si sono riunite al comando, ora con Nicolas Prost sulla #31.

Tra le GTE-Pro invece lo scadere della seconda ora coincide con un momento di pit-stop ed è ora Marco Sorensen a condurre sulla Ford #6 di Olivier Pla e sulla Porsche #92, ora nelle mani di Michael Christensen.

I primi cambi in favore dei gentlemen in Am infine, vedono Paul dalla Lana infilarsi nella lotta al vertice fra la Ferrari #62 e l’Aston del TF Sport, ora con Bill Sweedler e Salih Yoluc al volante. La Corvette Larbre è costretta ad una sosta extra per il cambio di una portiera conseguente al contatto con l’Aston #98 e rientra dodicesimo della categoria.

Piero Lonardo

La classifica alla seconda ora di gara


Stop&Go Communcation

Le Aston all’attacco in GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/06/Start-1024x682.jpg WEC – Le Mans, Start: Due Toyota al comando e le Porsche perdono terreno