Si è svolta nella giornata odierna la tradizionale Journèe Test, otto ore di test collettivi in pista in vista della 85ma edizione della 24 Ore di Le Mans.

Sotto un sole estivo, presenti tutte e 60 le vetture iscritte alla gara del 17-18 giugno prossimi. Tra i 180 piloti titolari invece, assenti (giustificati) solamente i driver impegnati negli eventi concomitanti, IndyCar e Blancpain; hanno potuto invece calcare la pista i protagonisti dell’IMSA, in azione nel tardo pomeriggio europeo di ieri a Detroit.

A scanso di equivoci, per il miglior tempo assoluto non c’è stata praticamente storia, con le tre Toyota TS050-Hybrid a sbaragliare la concorrenza Porsche già durante la sessione del mattino. Al termine della giornata era ancora 1-2-3 con Kamui Kobayashi in cima alla lista dei tempi con uno stratosferico 3.18.132 ottenuto in apertura della seconda metà di giornata davanti a Sebastien Buemi e a Kazuki Nakajima dopo la bellezza di 304 giri percorsi in totale, pari a oltre 4.100 km.

Per fare una comparazione, lo scorso anno la Porsche #2 conquistò la pole position con un tempo di 3.19.733 e vinse la gara completando 384 giri, pari a poco più di 5.200 km.

Ciò che ha maggiormente impressionato della performance del Gazoo Racing è stata l’assenza di particolari problemi, escluso l’arresto nella sabbia di Mulsanne per Yuji Kunimoto a metà della sessione pomeridiana. Il deb giapponese ad ogni modo ha evidenziato un maggiore comfort in pista, tenendosi dietro gran parte dei piloti Porsche.

Porsche che, pur tirando, è riuscita a limitare il distacco a 3”3 nel finale con il vincitore 2015 Earl Bamber, autore di 3.21.512 susseguente ad un cambio di motore per un’uscita d’olio sulla sua 919 Hybrid; poco più indietro, a mezzo secondo, il trionfatore del 2016, Neel Jani.

Va detto che, mentre la riserva designata Porsche, il campione del mondo in carica Marc Lieb, ha compiuto 5 tornate al volante della vettura #2, nessuno dei piloti Toyota ha saggiato le altre macchine dove risultavano designati per questa giornata.

Anche la Enso CLM motorizzata Nissan del ByKolles, unica LM P1 privata iscritta, ha girato con continuità, piazzandosi col miglior tempo di 3.28.701 ottenuto da Dodo Kraihamer, nel gruppo di testa delle LM P2.

La categoria cadetta di prototipi è stata la vera sorpresa della giornata. Già nei primi due round del WEC si era potuto notare una notevole escalation delle prestazioni, grazie soprattutto alla maggiore “cavalleria” fornita dai propulsori Gibson, ma in questa giornata di test a Le Mans, il miglioramento è parso quasi eccessivo, con Nelson Panciatici che ha piazzato il tempo di 3.28.146 con l’Alpine #35.

Le nuove Oreca 07, dotate – come peraltro la concorrenza – di kit specifico a bassa deportanza, hanno sbaragliato il lotto delle ben 25 vetture iscritte, e bisogna scendere sino alla 14ma piazza per trovare la migliore delle Ligier JS P217, la #32 dello United Autosport, distanziata di ben 3”8 con Filipe Albuquerque.

Immediatamente a seguire nella lista dei tempi la Dallara tutta italiana del Cetilar Villorba Corse di Andrea Belicchi, Giorgio Sernagiotto e Roberto Lacorte – la Dallara #47 ha segnato la velocità massima di punta sulle Hunaudières – mentre l’unica Riley-Multimatic che fino ad oggi ha varcato l’oceano, quella del Keating Motorsports, finisce per scontare la bellezza di 10”5 sul giro secco dal battistrada nelle mani del vincitore di Detroit, Ricky Taylor.

Difficilmente decifrabile, come prevedibile, la classifica delle GTE-Pro, che alla fine della giornata vede primeggiare la Corvette di Oliver Gavin, autore di 3.54.701, davanti di poco meno di 3 decimi alle Porsche di Fred Makowiecki e Kevin Estre.

Davide Rigon risulta il migliore delle Ferrari AF Corse, con 3.55.585, ma forse l’importante in queste prove era non scoprirsi troppo, come dimostrano anche le prestazioni delle quattro Ford GT trionfatrici qui solo 12 mesi or sono, che vanno a chiudere il lotto dei partenti.

E’ il solito Pedro Lamy infine a primeggiare sul filo di lana in GTE-Am con l’Aston Martin ufficiale ed il crono di 3.58.250 davanti a Fernando Rees e alla splendida Corvette Larbre in versione art-car denominata “Human”. Buon terzo Matteo Cairoli con la Porsche in versione 2015 del Dempsey-Proton.

Nessun grave incidente da segnalare. L’unico crash degno di nota per Salif Yoluc e l’Aston Martin del TF Sport, a muro alla chicane Michelin al termine della prima parte della sessione, senza comunque conseguenze per il pilota, che ha potuto riprendere i test nel pomeriggio dopo le necessarie riparazioni alla vettura. L’olio uscito dall’Oreca Manor #25 ha infine determinato la conclusione della sessione con 12’ di anticipo sul previsto.

E’ tutto per la Journèe Test. Il prossimo appuntamento con la 24 Ore di Le Mans è per le verifiche tecniche in pubblico, il cosiddetto Pesage, in programma domenica 11 e lunedì 12 giugno in Place de la Republique. Per vedere le vetture in ista si dovrà attendere mercoledì 14 giugno, con le prime libere, a partire dalle ore 16.00.

Piero Lonardo

I risultati della Journèe Test


Stop&Go Communcation

GTE-Pro: più importante non scoprirsi

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/06/tjm1704ju42-1024x683.jpg WEC – Le Mans, Journèe Test: Le Toyota volano, le nuove LM P2 anche