Dopo due sole settimane ritorna il World Endurance Championship per la seconda tappa sul continente americano presso il Circuit of The Americas (COTA), la Lone Star Le Mans.

Il round texano, all’ultima apparizione nella serie, almeno stando al calendario della “superstagione” di 18 mesi annunciata in Messico, e per la prima volta senza la concomitanza della serie IMSA, presenta le Porsche 919 Hybrid in netto vantaggio nella classifica generale dopo un inizio in sordina.

A detta degli stessi vertici Porsche però, difficilmente ad Austin si ripeteranno le medesime condizioni favorevoli che hanno permesso un doppio successo in apparente scioltezza sia al Nurburgring che all’autodromo Hernanos Rodriguez, perlopiù grazie ai saliscendi del tracciato che dovrebbero riavvicinare i due major contender.

Toyota dal canto suo si presenta a questa sesta tappa del mondiale con una variazione nella propria line-up. Ritorna infatti a sorpresa Stèphane Sarrazin (bella foto) sulla Toyota #8 a fare compagnia a Sebastien Buemi e Kazuki Nakajima. Motivo della variazione i non meglio precisati problemi personali da parte di Anthony Davidson, terzo in Messico e vincitore a Silverstone e Spa. Invariato invece l’equipaggio dell’altra TS050 Hybrid con Mike Conway, Josè Maria Lopez e Kamui Kobayashi.

Questa è l’unica modifica fin qui nota agli equipaggi che compongono lo schieramento, ancora una volta composto di 26 vetture, con classifiche tutte ancora in discussione a quattro gare dal termine della stagione.

Il maggior distacco proprio tra le LM P1, con 41 punti a distanziare l’equipaggio della Porsche #2 da Buemi e soci. Sono invece 23 le lunghezze in LM P2 fra i vincitori di Le Mans, Ho-Pin Tung, Oliver Jarvis e Thomas Laurent da Bruno Senna e Julien Canal, stante l’assenza di Nico Prost in Germania.

Ancora più serrata la lotta fra le GTE-Pro, sia tra i costruttori, sia tra i piloti, dove in cinque gare si sono imposti altrettanti equipaggi. Andy Priaulx ed Harry Tincknell continuano a condurre con 8 punti di vantaggio su Fred Makowiecki e Richard Lietz, ancora in attesa della prima vittoria con la 911 RSR a motore centrale, e di 16,5 e 17 punti sui portacolori della Ferrari Davide Rigon e Sam Bird. Appena più lontani gli altri due piloti Ferrari e i due danesi campioni in carica marco Sorensen e Nicki Thiim, vincitori in Messico grazie alla penalità comminata alla 488 GTE #71.

Per il team diretto in pista da John Gaw, pronta la nuova arma per il 2018, stanata sul tracciato inglese di Rockingham prima di essere portata per la consueta omologazione per il Balance of Performance sulla pista della FIA di Ladoux più avanti nel mese.

Sempre riguardo la massima serie GT, annunciate ben tre Porsche 911 RSR alla prossima 24 Ore di Le Mans, a riprova del costante impegno al di fuori dei prototipi da parte della casa di Stoccarda per cercare di riconquistare la classica della Sarthe anche in questa categoria.

Lotta a tre infine in GTE-Am con la Porsche del Dempsey-Proton in netta risalita, anche grazie alle ultime modifiche al BoP. Ora Cairoli e c, dopo i due ultimi successi consecutivi, conducono di 10 punti sui portacolori dell’Aston Martin e di 16 sull’equipaggio del Clearwater Racing.

Le ostilità in pista al Circuit of The Americas inizieranno alle 12.00 di giovedì 14 settembre con le prime libere.

Piero Lonardo

L’entry list del COTA


Stop&Go Communcation

Stanata la nuova Aston Martin GTE. Tre Porsche 911 in GTE-Pro a Le Mans

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/09/Sarrazin.jpg WEC – Davidson salta Austin. Al suo posto Sarrazin