Mercoledì è stata una giornata storica per l’endurance, con l’approvazione da parte del World Motor Sport Council della FIA del nuovo regolamento tecnico delle cosiddette “Hypercars”, che animeranno le gare del World Endurance Championship, inclusa la 24 Ore di Le Mans, a partire dalla stagione 2020-2021.

La nuova categoria top dell’endurance, le cui linee guida sono state presentate a Le Mans lo scorso giugno, sostituirà le attuali LM P1 e sarà in vigore sino al 2025.

Ogni costruttore dovrà presentare almeno 25 gruppi motore/ibrido stradali entro la fine della prima stagione, quota che salirà a 100 nella stagione successiva; questi gruppi propulsivi dovranno essere identici a quelli utilizzati in gara.

La potenza massima è stata definita in 950 HP (708 kW), di cui 508 kW generati dal motore a combustione interna (un valore questo leggermente inferiore a quello definito inizialmente) dall’architettura e dall’alimentazione libera.

Definito anche un tetto di 3 milioni di Euro al costo dell’eventuale fornitura da parte di terzi delle unità propulsive, che non potranno essere distribuite a più di tre competitor per costruttore.

Stabilite infine anche le misure massime, leggermente maggiori delle attuali LM P1, in 5 metri di lunghezza e in 2 di larghezza, ed il peso massimo, portato a 1.040 kg, 165 in più delle attuali P1 ibride.

Ogni costruttore, similmente a quanto in vigore per le attuali LM P2, avrà a disposizione cinque “Joker” evolutivi durante il quinquennio di vigenza della formula. Sempre dal punto di vista aerodinamico infine, saranno previste appendici mobili, mentre i profili anteriore e posteriore avranno, similmente alle configurazioni delle DPi IMSA, due sole posizioni.

Dal punto di vista del regolamento sportivo infine, definita una “Success Ballast” pari a 0,5 kg per ogni punto guadagnato, con un limite massimo di 50 kg.

L’unico aspetto ancora ignoto riguarda il nome di questa categoria, che verrà definito mediante voto popolare, con un sondaggio che partirà con l’anno nuovo.

Insieme alle nuove regole tecniche, definite nella stessa riunione di S.Pietroburgo anche alcuni cambiamenti al regolamento sportivo della prossima stagione. A partire dalla 6 Ore di Siverstone 2019, analogamente a quanto previsto per la prossima stagione dell’European Le Mans Series, sarà nuovamente proibito il cambio gomme durante le operazioni di rifornimento e sarà introdotta la zavorra, sempre in analogia al nuovo regolamento delle GTE ELMS, per le GTE-Am.

Queste notizie ci permettono di fare un punto della situazione sulle possibili partecipanti a questa nuova formula. Attualmente l’unico costruttore già pronto è Toyota con la sua GR SuperSport Concept presentata a Tokyo lo scorso gennaio, con dichiarazioni di intenti da parte di Aston Martin, McLaren e Scuderia Cameron Glickenhaus.

Aston Martin avrebbe una base tecnica pronta, la Valkyrie, ma la casa inglese si è appena legata al DTM, e la McLaren sta affrontando un periodo di ristrutturazione interna che dovrà privilegiare giocoforza il suo fiore all’occhiello, la Formula 1. La Scuderia tedesca infine, salita agli onori della ribalta nel recente passato per la P4/5 Competizione ispirata al celebre prototipo Ferrari, al momento non ha certo le potenzialità per recitare un ruolo di primo piano.

 

Se è vero poi che anche Ford e Ferrari non si sono ancora tirate fuori dai tavoli tecnici, è altrettanto evidente che l’interesse nei confronti di questa formula da parte dei costruttori al momento è molto minore delle aspettative di ACO e WEC ed anche questo nuovo regolamento, nonostante l’anno e mezzo abbondante a disposizione di team e costruttori, rischia di nascere già morto, salvo l’intervento delle “solite” Oreca, Ligier/Onroak e Dallara, che però, almeno secondo le attuali linee guida, sarebbero vincolate dall’onere della produzione stradale.

Sicuramente più interessante (nonchè più futuribile) invece, l’adozione della tecnologia a idrogeno, che verrà sperimentata in gara fuori classifica nella Le Mans Cup, propulsione verso la quale prima BMW e poi Audi si erano già dichiarate fortemente interessate.

Per concludere, l’IMSA, per voce del suo CEO, Scott Atherton, nel congratularsi con l’ACO per la svolta regolamentare, ha ricordato che il termine dell’omologazione di DPi ed LM P2 è previsto a fine 2021, rimandando ad allora le valutazioni dei costruttori attuali e futuri nei confronti di questa formula, sempre con l’obiettivo comunque di mantenere un modello sostenibile e competitivo per le orse di durata nel continente nordamericano. A buon intenditor…

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Limiti di produzione e costi ed appendici aerodinamiche mobili per il periodo 2020-2025, ma quanti costruttori aderiranno?

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/12/WEC2020.jpg WEC – Approvato dalla FIA il nuovo regolamento delle Hypercars