La Nissan Onroak DPi di Pipo Derani, Nicolas Lapierre e Johannes Van Overbeek si aggiudica la 66ma edizione della 12 ore di Sebring, seconda prova del WeatherTech SportsCar Championship.

Una vittoria sulla quale non in tanti avrebbero scommesso, ma favorita, oltre che da due driver super come il piccolo brasiliano e l’esperto francese, anche da una serie di circostanze favorevoli che hanno reso possibile l’impresa, prima fra tutte il doppio ritiro delle Acura DPi, bellissime, estremamente performanti sui bump dell’ex-aeroporto ma estremamente fragili rispetto alle altre contender.

Da rivedere anche le Cadillac, soprattutto per quanto riguarda il nuovo motore 5,5 litri che ha fatto disperare nella calura della Central Florida, anche se alla fine per le DPi V.R c’è addirittura il resto del podio, con l’esemplare del WTR di Jordan Taylor, Renger van der Zande e Ryan Hunter-Reay che terminerà a soli 12” e la #31 dell’Action Express di Felipe Nasr (una conferma la sua anche qui dopo le belle prestazioni di Daytona), Mike Conway ed Eric Curran a 53”, che con questo risultato vanno ad occupare la testa della classifica generale.

Peggio è andata ai vincitori del season opener e soprattutto alla entry dello Spirit of Daytona Racing, con Tristan Vautier a stamparsi di brutto contro le gomme a protezione della curva 17 nell’ultima ora di gara, rischiando ben più di un telaio, anche per la malcapitata Acura NSX dello HART Racing, che si è vista volare sul cofano, divellendolo, un intero nido di pneumatici.

Nel giro dei vincitori terminano non una bensì due LM P2 ACO-style, l’Oreca del Core Autosport e la Ligier dello United Autosport, a riprova che le corse di durata non si improvvisano, nemmeno disponendo di un motore, quello Gibson, nettamente meno performante rispetto ai motori factory delle DPi.

Tra i migliori manca ancora la Mazda, che però raggiunge il traguardo con entrambe le vetture, impresa non da poco pensando a quanto accaduto meno di due mesi or sono a Daytona; inoltre, c’è stata anche la soddisfazione di condurre – anche se solo grazie alle strategie – la gara in più di una occasione ed è di Oliver Jarvis anche il giro veloce della categoria.

In GTLM alla fine è stato successo Porsche, con Nick Tandy, Patrick Pilet e Fred Makowiecki che nel finale hanno contenuto gli assalti della BMW #24 di Connor de Philippi, Alexander Sims e del veteranissimo Bill Auberlen. Il successo della 911 RSR, che mancava dalla vittoria nientemeno che dal luglio scorso a Lime Rick, è impreziosito dal terzo posto di Gianmaria Bruni, Earl Bamber e Laurens Vanthoor.

Peccato per la Ferrari del Risi Competizione, che nelle fasi centrali di gara ci ha fatto sognare, soprattutto con Toni Vilander. Alla fine è solo un quinto posto, dietro anche alla Ford superstite, ma davanti all’unica Corvette al traguardo. Vero mistero di questa gara le GT del Kentucky – mai competitiva in prova, appena decente in gara.

Bis infine per una Lamborghini Huracàn. Dopo quella del GRT Grasser nel season opener, è quella del Paul Miller Racing a trionfare con Madison Snow, Corey Lewis ed Andy Lally, capaci di rimontare e passare in pista nel finale la Mercedes AMG GT3 di Jeroen Bleekemolen, Ben Keating e Luca Stolz, che a sua volta ha perso a 2’ dalla fine anche la piazza d’onore a favore del “solito” Alessandro Balzan, che ha portato a podio la Ferrari #63 di Scuderia Corsa insieme a Cooper MacNeil e ad uno scatenato Gunnar Jeannette.

Niente allori alla fine per le tante Acura NSX – ben quattro – e Lexus, così come per l’Audi del Montaplast, attesa al riscatto dopo la nota penalità di Daytona, che sfiora il podio.

L’appuntamento con l’endurance americana è per il 14 aprile a Long Beach, presenti solo le Prototypes e le GTLM per la consueta showcase della durata di 100’.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 66ma edizione della 12 ore di Sebring


Stop&Go Communcation

Porsche, prima vittoria stagionale. Lamborghini bissa in GTD

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/03/PL53355-1024x682.jpg USCC – Sebring, Finale: Extreme Speed ripete il 2016