Due gare del WeatherTech SportsCar Championship 2017 ed altrettanti successi per la Cadillac DPi V.R del Wayne Taylor Racing. Dopo il trionfo all’ultimo giro di Daytona, la squadra dei fratelli Jordan e Ricky Taylor, con la new entry Alex Lynn, fa il bis a Sebring nella 65ma edizione della 12 Ore.

A differenza del season opener però, il successo è stato costruito durante tutta la gara, grazie ad un passo di gara meno dispendioso in termini di carburante, che ha permesso al nero prototipo made in Dallara di presentarsi nella migliore condizione nelle fasi decisive; soprattutto ai pit-stop, migliorando l’aspetto forse meno performante nella campagna dello scorso anno.

L’ultimo pit-stop, a meno di mezz’ora dal termine, in regime di corsa libera, è stato condotto magistralmente e ha lasciato Joao Barbosa e i rivali dell’Action Express a distanza di sicurezza. Completa il podio la terza Cadillac della squadra del North Carolina, a riprova di uno strapotere, in termini non solo di velocità, delle DPi V.R., che al momento i continui cambiamenti al BoP riescono a dominare.

Si perché dietro le tre “Porsche in miniatura” è stata una moria collettiva di prototipi, con le Nissan DPi ancora alle prese con tanti problemi di gioventù, così come le Riley, comprese quelle ribattezzate Mazda (che forse necessitano di un ritocco alla line-up dei piloti), per non parlare infine del nuovo flop Rebellion che vanifica gli sforzi e le aspirazioni di un equipaggio di altissimo livello, Neel Jani su tutti.

Alla fine l’unica Prototype ad arrivare a distanza ragionevole è stata l’Oreca-Gibson LM P2 del JDC/Miller Motorsports, P4 a quattro giri con i tre giovani leoni Stephen Simpson, Chris Miller e Misha Goikhberg.

Giovani leoni che si confermano anche tra le PC, all’ultima apparizione a Sebring, dove hanno debuttato nella nuova serie Prototype Challenge le LM P3-ACO style.

Pato O’Ward, reduce peraltro da una buona première in Indy Lights a St.Pete, ha condotto alla vittoria come a Daytona l’equipaggio del Performance Tech e, insieme a James French e Kyle Masson, ha lasciato a due giri la migliore delle due Starworks, e a dieci l’entry del BAR1, che ha ceduto di schianto dopo lo stint iniziale del polesitter, Gustavo Yacaman. Chiude a -36 lap la quarta ed ultima entry della categoria.

La Corvette invece beffa tutti e sconfigge con una sola unità, un po’ come a Le Mans 2015, tutta la concorrenza. Jan Magnussen conquista la quinta vittoria tra le GT nella classica della Florida, insieme ad Antonio Garcia (terzo successo insieme) e Mike Rockenfeller, sbaragliando in primis lo squadrone Ford, che qui si era presentato con tre vetture,

Non è stato un successo facile però, a causa innanzi tutto di una sfortunata sosta di emergenza in regime di bandiere gialle intorno alla metà gara, che in una classe così competitiva quale la GTLM, rischiava di vanificare il potenziale e lo sforzo della C7.R #3.

Largo quindi alle Ford per oltre 10 ore di gara, con la gialla GT a sostenere una strategia forzatamente altalenante con le macchine dell’ovale, le quali cedevano però nelle fasi finali, anche grazie ad un’ultima ricompattazione del pack conseguente all’incidente occorso alla Lamborghini del Dream Racing e alla conseguente neutralizzazione.

Nel finale, complice anche le temperature più miti, spazio anche alla Porsche di Patrick Pilet, che però sconterà sul più bello prima un problema al cambio della posteriore destra nell’ultimo pit collettivo in regime di bandiere gialle, poi una foratura lenta ed infine un drive through per essere passato su di una pistola ad aria.

Le tre Ford, che procedevano in parata dietro la gialle GT del Kentucky, poco potevano anche sul ritorno di James Calado, che regalava negli ultimi metri un nuovo gradino basso del podio dopo Daytona alla Ferrari del Risi Competizione insieme a Giancarlo Fisichella e Toni Vilander.

Niente prestigioso tris quindi per le GT dell’ovale e per l’equipaggio della #66 composto dal fresco vincitore di St.Petersburg, Sebastien Bourdais, Dirk Mueller e Joey Hand, i quali si accontentano della piazza d’onore. Da segnalare che i primi sette della categoria sono arrivati al traguardo nel giro del vincitore.

Estremo equilibrio anche in GTD, nonostante gli otto costruttori coinvolti. Alla fine è stata vittoria Mercedes, con la AMG GT3 del Riley Motorsports di Ben Keating, Mario Farnbacher e Jeroen Bleekemolen, che a mezz’ora dalla fine disponeva della Ferrari 488 GT3 di Scuderia Corsa.

Il team campione in carica della categoria giocava all’ultimo pit-stop la carta del fuel only, ma nonostante un Alessandro Balzan come sempre in forma smagliante, non riusciva a tenere dietro l’olandese e la GT di Stoccarda, cui va il merito di avere condotto gran parte della gara. Sul podio insieme al nostro Matteo Cressoni e a Christina Nielsen termina un’altra Mercedes, quella del SunEnergy1 Racing, con Tristan Vautier, che nelle ultime curve approfitta prima dell’uscita di pista della Lamborghini del Change Racing e poi passa l’Audi del Land Motorsport all’ultima curva.

Una bella soddisfazione per il francesino, talento sottovalutato dalle monoposto IndyCar, che ha ribaltato una gara costellata da svariati up-and-down, nessuno dei quali però imputabile alla sua guida.

In classifica generale, i fratelli Taylor grazie ai due successi fin qui ottenuti, conducono sul trio dell’Action Express #5. Stesso discorso vale per il Performance Tech in PC, mentre in GTLM mantiene la leadership l’equipaggio della Ford #66. In GTD infine, la vittoria odierna, unita al terzo posto di Daytona permette ai piloti del Riley Motorsports di innalzarsi al comando della categoria davanti alla line-up del Land-Motorsport.

E’ tutto per questa 12 ore di Sebring, il WeatherTech SportsCar Championship ritornerà fra tre settimane a Long Beach, nella prova riservata a Prototypes, GT Le Mans e GT Daytona.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 12 ore di Sebring


Stop&Go Communcation

Una Corvette a sorpresa basta a beffare lo squadrone Ford. Prima della Mercedes in GTD

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/03/WTR_podio.jpg USCC – Sebring, Finale: Cadillac-WTR bis! Due podi per le Ferrari