Non si può dire che questa 65ma edizione della 12 Ore di Sebring stia lesinando colpi di scena. Dopo tre ore di gara e condizioni meteo perfette infatti sono solo tre i protagonisti a pieni giri con Filipe Albuquerque e la Cadillac #5 dell’Action Express a precedere Chirs Miller e l’Oreca Gibson del JDC-Miller Motorsports ed Alex Lynn con l’altra Cadillac del Wayne Taylor Racing. Ma andiamo per gradi.

Parte bene dalla pole position l’Oreca Rebellion di Neel Jani, che tiene bene le due Cadillac dell’Action Express di Christian Fittipaldi e Dane Cameron e la Ligier del PR1/Mathiasen di Josè Gutierrez. Ricky Taylor con la terza Cadillac svetta subito sulla Nissan di Brendon Hartley, mentre quasi subito l’altra DPi di Onroak del trionfatore dello scorso anno, Pipo Derani, già martoriata per tutto il weekend da noie tecniche, deve fermarsi ai box. Rientrerà brevemente in pista ma sarà presto costretta al ritiro. Subito problema anche per la Mazda #55 per una foratura.

Mentre Gustavo Yacaman mantiene il comando sull’arrembante James French tra le PC, doppio dramma per i poleman delle GT, con Ryan Briscoe e Tristan Vautier, unici nel lotto dei 46 partenti, che non riescono ad avviare le rispettive vetture e si debbono accodare in fondo al gruppo e dovranno sottostare anche un drive through.

E’ quindi l’altra Ford GT di Dirk Mueller a passare davanti a tutti tra le GTLM alla green flag, seguita dalla Porsch di Kevin Estre e dalla Corvette di Antonio Garcia. Lo spagnolo dopo pochi giri transita in P2 mentre dal fondo del gruppo categoria si fa largo un Giancarlo Fisichella che, nonostante i postumi di una forma influenzale, risale presto l’ordine della categoria. Tra le GTD infine è l’Audi di Connor de Philippi a menare le danze, seguito dalla Lamborghini di Corey Lewis e dalla Lexus di Scott Pruett.

Al primo pit-stop è Cameron ad uscire davanti all’Oreca in livrea camo, col box Rebellion pure penalizzato per uso improprio di un estintore; mentre Hartley perde ulteriore tempo per una portiera che non si chiude Neel Jani transita in P6. La gara delle GTLM perde invece un sicuro protagonista nella BMW #24, costretta ai box per oltre 8 giri, mentre Fisichella ingaggia con Stefan Mucke uno spettacolare duello per la terza piazza prima della sosta iniziale.

Subito dopo lo scadere della prima ora la prima interruzione complice la Mazda #70 di Joel Miller, che senza freni termina nelle gomme a protezione della curva 17. A questo punto sono tre Cadillac a dominare, con Curran, subentrato a Cameron, a precedere Fittipaldi ed Alex Lynn, salito sulla entry #10.

Problemi di temperature invece per la Corvette #4, vincitrice nel 2016 in GTLM, che sostanzialmente non uscirà più dai box. Dietro la coppia di testa Ford-Corvette emerge Toni Vilander, che ha già preso il posto di Fisichella.

La neutralizzazione ha compattato il gruppo dei primi e allo scadere della seconda ora Jani è di nuovo alle spalle delle due entry dell’Action Express, ma anche il successivo pit risulta difficoltoso per il team svizzero, con Sebastien Buemi che non riesce a far ripartire l’Oreca motorizzata Gibson e perde due giri nell’impresa.

Filipe Albuquerque, subentrato a Fittipaldi, agguanta il compagno di squadra e prende la testa della gara, che però poco dopo si scontra con l’incolpevole Johannes van Overbeek con la Nissan residua sempre alla curva 17, e si gira, restando in mezzo alla pista, causando la seconda ed ultima fin qui caution della gara.

Curran viene incolpato della manovra e, dopo un veloce controllo, sconterà una penalità che lo porterà a 4 giri complessivi dalla vetta, lasciando, dopo che anche la Mazda #55 sosteneva quasi contemporaneamente una perdita di liquido refrigerante, i soli Albuqerque, Miller e Jordan Taylor al comando a pieni giri.

Tra le PC, falcidia di penalità, con i vincitori di Daytona del Performance Tech, Pato O’Ward prima e Kyle Masson poi, a precedere di un giro Mike Hanratty e la Starworks #8.

Richard Westbrook dal canto suo continua a dominare tra le GTLM, con un margine di sicurezza sulla Corvette di Jan Magnussen, la BMW di Bill Auberlen, graziato dalla direzione gara per un contatto sulla Mercedes AMG GT3 accreditata dalla pole position, e la Ferrari del Risi Competizione, ora nelle mani di James Calado.

Mercedes che conduce comunque in GTD con Jeroen Blekemolen e la vettura del Riley Motorsports davanti alla sorprendente Acura NSX di Andy Lally, In P4, dietro l’Audi di Cristopher Mies, sta rivenendo la Ferrari 488 GT3 di Scuderia Corsa con Matteo Cressoni.

Piero Lonardo

La classifica dopo la terza ora di gara


Stop&Go Communcation

Una Ford davanti, ma gara apertissima in GTLM

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/03/AXR5.jpg USCC – Sebring, 3a Ora: Ad un quarto di gara, solo in tre a pieni giri