Le due Cadillac comodamente al comando fanno trattenere il fiato ai presenti allorquando Joao Barbosa prima e Mike Conway poi decidono di prendere la via dei garages per verificare i problemi di temperature del nuovo motore Cadillac 5,5 litri ed effettuare i necessari rabbocchi.

Per via delle due soste, il vantaggio sul terzo classificato si riduce, soprattutto per la #31, costretta ad effettuare l’operazione in regime di corsa libera. Barbosa invece ha potuto usufruire della quarta caution della gara, decisa dalla direzione corsa per i detriti derivanti dal contatto fra l’Oreca del Performance Tech di James French e l’Acura NSX GT3 di Katharine Legge avvenuto durante la 18ma ora di gara.

La GT gestita dal Michael Shank Racing divelle nel corso dei cartelli pubblicitari e sparge la relativa sabbia all’International Horseshoe. La neutralizzazione permette sia il riavvicinamento dei due battistrada ma soprattutto della Corvette #3 alle due Ford di testa. Curiosamente però dopo circa 20 minuti di safety car, non pare sia stato effettuato alcun intervento alla pista. Peraltro, un inconveniente simile accadrà un’ora più tardi anche alla Porsche di Earl bamber ma non verrà chiamata nessuna caution.

Ad ogni modo, la successiva sosta della Cadillac #31 evita duelli fratricidi tra la coppia di testa, e le due Ford al restart prendono nuovamente il largo sulla Corvette.

La corsa ha perso nel frattempo uno dei suoi protagonisti, la Cadillac #10 del Wayne Taylor Racing, vincitrice uscente, che viene ritirata per motivi precauzionali dopo l’ennesima foratura – la settima – alla posteriore destra. Il fornitore di pneumatici, che per questa stagione è ancora la Continental Tire in attesa di passare a Michelin nel 2019 anche per i prototipi, si è sentita in dovere di diffondere un comunicato col quale afferma che tutte le forature sono avvenute durante tentativi di doppio stint, pratica non consigliata dal noto costruttore. Va detto però che la Cadillac #31 durante la serata ha effettuato addirittura un triplo stint con Mike Conway senza subire danni. Definitivamente ritirata anche la Mazda #55, col posteriore a fuoco lungo il circuito, mentre l’Acura #7 ha ripreso con 22 giri di ritardo.

Piccolo dramma al termine della 18m ora in casa United Autosports, dove la Ligier di Will Owen è costretta a sistemare al volo un problema idraulico alla frizione, perdendo così la terza piazza assoluta a favore dell’Oreca del CORE Autosport di Romain Dumas (in primo piano nella foto).

La categoria più combattuta ed equilibrata è sicuramente la GTD, dove le due Lamborghini di Paul Miller Racing e GRT Grasser, la Mercedes del Riley Motorsport e l’Acura #86 si scambiano le posizioni di testa in funzione delle relative strategie. Al gruppetto di testa di riunisce anche l’Audi del Montaplast, capace di recuperare i 5’ di Stop&Hold assegnati nelle prime fasi di gara.

Dai primi esce però definitivamente la Ferrari di Spirit of Race, grazie ad un fuoripista di Paul dalla Lana che costringe la 488 GT3 ed i meccanici AF ad una sosta eterna per cercare di sistemare il posteriore.

Guadagna invece un posto in classifica tra le GTLM la 488 GTE di Risi Competizione, che sopravanza la Porsche #912 nonostante l’ennesima foratura alla gomma posteriore destra. Va ricordato che in questa categoria si utilizzano pneumatici Michelin.

A quattro ore dalla fine, Joao Barbosa conduce con 3 giri di vantaggio sul teammate Felipe Nasr e 4 sulla Oreca del CORE di Dumas. Il collaudatore Williams Paul di Resta ha dal canto suo recuperato la quarta posizione con la Ligier #32 dello United Autosports sull’Oreca #78 del Jackie Chan DCR di Ho-Pin Tung. Le due Acura DPI protagoniste delle fasi iniziali chiudono ora la top ten.

In GTLM, tocca di nuovo agli assi dell’IndyCar Sebastien Bourdais e Scott Dixon (nella foto in evidenza), i quali tengono a distanza di sicurezza la Corvette di Mike Rockenfeller. Tra le GTD infine, dopo 1200 minuti, Franck Perera e la Lamborghini #11 del GRT Grasser precedono di 14” la Mercedes di Luca Stolz e di 22” l’Acura di AJ Allmendinger. Sesta la prima Ferrari nelle mani di Frankie Montecalvo, ad un giro, alle spalle dell’altra Huracàn di Andrea Caldarelli e all’Audi del Magnus Racing di Andy Lally.

Piero Lonardo

La classifica alla ventesima ora di gara


Stop&Go Communcation

Continental Tire risponde sulle tante forature dei prototipi: colpa dei doppi stint

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/01/Fordsruota.jpg USCC – Daytona, 20ma ora: Cadillac, momenti thrilling ma si prosegue