Dall’impenetrabile Commissario Scialoja del Romanzo Criminale di Michele Placido alla 308 TCR di Massimo Arduini il passo non è breve. O forse no? Ai microfoni di Stop&Go, Stefano Accorsi ha raccontato tutti i retroscena della prima tappa del tricolore Touring in scena ad Adria.

“Non è importante la curva che vedi, ma quella che viene dopo”: così recitava Accorsi in Veloce come il Vento, film che lo ha reso celebre anche nei paddock del motorsport. In seguito al grande successo della pellicola sulle quattro ruote, il vincitore del David di Donatello 2017 è sceso in pista per davvero durante il primo round targato TCR Italiano, sul tracciato sito nel polesine.

Una prestazione degna di un professionista per meticolosità, preparazione e competitività che hanno stupito tutti gli addetti ai lavori. Da “Loris De Martino”, vecchio volto del motorsport a driver vero sull’interessante Peugeot 308 MI16 di Massimo Arduini. Un connubio perfetto che ha spinto l’attore bolognese in un weekend non facile, concluso sul podio della classe TCT. Dopo prove libere e qualifiche, Accorsi ha preso il via di gara 1, prestazione maiuscola conclusa dalla bandiera rossa, per via della pioggia incessante che ha letteralmente allagato Adria. Condizioni che hanno tagliato fuori piloti ben più navigati ma non la sorpresa del weekend, autore di un controllo da maestro sulla doppia imbarcata presa dalla Peugeot, nelle fasi finali.

A gentile concessione per Stop&Go, Stefano Accorsi racconta le sensazioni del TCR e non solo…

– Stefano, primo weekend di gara sulla Peugeot, completamente sul bagnato. Com’è stato fare il pilota?

“E’ stato un fine settimana pieno, la prima volta per me, tutto nuovo. Molto emozionante fin dalle libere, la qualifica e infine correre. Quando ci siamo accorti prima della partenza che aveva iniziato a piovere, Massimo mi ha detto “che fortuna!” in termini più coloriti…
Condizioni assurde, ci hanno fatto partire con la safety car e hanno fermato la gara con la bandiera rossa a otto minuti dalla fine.
Massimo ed il suo team mi hanno trattato davvero come fossi in famiglia, stessa cosa con Peugeot. Rapporto che va avanti ormai da anni, mi sentivo a casa. 
Come ti dicevo, fare gara 1 sotto l’acqua mi ha dato grandi emozioni e soprattutto sensazioni. Definirei tutto ciò un carnevale di sensazioni. Il giorno dopo volevo fare anche gara 2 (gran premio che poi ha corso Massimo), dopo la gara non vorresti più scendere, vorresti pensare al resto, studiare ancora le traiettorie. Massimo mi parlava della “gara del lunedì”, ovvero quella che fai dopo il weekend.”

– Dal tuo punto di vista, è stato più difficile interpretare Loris De Martino, oppure fare il pilota vero, in fatto di preparazione mentale ecc.?

“Guarda, interpretare Loris è stato difficile. Personaggio tosto, anche per quanto riguarda la preparazione, il dimagrimento e quant’altro. Una preparazione estrema anche perché dovevamo rendere credibile quel personaggio, non solo per gli appassionati di cinema ma anche per quelli del motorsport. Sabato era gara vera, fare il pilota è stata una esperienza nuova, una grande opportunità per rimettersi in gioco che non capita spesso ad una età non di primo pelo.”

– Dopo il weekend di Adria, parteciperete anche al secondo round del TCR. Il tuo impegno poi andrà avanti? Vorrai fare altre corse in futuro?

“Questa è una bella domanda. Chiaramente viene voglia di farne altre, non sarà semplice con tutti i vari impegni. Vedremo più avanti, adesso non pensiamo a gara dopo gara ma anzi, pensiamo a curva dopo curva!”

Passione e voglia di imparare. Questa la ricetta vincente di Stefano Accorsi, ancora protagonista con Massimo Arduini nel prossimo round, in quel di Misano.

Si ringrazia in particolar modo Massimo Arduini.

Credits: ACI CSAI
Simone Corradengo – Andrea Giustini


Stop&Go Communcation

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