Una gara lunga e dura, dal fondo pietroso e sconnesso che ha compromesso la resistenza anche dei corazzati fuoristrada del mondiale. Alla fine, a spuntarla e vincere la 19esima edizione dell’Italian Baja sono i russi Vasilyev e Yevtyekhov, su G Force Proto. Precedendo di soli 37″ l’olandese Van Merkestein ed belga Chevallier, secondi con il Toyota, chiudendo la faticosa maratona friulana davanti agli ucraini Novytsky e Kandratiiev su di un altro G Force Proto, terzi a 7’21”.

Correre sulle Grave del fiume Tagliamento, farlo per ottanta chilometri a tutta, non impresa da tutti e gli italiani in questi frangenti si fanno valere. Come sempre i nostri piloti sono in grande evidenza assoluta nelle prime battute della competizione poi pian piano devono subire il ritorno dei conduttori stranieri, perdendo alcune posizioni, ma restando in scia dei migliori.

Sono Pierpaolo Larini e Pietro Musacchia a terminare la gara organizzata da Fuoristrada 4×4 Club e promossa da Automobile Club Pordenone in nona piazza assoluta, primeggiando nella classifica riservata ai piloti del Tricolore. Il pilota versiliese, in coppia con il navigatore palermitano a bordo del Mitsubishi L200 RalliArt Italia, ha duellato per la top five nelle prima tappa, subendo poi la rottura del cambio che l’ha costretto a rallentare il ritmo, permettendo al compagno di squadra Riccardo Colombo di farsi sotto. Scivolato nelle retrovie dopo il prologo di venerdì, per un salto di marcia durante l’attraversamento di un profondo guado, con Rudy Briani alle note il milanese ha guidato forte il secondo L200 schierato dal team toscano portandosi sino all’undicesimo posto assoluto, quindi secondo dell’italiano dietro a Larini di soli 53″.

Al traguardo della Fiera di Pordenone l’equipaggio ufficiale di Suzuki Italia, composto dai campioni in carica Lorenzo Codecà e Bruno Fedullo su Grand Vitara 3.6 V6, ha conquistato il tredicesimo posto assoluto acquisendo i punteggi tricolore relativi al terzo gradino del podio che è andato a occupare al termine di una gara che lo ha visto controllare agevolmente l’esordiente Fabrizio Martinis. Il rallysta friulano ha affrontato la sfida fuoristradistica di casa col piglio dello “studente”, veloce ma sempre concentrato ad assimilare la diversa guida fuoristradistica assieme all’esperta navigatrice Erika Pajer su Nissan Navara Ermolli, soffrendo la rottura del radiatore per una pietra lanciata da un concorrente che lo precedeva nelle partenze, classificandosi ottimamente quarto assoluto.

Quinti e primi del Gruppo T2 si sono piazzati il trevigiano Elvis Borsoi ed il navigatore mantovano Roberto Briani, a bordo del Mitsubishi Pajero 3,2 DDiS RalliArt, recuperando nel finale sul lombardo Valentino Bombelli, navigato da Daniele Fiorini, rallentato nell’attraversamento di un profondo guado che gli ha impedito di aggiudicarsi il gruppo che ha lungamente condotto a bordo del suo Pajero 3.2, piazzandosi al secondo posto di gruppo, davanti a Trivini e Trivini su Pajero.

Dalla nutrita pattuglia dei trofeisti del Suzuki Challenge sono emersi i toscani Spinetti e Giusti, alla prima gara con il Grand Vitara 1.9 DDiS della Tecnauto, quinti di Gruppo T2 e primi del monomarca dopo la partenza a razzo ed il successivo rallentamento di Lolli/Forti e di Bertuzzi/Mirolo.

In T3 sono primi Biglieri e Catarsi davanti ai piemontesi Marengo e Verna, entrambi su Danisi Dust Devil, In Gruppo TH sono vincenti friulani Bigot e Pasian su Suzuki Grand Vitara. I novaresi Salerno e Porzio a bordo del Polaris Razor 400 superano le insidie della gara, aggiudicandosi il Gruppo TM.

Al traguardo di Pordenone è arrivato a fatica anche l’ex pilota di Formula 1 Alex Caffi, dopo aver subito la rottura della Fiat Panda 4×4, mentre tra i ritiri eccellenti si deve annoverare quello del veneto Giovanni Manfrinato, per rottura di un braccetto della sospensione del suo Renault Megane.


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