Una grande due giorni di sport si è consumata tra i tornanti luzzesi, per una cronoscalata in continua crescita, e valevole quale quarta prova del Trofeo Italiano Velocità Montagna. La minore intensità del caldo che aveva fortemente condizionato le prove ha favorito i piloti nell’ambito della due salite. Imponente la cornice di pubblico che ha reso splendido lo scenario della cronoscalata.

Successo pieno – e bis su questo tracciato – per il siciliano Luigi Bruccoleri, che in Calabria, in questa stagione, aveva già vinto in Sila. Il pilota di Agrigento, che aveva lamentato alcuni problemi di assetto in prima manche, poi messi a punto dai meccanici della Concordia Motorsport, ha tagliato il traguardo, dopo i 6,150 km del tracciato luzzese, con un tempo complessivo di 6’48″67. “Al di là dei problemi di assetto – ha detto il pilota – siamo riusciti a portare a casa il successo. Siamo pienamente soddisfatti di questo risultato, ottenuto in una manifestazione che ci vedeva opposti a piloti formidabili”.

Duello al cardiopalma con il reggino Carmelo Scaramozzino – che già in Gara 1 aveva segnato uno scarto di soli 27 millesimi tra i due piloti – a bordo di una monoposto Formula Lola con motore Zytek. Il distacco complessivo è stato poi di 1″31. Il pilota reggino ha corso nonostante la fastidiosa fasciatura al dito, visto il recente infortunio: “Ho dato il massimo nonostante l’infortunio. La monoposto ha risposto bene alle due salite – ha detto Scaramozzino – dopo il problema elettrico riscontrato ieri in prova, durante la prima manche. È stata una bellissima manifestazione, peccato non essere riuscito a salire sul gradino più alto del podio, visto che a Luzzi ancora non ci sono riuscito”. La sfida, inutile dirlo, è solo rimandata all’anno prossimo.

Agguanta il podio il campione trevigiano Denny Zardo, all’esordio assoluto a Luzzi. “Abbiamo migliorato l’assetto della monoposto cercando di adattarla al tracciato – ha commentato il pilota veneto – Avrei dovuto essere qui a bordo della mia Gloria, ma abbiamo preparato questa trasferta in una settimana e dunque con l’aiuto dei meccanici abbiamo dovuto gradualmente testare la vettura“. Il campione in carica Leogrande è stato invece costretto al ritiro, a causa della rottura del semiasse durante la seconda manche.

Tra le biposto di gruppo E2, ha confermato la bellissima due giorni di gara il catanese Domenico Cubeda, su Radical Sr4 1600, davanti al compagno di scuderia e concittadino Domenico Polizzi, a bordo di una Elia Avrio 1600 che ha necessitato di alcune regolazioni tra la prima e la seconda salita da parte dei meccanici. Terzo di gruppo e primo di classe il reggino Antonino Iaria su Osella Pa 21 3000 con motore Bmw. Tra le altre Radical E2B 1600, Michele Fattorini ha conquistato il secondo posto di classe davanti al cosentino Franz Caruso, che ha modificato solo i colori della carrozzeria mantenendo intatte le caratteristiche della vettura, ormai alla seconda uscita. Tra le 2500, primo il messinese Sebastiano Grillo, davanti al cosentino Giuseppe Magdalone (Ligier Honda), che ha gareggiato con una frizione che già ha dato molto filo da torcere.

Tra i prototipi del gruppo CN, Rosario Iaquinta (quarto assoluto) ha avuto una marcia in più sia in gara 1 che nella seconda salita. Il castrovillarese – che ha utilizzato il nuovo set di pneumatici Avon e ha utilizzato le medesime regolazioni delle prove – ha dominato con un tempo complessivo di 6’53″79, davanti al 19enne cosentino Domenico Scola (quinto assoluto), anch’egli a bordo di una Osella PA 21 da 2000 cc. Si è confermato più che positivo l’approccio luzzese del giovane siciliano Gianpaolo Fazzino, su vettura gemella. Tra le 3000, dopo i bonari sfottò di rito tra le due manche, Silvio Reda ha avuto la meglio sull’amico Emilio Scola per soli due decimi.

Niente da fare per il veterano cosentino Antonio Ritacca, che dopo aver risolto i problemi alla centralina sulla sua Osella PA20 S di gruppo CN 3000 che lo aveva afflitto nelle precedenti gare, ha accusato, stavolta, problematiche agli ammortizzatori che hanno condizionato le due salite di gara.

Tra le E1, entusiasmante duello tra i due campioni Totò Riolo e Pietro Nappi. Il siciliano, dopo aver riscontrato la rottura dell’astina dell’olio nella prima salita, è rimasto attardato di oltre 2″ rispetto al napoletano, rimasto soddisfatto, invece, del comportamento della sua Ferrari 550. Terzo posto di gruppo per l’altro partenopeo Luigi Sambuco su Alfa 155. In classe 1600, appassionante sfida, già a partire dalle prove, tra il luzzese Egidio Pisano e l’ingegnere di Villapiana Giuseppe Aragona. “È stato un bellissimo duello – ha commentato Aragona – Pisano ha avuto uno spunto in più”. La prima salita è costata al catanzarese Natalino Scarpelli (Mitshubishi Proto Evo) la rottura del motore, con conseguente bandiera rossa sul tracciato.

Tra le GT, il cosentino Ivan Fava ha preceduto, su Ferari 360 Modena, il fasanese Alberto Pace. In E2/S bene il campano Luigi Alfano. Niente da fare per il medico siciliano Serafino La Delfa, ottimo in prova e in prima manche, che nella seconda salita si è dovuto fermare per la rottura della frizione alla partenza.

In Gruppo A Giuseppe D’Angelo ha confermato la leadership già espressa in prova, a bordo di una Peugeot 106 da 1600 cc, davanti a Nunzio Volini e al bruzio Roberto Spadafora.

In Gruppo N, su tutti la Citroen Saxo Vts 1600 del Salernitano Cosimo Rea, davanti al potentino Eugenio Marino (Peugeot 106 R) e al luzzese Mario Lupinacci, sempre su Peugeot. Tra le 2000, invece, successo di classe per Oronzo Montanaro davanti a Luigi Malizia e a Giuseppe Corona. Le RACIng start sono state vinte dominate dal rendese Giuseppe Ruffolo su Honda Civic della Cosenza corse, che ha dato oltre 15″ al bruzio Domenico Covello (Citroen Saxo) e al lametino Antonio Cavalieri (Fiat Panda). Tra le E3, in testa su Ford Sierra il salernitano Pasquale Santoro, davanti al pilota di Marcellinara Saverio Scerbo su Renault Clio William e al padrone di casa luzzese Daniele Longo. In E3S Francesco Incutto (128 Rally) ha fatto registrare il miglior tempo complessivo tra le due salite precedendo Christian Nicosia su 127 e Rosario Scerbo a bordo di una A112 Abarth. Tra le vetture Minicar – e su Fiat 500 – il lametino Pietro Talarico ha preceduto il catanzarese Domenico Procopio e il barese Marco Magdalone. Niente da fare per il lametino Angelo Mercuri, vittima nella prima manche della rottura del motore (come era accaduto in prova, quando era comunque riuscito ad agguantare la pole).

La Luzzi-Sambucina è stata valida quale quarta e ultima prova del Trofeo “Silvio Molinaro”, vinto da Daniele Longo con 38 punti, davanti ad Aldo Pezzullo e Angelo Mercuri ex aequo a 3 lunghezze. “Si tratta di un trofeo molto sentito – ha detto Franco Molinaro – e tutti i piloti ci tenevano a vincerlo per l’affetto che nutrivano nei confronti di Silvio”.

Il Trofeo intitolato al presidente dell’ACI Corradino Aquino, voluto dal delegato Csai Gaetano Tropea, è stato consegnato dal vice presidente dell’ACI Cosenza Franco Giordano al miglior cosentino classificato, Rosario Iaquinta. “Perché scegliere un riconoscimento in ambito sportivo – ha detto il vice presidente dell’ACI – per ricordare una persona che è stata presente in tanti campi? Perché è stato un appassionato dello sport, da praticante prima e da dirigente poi. Una persona capace, appassionata, sempre capace di prendere la decisione giusta”.

Eugenio Molinaro, presidente della Tebe RACIng e organizzatore della manifestazione, ha detto di essere “orgoglioso del fatto che questa cronoscalata attiri anno dopo anno così tanti piloti dai nomi altisonanti. La speranza è quella di poter crescere ancora, fare sempre meglio”.

Classifica assoluta

01. Luigi Bruccoleri (Osella PA/27 E2/M-3000) in 6’48″67
02. Carmelo Scaramozzino (Lola B-02 Zytek E2/M-3000) a 1″31
03. Denny Zardo (Tatuus Formula Master E2/M-2000) a 3″78
04. Rosario Iaquinta (Osella (PA21/S CN-2000) a 5″12
05. Domenico Scola (Osella PA21/S CN-2000) a 22″47
06. Domenico Cubeda (Radical SR4 E2/B-1600) a 23″09
07. Domenico Polizzi (Elia Avrio E2/B-1000) a 24″69
08. Antonino Iaria (Osella Pa 20/S BMW E2/B-3000) a 28″64
09. Gianpaolo Fazzino (Osella PA 21/S CN-2000) a 29″33
10. Michele Fattorini (Radical SR4 E2B 1600) a 29″89


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