La A1GP by Ferrari supera i crash test di rito. La monoposto è stata sottoposta allo "squeeze test" FIA sul telaio, con una pressione applicata alle parti chiave della vettura per garantirne la necessaria resistenza. Successivamente ci sono state delle prove di carico, dei test di impatto anteriori, posteriori e laterali.

La prova d'urto frontale comporta una collisione della parte anteriore contro una spessa lamiera di acciaio fissata al cemento. In un tale impatto, la parte di musetto di fronte alla pedaliera ha subito una leggera deformazione che tuttavia non è andata a creare alcun danno né al musetto né all’accellerazione della vettura , misurata al fine di assicurare che il telaio ,oltre che il pilota, non vengano esposti ad un’ eccessiva G-Force durante l’impatto.

Le prove di impatto posteriore riguardano il peso: l'equivalente di una macchina A1GP con il pieno di combustibile viene colpita da dietro per verificare che l'abitacolo non rimanga danneggiato. In modo simile, vengono eseguite le prove d'urto laterali, in cui sono effettuati dei controlli per garantire che l'auto sia in grado di subire impatti, lasciando la cabina di pilotaggio interna intatta. Da ultimo, è stata fatta una prova d’urto sullo sterzo.

I test sono stati tutti condotti nel Berkshire presso il TRL (il Transport Research Laboratory del Regno Unito), sotto l'occhio vigile della Federazione Internazionale dell'Automobile (FIA) e di John Travis, Direttore Tecnico A1GP.

John Travis ha commentato così le prove: «Abbiamo svolto moltissimi pre-test su tutte le componenti in isolamento e studi FEA (Finite Element Analysis) sul progetto del telaio, prima di passare alle prove fisiche. Finora, la monoposto ha percorso 5800 chilometri senza problemi: siamo molto soddisfatti dei progressi. Dobbiamo ancora mettere a punto qualcosa relativamente al software del motore; i test sui pneumatici, invece, sono terminati e le Michelin sono pronte e guardano ad una stagione competitiva».

«Le prime tre stagioni dell’A1GP – il commento del Dr Paul Trafford, Delegato Medico A1GP – hanno dimostrato che le auto sono notevolmente sicure e che proteggono i piloti, consentendo loro di sopravvivere a forti impatti. Per i crash test, la FIA ha requisiti rigorosi che vengono costantemente aggiornati per garantire che la sicurezza della "cellula" sia all’avanguardia e migliorata ogni anno, in base agli sviluppi tecnologici. L’abitacolo agisce come una "cellula di sicurezza" intorno al conducente, assorbendo energia in caso di urto, prevenendo da "intrusioni" di oggetti e da ferite e proteggendo la testa e gli altri organi vitali. L'idea è che se un auto è in testa coda o in accelerazione perde energia che, quando la monoposto colpisce un altro oggetto, viene trasferita al pilota. Le zone deformabile e di "impatto" del veicolo contribuiscono a ridurre ulteriormente questa energia prima che venga a contatto con il conducente. Sono lieto che l’A1GP abbia preso così seriamente la sicurezza dei corridori, impegnandosi a garantire che le macchine siano all’avanguardia nelle tecnologie per la protezione, e che sia disposta ad ascoltare il parere di esperti medici e di altri settori, al fine di raggiungere questo obiettivo».


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