La decisione di annullare il Gran Premio del Bahrain è stata senza dubbio condivisa da tutto l’ambiente, ma adesso la Formula 1 dovrà scontrarsi con le conseguenze di questa doverosa scelta.

Alcune ricerche di mercato indicano che la categoria regina potrebbe arrivare a perdere circa 100 milioni di euro dalla mancata disputa dell’evento: per le squadre verranno a mancare i proventi derivanti dall’esposizione televisiva, mentre a livello logistico bisognerà cercare di recuperare, almeno in parte, il denaro già speso per la spedizione dei materiali sul circuito di Sakhir o per la prenotazione di voli e alberghi.

La FOM, la società che detiene i diritti commerciali del campionato (capeggiata da Bernie Ecclestone), non richiederà inoltre il versamento della tassa prevista per tutti gli organizzatori, di circa 40 milioni di euro. Ecclestone spera comunque che la gara possa essere soltanto rinviata: “Fino a un mese fa qui non c’era nessun problema. Se tutto si sistemerà, speriamo di poter trovare una soluzione. Solo in questo caso riceveremo la quota prevista per l’inserimento nel Mondiale”.

La collocazione più probabile sarebbe senza dubbio nel mese di novembre, prima o dopo la corsa nella vicina Abu Dhabi. Per questo motivo i responsabili del tracciato di Yas Marina sono pronti a offrire il proprio aiuto: “In origine, Abu Dhabi e il Bahrain si sono accordati per avere un ampio distacco nel calendario che garantisse a entrambi i GP la massima esposizione mediatica. Questa è però una emergenza, e in questi casi abbiamo bisogno di lavorare insieme”, ha dichiarato Mohammed ben Sulayem, presidente dell’automobile club degli Emirati Arabi Uniti.


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La F1 potrebbe perdere 100 milioni di euro senza il GP in Bahrain