Sono passati dieci anni da quando Loris Kessel convinse l’imprenditore Tedesco Freddy Kremer a correre con il suo nascente team. Da allora Freddy è cresciuto moltissimo e di recente ha festeggiato dieci anni insieme alla squadra ticinese, con grande soddisfazione e voglia di correre ancora per lungo tempo.

Dieci anni con il team Kessel Racing – cosa significano per te?
“Dieci anni sono un tempo molto lungo nel motorsport e dimostra che se uno vuole avere successo deve avere costanza e ha bisogno di un team di professionisti alle spalle. Con Kessel Racing ho trovato non solo una squadra che è altamente professionale, ma anche persone altamente motivate e sempre ansiose di offrire l’atmosfera migliore all’interno del team. Sono molto felice di far parte di questo team: non si tratta solo di affari, ma di una solida amicizia che unisce Kremer Racing alla grande Kessel Racing”.

Quali le tue intenzioni iniziali quando decisi di entrare nel mondo delle corse?
“Sono cresciuto vicino a una pista in Germania e volevo fare il pilota sin da bambino. Sfortunatamente non avevo sponsor e i miei sogni sembravano irrealizzabili, perchè la mia mentalità è sempre stata quella di cercare di fare le cose fatte bene e, nell’impossibilità, di non iniziarle nemmeno”.
 
Quando e come hai iniziato a correre?
“Ho fatto alcuni rally quando avevo 16 anni. Dopo quell’epoca ho fatto alcuni test e un corso per la licenza in Francia. Ma il mio obiettivo era di correre con le touring car, se un giorno avessi avuto la possibilità di farlo”.
 
Come hai approcciato Kessel Racing e il mondo Ferrari?
“Anni dopo, sponsorizzai con la mia società Multiconsult un pilota del Kessel Racing, Carsten Struwe. Egli partecipava al Ferrari Challenge e io andavo spesso al suo seguito con numerosi ospiti. Dopo uno di questi weekend, ricordo ancora Loris Kessel che mi disse: “perchè non corri tu, sei già in pista in tutte le gare…”. A questo punto, non me lo sono fatto dire due volte e al successivo appuntamento in calendario, a Magny-Cours, ho corso la mia prima gara nel monomarca Ferrari Challenge”.
 
Qual’è stata la tua prima impressione di Loris Kessel e del team
“Kessel Racing all’epoca era un team ancora piccolo. Loris Kessel, l’ex pilota di Formula 1, alcuni meccanici e una manciata di auto da corsa. Mi piaceva il modo in cui Loris si relazionava con I suoi piloti: ho imparato molto da lui, che mi ha insegnato come affrontare le competizioni in modo professionale. Metteva cuore e anima in tutto quello che aveva senso fare”.
 
Perchè sei rimasto tanto tempo con Kessel Racing correndo sempre su Ferrari? Non sei mai stato attratto da un altro brand?
“Kessel Racing è come una famiglia: me ne sono sempre sentito un membro e per questo è stato naturale non lasciare le proprie origini. Naturalmente è un sogno di ogni pilota correre con una Ferrari ed entrare nel leggendario “mito” e, in tutta sincerità, non sono mai stato attratto dagli altri grandi costruttori. Ho vissuto poi nel pieno la grande epoca di Schumacher e devo dire che è stato indimenticabile correre in Ferrari in quel periodo”.

Come valuti la tua carriera sportiva sino ad ora e come fai a conciliare il tempo per correre con gli impegni da business man?
“Quando ho iniziato a correre non ho mai pensato di vincere gare o campionati. Ma dopo un po’ ho capito di essere abbastanza competitivo, di poter correre almeno fra i primi dieci. Mi sono fatto strada dal campionato europeo monomarca Ferrari alle gara in Gt3 e sono ancora competitivo anche se sono “solo” un gentleman. Con un team forte come il Kessel Racing ho sempre avuto l’opportunità di migliorare gara per gara e, analizzando ora i miei tempi nel difficile campionato del GT Open, posso notare che se a inizio stagione pagavo anche 8 secondi ai primi, oggi il mio distacco è di circa 2 secondi. Non avrei mai potuto crescere così tanto senza una perfetta organizzazione dietro di me. Sybille Hörl, la mia assistente alla Multiconsult e Marghitta Nachtigall alla Kremer Racing sono i miei angeli custodi, così riesco a concentrarmi senza problemi sui miei business quotidiani”.  

Come vedi il tuo futuro con Kessel Racing?
“Sto pensando di concentrarmi ancora su un programma di competizioni nazionali e internazionali con Kessel Racing nei prossimi anni. In aggiunta Kremer Racing vorrà sicuramente supportare Ronnie Kessel e il suo team, come partner e come amici, per avere ancora più successo in futuro”.

Nella foto d’archivio, il pilota tedesco Freddy Kremer

Alex D’Agosta


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