Sebastien Bourdais non è nuovo a imprese epiche. Lo ha dimostrato, dopo essere ritornato dall’amara esperienza Toro Rosso F1, con l’umiltà che da sempre contraddistingue (fuori dalla pista, perchè in circuito non ci sono favoritismi) il nativo di Le Mans, al volante di macchine non all’altezza dei top team IndyCar: Dale Coyne, Dragon Racing, KV.

Il tetracampione ChampCar iniziava questo weeend una nuova avventura in un team che ben conosceva, ancora con Dale Coyne, ma con una crew tecnica totalmente rinnovata, andando a colmare il vero tallone d’achille per tutte le squadre cosiddette di seconda fascia.

Le prove libere erano state promettenti, ma quell’errore proprio all’inizio del primo giro in qualifica sembrava aver rovinato tutto. Invece, nonostante l‘ultima piazzola in griglia, Bourdais è andato a vincere questa prima stagionale di St.Petersburg.

La partenza vedeva, come spesso accade sui cittadini, un contatto fra Graham Rahal e Charlie Kimball che spediva in testacoda il figlio del grande Bobby all’interno della famigerata curva 3. Problemi anche per Ryan Hunter-Reay, toccato duro, e Carlos Munoz, bloccato da Kimball. Davanti era il poleman Will Power a condurre su James Hinchcliffe, più lesto al via di Scott Dixon, così come Takuma Sato sulla next big thing Penske, Josef Newgarden.

Al restart, al lap 6, mentre il sindaco di Hinchtown si sbarazzava facilmente dell’australiano e transitava al commando, Bourdais iniziava la propria rimonta, transitando in P12.

Il primo colpo di scena al lap 14, allorquando Power cede di schianto ed è costretto ad una sosta imprevista ai box, sosta che vale doppio per colpa di una pistola ad aria colpita durante il pit-stop, che comporta un secondo passaggio a velocità ridotta in corsia box per l’australiano.

In questa fse di gara è Josef Newgarden l’uomo in missione, e presto transita quarto dopo aver avuto la meglio su di un insolitamente spento Tony Kanaan, che al lap 25 si tocca con Mikhail Aleshin in uscita dai box. Bourdais, che nel frattempo aveva già effettuato il primo rifornimento, allo sventolare delle bandiere gialle si ritrova alle spalle di Simon Pagenaud, e davanti a Marco Andretti, Ed Jones e JR Hildebrand. Finisce praticamente qui la gara di Spemcer Pigot, tra coloro costretti a pittare in regime di caution, vittima di un problema ai freni.

Al restart, un Ed Jones che pare trasudare esperienza al posto del timore del debuttante, passa senza tanti complimenti Marco Andretti e si installa nel podio virtuale, anticipando di poche tornate il sorpasso che vale la leadership del compagno di squadra sul campione in carica della serie.

Power nel frattempo, nonostante i problemi occorsi, riesce a risalire fino ad occupare la sesta piazza e, a metà gara, dopo la seconda sosta, transita addirittura in P3 dietro ai due francesi, che mantengono le posizioni, e davanti a Takuma Sato e Ed Jones.

Nel secondo terzo di gara tocca a Scott Dixon fare vedere il buon lavoro fatto nell’inverno dal Team Ganassi, e dopo la terza sosta si ritrova proprio alle spalle di Power, grazie anche ad un pit-stop non proprio cristallino del Dale Coyne Racing sulla vetture dell’inglesino di Dubai, che perde ben sei posizioni.

Diettro l’accoppiata di testa si è scavato un solco profondo quasi 30” che si potrebbe colmare solo con una nuova neutralizzazione, che però non avviene, permettendo così a Bourdais di raccogliere in tranquillità la 36ma vittoria nella serie con oltre 10” di vantaggio su Pagenaud.

Sul podio insieme ai due francesi termina Scott Dixon, perchè il weekend “ad alti e bassi” di Will Power termina con problemi di pressione del carburante e con un ritiro a 11 giri dalla fine. Completano la top five I due alfieri dell’Andretti Autosport, Ryan Hunter-Reay e Takuma Sato, con l’enfant du pays che guadagna la quatra piazza nelle ultime curve. In definitive una grande prestazione da parte del team di Michael Andretti, che piazza anche il figlio Marco in P7 ed il vincitore dell’ultima Indy 500, Alexander Rossi, appena fuori dalla top ten.

Ora per l’IndyCar Series uno stop di ben quattro settimane, in attesa del Grand Prix of Long Beach, in programma il 9 aprile prossimo.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Sfortuna Power. Sul podio Pagenaud e Dixon

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/03/03-12-Bourdais-On-Course-STP.jpg IndyCar – St.Petersburg, Gara: Bourdais, from last to first